X

Lo spread torna sopra 120 ma la Borsa di Milano non molla

Imagoeconomica

Le piazze europee chiudono un’altra seduta contrastata, archiviando con oggi una settimana incerta, ma pur sempre vissuta su livelli massimi. Piazza Affari è tra le migliori e sale dello 0,36% a 27.732 punti base.

La stagione delle trimestrali si sta chiudendo con ottimi risultati, ma la nuova ondata pandemica che sta colpendo il Vecchio Continente fa paura anche per i lockdown di cui si sta ragionando in paesi come Austria, Francia, Germania, Olanda.

Divisi tra ottimismo e paure, i listini hanno beneficiato nel pomeriggio dell’apertura positiva di Wall Street, che ha portato una ventata calda, nonostante la fiducia dei consumatori Usa a inizio novembre sia scesa al minimo da dieci anni, perché l’inflazione si sta abbattendo sui bilanci delle famiglie e la convinzione che non si stia facendo molto per arginarla è piuttosto diffusa.

Brillano a New York i titoli tecnologici e sul Dow Jones si apprezza Johnson&Johnson, dopo la decisione del gruppo di dividersi in due società, entrambe quotate. In una confluiranno farmaci da prescrizione e presidi sanitari; nell’altra i prodotti farmaceutici da banco e quelli per l’igiene.

Prosegue la corsa di Rivian, dopo il debutto record dei giorni scorsi. La società di veicoli elettrici finanziata da Amazon e Ford vale già più della stessa Ford e di General Motors. Soffre la rivale Tesla, mentre risulta che Elon Musk abbia venduto un altro blocco di azioni per circa 700 milioni di dollari.

Il dollaro frena leggermente, ma si avvia a chiudere la miglior settimana da cinque mesi. L’euro resta sotto quota 1,15.

Il super dollaro, unitamente alla recrudescenza della pandemia nel mondo, frena il petrolio. Il Brent cede circa lo 0,5% e tratta sugli 82,5 dollari al barile.

In Europa è in spolvero Parigi, +0,46%, che aggiorna il suo record storico a 7.092 punti, grazie agli acquisti su Renault (+4,7%), promossa da Morgan Stanley e a quelli sulle grandi firme. Il lusso a livello continentale beneficia del rally della proprietaria di Cartier, Richemont (+10%) che ha battuto le stime degli analisti nella prima metà del suo anno fiscale. La società ha annunciato inoltre di essere in cerca di investitori per il suo business in perdita Yoox. Il titolo vola e la borsa di Zurigo, chiude in pole position con un rialzo dello 0,72%.

Perde Londra (-5%), zavorrata da AstraZeneca (-6,9%), in pesante calo dopo la presentazione della trimestrale.

Sono miste Francoforte, +0,13%, Amsterdam +0,48%, Madrid -0,17%.

Piazza Affari è ancora in progresso, e fa i conti tra ieri e oggi con una valanga di trimestrali.

Sul Ftse Mib si apprezzano in scia ai numeri degli ultimi tre mesi Pirelli +3,52%, che tocca i massimi da due anni dopo aver superato le attese; Azimut +3,28% che ora è “buy” e non più “hold” per Kepler Cheuvreux, che ha anche alzato il target price a 30 da 24 euro; Nexi +1,86%; Atlantia +1,65%. In evidenza Ferrari +2,06% e Moncler +1,81%.

Atterra in fondo al listino Telecom, -2,2%. dopo l’atteso cda voluto da Vivendi da cui è emerso che “non è in corso alcuna negoziazione relativa alla rete o altri asset strategici”. Una non notizia che riduce l’appetito speculativo di chi puntava su operazioni legate alla rete unica.

Sono negativi i titoli petroliferi, a seguito del calo del greggio. Tra gli altri Eni -1,06%.

Dopo una serie di sedute in rialzo perde quota Unicredit -0,77% ed è freddo tutto il comparto bancario.

Leonardo cede lo 0,67%, nonostante la notizia di un interesse del consorzio franco-tedesco Knds per acquisire Oto Melara e Wass. I conti non spingono Unipol (-0,64%).

Fuori dal paniere principale la trimestrale manda in orbita Datalogic +15,48%. Bene Fincantieri +3,37%, che nei primi nove mesi del 2021 ha registrato un incremento del 28% annuo dei ricavi a 4,53 miliardi, e 330 milioni di Ebitda, in crescita del 65% rispetto a fine settembre 2020. S&P ha alzato il rating da BBB ad A- con outlook positivo. “I risultati del trimestre sono leggermente migliori e la guidance è stata migliorata a livello di margini”, scrive Equita nel daily.

La seduta è negativa per l’obbligazionario: lo spread tra Btp 10 anni e Bund di pari durata sale a 121 punti base (+2,48%). Il tasso del titolo italiano si porta a +0,91%.

Chiude con un mezzo successo la quarta emissione del Btp Futura, destinata a finanziare le diverse misure adottate dal governo per sostenere la crescita economica del paese. La raccolta si ferma a 3,268 miliardi contro i 5,48 miliardi della terza emissione.

Related Post
Categories: Finanza e Mercati