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L’Inter riparte con Brozo. Napoli: un Mertens da Champions

Nessun errore. Inter e Napoli compiono il loro dovere e si rimettono in carreggiata, seppur, ovviamente, con le rispettive differenze. Gli azzurri sembrano tornati al top, i nerazzurri, invece, hanno ancora tanta strada da fare per ritrovarsi nelle zone alte della classifica, ad ogni modo entrambi hanno vinto e possono passare una settimana molto più serena.

La gara più delicata, classifica alla mano, era quella dell’Inter di Pioli, chiamata a riscattarsi dopo lo 0-3 di Napoli. Il match col Genoa appariva difficile, soprattutto per i precedenti dei rossoblu, già capaci di battere Milan e Juventus e di fermare proprio gli uomini di Sarri. L’inizio sembrava poter ripetere lo stesso andazzo, con la squadra di Juric vicino al gol prima con Lazovic (20’, salvataggio di D’Ambrosio) e poi con Ocampos (26’).

A quel punto, come spesso succede, è entrata in scena la regola del “gol sbagliato, gol subito), e a trovare la rete è stata l’Inter con Brozovic, freddo e preciso nel trovare l’angolo giusto alle spalle di Perin (39’). Ripresa sostanzialmente con lo stesso copione: il Genoa a cercare il pari e i nerazzurri ad aspettare l’episodio giusto per chiudere i giochi.

Che, dopo alcune occasioni rossoblu, arrivava al 69’: Joao Mario andava via con un’azione personale e serviva Brozovic, puntualissimo nel battere Perin per la seconda volta. Il match finiva qua, con l’Inter a gestire un risultato tanto pesante quanto obbligato.

“Avevamo bisogno di una vittoria così – il commento di Pioli – Non possiamo certo essere soddisfatti di quanto fatto finora ma il campionato è lungo, abbiamo ancora il tempo per crescere e migliorare le situazioni che non vanno bene”. La classifica, al momento, resta deficitaria ma i nerazzurri, calendario alla mano, possono tentare di chiudere il 2016 decisamente più in alto.

Chi lancia la sua candidatura verso la zona Champions è sicuramente il Napoli, autore della vittoria più convincente della domenica. Il 5-0 di Cagliari, infatti, è una prova di forza bella e buona, oltre che una risposta convincente a tutti coloro che indicavano l’attacco come il punto debole della squadra.

A caricarsi sulle spalle gli azzurri, in attesa di Milik (e, forse, del mercato di gennaio), non è stato Gabbiadini bensì Mertens, a conti fatti il vero grande top player a disposizione di Sarri. Il belga, dopo aver deciso il match di Lisbona, ha indirizzato pesantemente anche quello di Cagliari con una tripletta d’autore, peraltro nel ruolo di “falso nueve” che altre volte sembrava snaturarlo un po’.

“Quando sta così è un grandissimo giocatore, spero sia l’anno della sua consacrazione definitiva – l’elogio di Sarri – Fino a nove giorni fa dicevano che avevamo problemi di condizione fisica, invece abbiamo smentito tutti e dimostrato che stiamo benissimo. Venivamo dalla Champions e c’era il rischio di pagare dazio, anche perché giocare alle 12.30 è davvero assurdo: siamo stati bravi e ci siamo presi una grande vittoria”.

Al Sant’Elia non c’è mai stata partita: troppo forte il Napoli per il Cagliari di Rastelli, non a caso peggior difesa del campionato con 37 gol al passivo. Cinque sono arrivati ieri grazie a Mertens (34’, 69’ e 72’), Hamsik (45’) e Zielinski (51’), e almeno altrettanti sono stati evitati dal povero Storari, costretto, suo malgrado, a una domenica di straordinari.

Ora gli azzurri potranno godersi Roma-Milan con la consapevolezza di aver fatto il proprio dovere, ovvero portarsi a ridosso della coppia per poi sfruttarne eventuali debolezze.

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