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L’Inter vince a Firenze, scavalca la Juve e torna in vetta e domenica il confronto diretto Inter-Juve

FC Inter

L’Inter mette la freccia. Il successo di Firenze trasforma un weekend inizialmente complicato in un trionfo, permettendo ai nerazzurri di tornare in testa alla classifica ancor prima di aver recuperato la partita con l’Atalanta. La Juve si ritrova così al secondo posto con una gara in più e chissà che questo non possa cambiare le strategie in vista di domenica prossima, quando le duellanti al titolo si ritroveranno di fronte nel faccia a faccia di San Siro. In zona Champions, invece, il turno sorride all’Atalanta, anche perché Lazio e Napoli non sono andate oltre al pareggio, il tutto in attesa di Salernitana-Roma di questa sera (ore 20.45).

Fiorentina – Inter 0-1, Lautaro segna e Sommer para un rigore

La chance di tornare in testa era ghiotta e l’Inter l’ha sfruttata al meglio grazie a una partita tosta, indirizzata quasi subito dal gol di Lautaro (14’) e poi gestita con grande maturità, riuscendo pure a soffrire nei momenti più delicati. L’unico neo è non aver trovato il raddoppio in una delle tante occasioni avute, ma la solidità difensiva ha permesso ai nerazzurri di mantenere il prezioso vantaggio, anche grazie a Sommer, capace di parare un rigore a Nico Gonzalez (calciato malissimo) a pochi minuti dalla fine. Era il 77’ e il pareggio viola, forse, avrebbe consegnato agli archivi un’altra classifica, invece la porta dello svizzero è rimasta illibata, permettendo all’Inter di portarsi a casa tutto il malloppo.

In molti pensavano che la squadra di Inzaghi potesse soffrire le assenze di Calhanoglu, Barella e Dimarco (panchina per scelta tecnica), invece l’approccio è stato ottimo, per quanto aiutato da una Fiorentina troppo sbilanciata in avanti. E così i nerazzurri, dopo aver sfiorato il gol in due occasioni con Lautaro e Carlos Augusto (entrambi in campo aperto), lo hanno trovato al 14’ con il solito capitano argentino, rapace nello sfruttare un angolo di Asllani e battere Terracciano.

I viola, schierati da Italiano con la doppia punta Nzola-Beltran, hanno mantenuto il controllo del gioco, ma solo perché l’Inter glielo ha volutamente lasciato: meglio rubare palla e ripartire negli spazi, anche se le occasioni non sono state sfruttate a dovere. Nella ripresa la Fiorentina ha alzato ulteriormente i giri del motore e al 77’ avrebbe potuto pareggiare: fallo di Sommer su Nzola e calcio di rigore assegnato dopo On Field Review, con Nico Gonzalez ipnotizzato dallo stesso portiere svizzero. Il match di fatto si è chiuso lì, visto che gli assalti finali non hanno portato a nulla, né da una parte né dall’altra: l’Inter torna così al comando del campionato, mentre i viola si fanno scavalcare dall’Atalanta.

Inzaghi punta la Juve: “Sarà una grande partita. Le battute di Allegri? Non mi danno nessun fastidio”

“Dopo l’1-0 abbiamo avuto tante occasioni, in una è stato bravo Terracciano, poi nella ripresa abbiamo avuto tante ripartenze che di solito concludiamo meglio – l’analisi di Inzaghi -. Comunque non posso dire nulla ai ragazzi, abbiamo vinto 17 gare su 21, ma solo fare un grande applauso. Sappiamo che ogni gara è difficile, a Firenze è sempre complicato venire a vincere. Ora pensiamo alla Juve, sarà una partita tra due squadre che stanno avendo un cammino impressionante. La prepareremo nel migliore dei modi, la affronteremo al meglio contro un’avversaria che sta facendo il nostro percorso. Dovremo prepararla come all’andata, quando ci furono due gol in una partita non spettacolare, ma questa volta giochiamo in casa, coi nostri tifosi che sono importantissimi. Le battute di Allegri? A me non danno nessun fastidio, sono molto tranquillo”.

Lazio – Napoli 0-0, all’Olimpico vince la paura di perdere

Poche emozioni invece all’Olimpico, dove Lazio e Napoli si sono letteralmente annullate a vicenda. Lo 0-0 finale è l’immagine perfetta di quanto si è visto in campo, tra due squadre troppo impaurite per cercare sul serio di prevalere sull’altra. Sarri e Mazzarri avevano numerose assenze e questo va tenuto in considerazione, ma è chiaro che a pesare di più è stato lo spauracchio di perdere terreno in zona Champions, finendo poi per favorire proprio l’avversario. Il primo tempo si è svolto nell’equilibrio più totale, tanto che all’intervallo il dato sui tiri in porta recitava un inquietante zero per entrambe. Nella ripresa le cose sono andate un po’ meglio, visto che le squadre si sono inevitabilmente allungate, ma il gol è rimasto una chimera. Ad andarci più vicina è stata la Lazio, pericolosissima su una ripartenza di Isaksen non finalizzata da Castellanos (a cui peraltro è stata annullata una rete stupenda per fuorigioco), mentre il Napoli s’è limitato a qualche conclusione da fuori, senza mai spaventare davvero Provedel. Lo 0-0 finale, dunque, è giusto e lascia tutto invariato in zona Champions, dove a sorridere è soprattutto l’Atalanta, ovviamente in attesa di Salernitana-Roma di stasera.

Mazzarri: “Sono molto soddisfatto, ho visto la squadra che piace a me”

Nessuna dichiarazione per Sarri, tornato a casa subito dopo il match per via di un triste lutto familiare, mentre Mazzarri è tornato regolarmente a parlare. “Sono molto soddisfatto, avevamo di fronte una squadra molto forte – il suo pensiero in conferenza stampa -. L’anno scorso la Lazio è arrivata seconda e giocavamo nel loro stadio, inoltre avevamo tanti assenti. Ragazzi che non giocavano da tempo han risposto alla grande stasera, ho visto una squadra come piace a me e ho avuto la conferma che ci sono grandi uomini in rosa. Contro le squadre di Sarri è difficile avere il controllo del possesso, ma il gruppo ora ha un’impronta ben precisa. Nelle prime gare abbiamo lasciato qualche punto per strada con le grandi ed è l’unico rammarico. Ce ne manca qualcuno, ma il campionato è lungo e sono convinto che potremo guadagnare posizioni”.

Salernitana – Roma (ore 20.45, Dazn)

Le emozioni della 22esima giornata non sono certo finite, visto che all’appello manca ancora il posticipo tra Salernitana e Roma. Sfida delicatissima quella dell’Arechi, con due squadre costrette a vincere a tutti i costi: i granata per tentare di riaprire il discorso salvezza, i giallorossi per avvicinare la zona Champions. I risultati del weekend hanno dato un bell’assist a entrambe, ora però bisogna saperlo sfruttare al meglio e solo una ci riuscirà. Il match di Salerno poi è anche un confronto tra campioni del mondo, con Inzaghi da una parte e De Rossi dall’altra. I ricordi del 2006 sono indelebili, ma oggi i due amici non potranno farsi sconti: troppo pesante la posta in palio, specialmente per due allenatori precari come loro. Pippo sta cercando di rianimare una squadra in grandissima difficoltà, DDR è appena arrivato e deve dare continuità al successo sul Verona, il primo della sua gestione. Sulla carta la Roma è ovviamente favorita, ma la Salernitana ha già dimostrato di poter infastidire le grandi, specialmente nel catino infuocato dell’Arechi, come ricordano bene Lazio, Milan e, a prescindere dal risultato, Juventus e Napoli.

De Rossi sprona i suoi: “Questa è una squadra con personalità, a Salerno per vincere”

“Mourinho diceva che voleva una squadra di banditi, ma bisogna chiedere a lui cosa abbia riscontrato – le parole di De Rossi -. Io vedo giocatori con personalità, se faccio un passo indietro e penso a loro dico che ci hanno portato in finale in Europa, Spinazzola e Cristante hanno vinto un Europeo in casa dell’Inghilterra. Sono fasi della stagione dove si è così, mi piace lo slogan ‘squadra di banditi’ perché nel calcio serve essere spigolosi e avere le caratteristiche per vincere anche in maniera sporca. A Salerno sarà difficile, le squadre che devono salvarsi danno sempre qualcosa di più nel ritorno. A bocce ferme non pensavo di trovare la Salernitana così in basso, ha una rosa importante, ha perso all’ultimo contro Napoli e Juventus, pareggiava 0-0 con l’Inter prima di Lautaro, ha battuto la Lazio, ma andiamo lì per vincere la nostra partita”.

Salernitana – Roma, le formazioni: De Rossi conferma il 4-3-3, Paredes squalificato

De Rossi, rispetto al debutto contro il Verona, ritrova due elementi importantissimi come Mancini e Cristante, ma perde Paredes per squalifica. La notizia migliore per lui riguarda però Dybala, completamente recuperato e dunque in campo dall’inizio nel 4-3-3 giallorosso, ormai scelto come nuovo vestito della squadra. DDR punterà su Rui Patricio in porta, Karsdorp, Mancini, Llorente e Kristensen in difesa, Bove, Cristante e Pellegrini a centrocampo, Dybala, Lukaku ed El Shaarawy in attacco. Sempre in emergenza Inzaghi, che in attesa di aiuti dal mercato (Sabatini sta lavorando a diverse operazioni, ma il tempo stringe) deve nuovamente fare a meno di Dia, Coulibaly, Fazio e Pirola. Il suo 4-3-2-1 vedrà così Ochoa tra i pali, Zanoli, Daniliuc, Gyomber e Bradaric nel reparto arretrato, Basic, Maggiore e Martegani in mediana, Candreva e Kastanos alle spalle dell’unica punta Ikwuemesi.

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