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Lo spettro del default in Grecia spaventa le Borse: Milano perde il 3,1% e le banche vanno a picco

LISTINI ALL’INSEGNA DELLA PAURA DEL CROLLO GRECO
MILANO -3,1%, ANCHE WALL STREET TIFA PER L’EURO

In una sola ora di contrattazioni Wall Street ha perduto metà dei guadagni della settimana scorsa. Anche così si misura la paura che corre sul filo elettronico dei mercati finanziari mentre si fa più concreto il rischio del default di Atene, ovvero il sequel “Lehman Brothers 2”. Per giunta, a complicare le cose, sono arrivati in mattinata segnali di stretta dalla Cina e da altri paesi del Far East, per contrastare l’inflazione. Nel pomeriggio la situazione è andata progressivamente peggiorando un po’ ovunque. In Piazza Affari l’indice FtseMib accusa una perdita del 3,17% a quota 14.086, Parigi -2,73%, Francoforte -2,48%. Oltre Oceano, i tre indici principali, Dow Jones, S&P500 e Nasdaq, sono allineati su una flessione del 2%. Sul mercato dei titoli di Stato, il Btp decennale soffre con il rendimento che sale di 8 punti base al 5,55%. Lo spread con il Bund decennale si allarga a 380 punti, dai 363 di venerdì. L’euro scivola a 1,361 (da 1,380) nei confronti del dollaro.

ARIA DI RECESSIONE, IL PETROLIO ARRETRA
SOTTO TIRO LE GRANDI BANCHE EUROPEE

Come sempre accade nei momenti di maggior nervosimo, infatti, i mercati riscoprono le qualità della valuta americana come bene rifugio: la forza del biglietto verde incide anche sulle quotazioni dell’oro che da quota 1.820 dollari di stamattina scivola a 1.784. L’argento ritorna sotto i 40 dollari. Intanto il petrolio Wti sprofonda in calo del 3% a 85,4 dollari il barile su attese di un rallentamento della domanda globale. Il brent è scivolato a quota 109,44 (-2,5%), anche il rame è sotto del 3,1%. Il calo del greggio si riflette sui petroliferi: il settore europeo perde il 4,2%, Eni è scambiata a 12,83 euro dopo avere staccato stamattina un dividendo di 0,52 euro. Rettificato per lo stacco della cedola, il ribasso è dell’1,92% . Vendite anche su Saipem -4,46% nonostante la firma di nuovi contratti. A sintetizzare gli umori delle piazze finanzarie europee può servire una nota del Crédit Agricole: “Ogni beneficio legato all’iniezione di liquidità delle banche centrali è stato vanificato dall’esito insoddisfacente dell’Ecofin in Polonia. La settimana è destinata a trascinarsi in una crescente avversione al rischio finché non arrivi dalla Fed una necessaria dose di fiducia”.
E’ stata una giornata difficile per i titoli bancari, a partire da quelli più esposti al rischio sistemico. Migliora dai minimi toccati in mattinata l’indice Stoxx europeo del settore (-1,2% contro il – 2,5% precedente). Le perdite peggiori riguardano Société Générale -5,2% Bnp Paribas -5,4%, Barclays -6,7% e Deutsche Bank -4,9%.
In Italia la più sacrificata è Banca Intesa – 4,11% seguita da Mps -2,82%, Ubi è in pari, guadagna il Banco Popolare guadagna +1,32%. Unicredit perde l’1,32%. Tra i finanziari il calo più massicciio è di Generali -3,57%. Crolla anche Finmeccanica – 8,63% sull’onda della crisi di fiducia verso una parte dei vertici coinvolti nell’affaire Tarantini. Nei giorni scorsi si sono dimessi il direttore commerciale e un altro manager di Finmeccanica.

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Categories: Finanza e Mercati