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L’high tech corre sia al Nasdaq che a Piazza Affari

Imagoeconomica

L’estate sta tramontando, ma il sole sui mercati resta alto, con i dati macroeconomici positivi, ma non così tanto da spingere le banche centrali a un’accelerazione sul tapering. 

I listini europei chiudono la prima seduta di settembre in zona massimi, anche se non al top di giornata, mentre a Wall Street (mista in avvio) il Nasdaq aggiorna il suo livello record. Porta una certa volatilità il petrolio che, dopo una mattinata in rialzo, ha cambiato segno nel pomeriggio per poi recuperare parzialmente, nell’attesa dell’esito della riunione dell’Opec+ e con il calo superiore alle attese delle scorte settimanali Usa.

Nel giorno in cui il Green pass diventa obbligatorio per molte attività, Piazza Affari sale dello 0,66% a 26.181 punti, dopo aver archiviato un trimestre, primo giugno-31 agosto, in rialzo del 5% circa. Oggi sono in luce pharma, utility e banche, mentre lo spread regredisce ma i rendimenti salgono. Il differenziale tra decennale italiano e tedesco si ferma a 107 punti base (-1,56%), con un tasso del Btp di +0,7%.

Nel resto d’Europa è lievemente negativa Francoforte -0,09%; si apprezzano Parigi +1,18%, Amsterdam +0,3%, Madrid +1,65%, Londra +0,43%. A New York il Nasdaq si è portato subito a livello record, mentre il Dow Jones cede lo 0,11%. Nell’obbligazionario i prezzi dei T-bond sono in rialzo e i tassi in calo.

A influenzare i corsi contribuisce il dibattito sul tapering che si sta svolgendo dall’una all’altra sponda dell’Atlantico, complici una serie di dati macro tutti da interpretare.

Negli Usa delude l’antipasto dell’importante rapporto sull’occupazione in uscita venerdì. I dati del solo settore privato nel mese di agosto risultano infatti inferiori alle attese: 374mila sono i posti di lavoro creati contro una stima di 600mila. La colpa sarebbe dell’aumento dei casi di Covid-19, dovuto alla diffusione della variante Delta del coronavirus, che ha frenato le assunzioni. Poiché il lavoro è la stella polare della Fd, più ancora del’inflazione e visto che per Jerome Powell servono miglioramenti nel mercato del lavoro prima di avviare il ritiro degli stimoli il Nasdaq e i titoli di Stato festeggiano. Il presidente della Fed, a Jackson Hole, ha annunciato che il tapering dovrebbe cominciare entro l’anno, ma non ha precisato quando e ci si muove tra chi aspira a un annuncio a settembre e chi punta sul mese di novembre.

In Europa intanto, in modo speculare e in vista della riunione della Bce del 9 di settembre, è partita una discussione sul tapering, con falchi e colombe che cercano di tirare la coperta laddove ritengono che serva di più. Tra i dati di peso cui si guarda ci sono l’accelerazione dell’inflazione nella zona euro (+3%) in agosto e l’espansione del manifatturiero, a 61,4 in agosto da 62,8 di luglio. Meglio la manifattura in Italia: 60,9 il Pmi, da 60,3 di luglio. 

Soprattutto il dato sull’inflazione fornisce argomenti a Jens Weidman, governatore della banca centrale tedesca, secondo il quale una politica monetaria espansiva è ancora appropriata, ma la Bce dovrebbe anche prepararsi alla fine del suo programma di acquisti di emergenza pandemica (Pepp) poiché l’economia è ora in piena espansione e l’inflazione è in aumento. Di parere opposto il collega greco Yannis Stournaras che invita alla cautela, visto che l’andamento delle retribuzioni e i costi unitari del lavoro, che determinano l’inflazione di base, non mostrano la stessa volatilità della misura complessiva dell’inflazione.

Intanto la presidente dell’Eurotower, Christine Lagarde, intervistata da Time, osserva: “stiamo emergendo dalla pandemia con le economie che sono state stabilizzate” e che “torneremo al Pil di prima della pandemia a fine anno”.

Al contrario in Cina aumentano le aspettative di sostegno statale, visto che la manifattura rallenta per la prima volta da aprile 2020. La prospettiva nuovi aiuti ha portato ottimismo sulle borse asiatiche e favorito l’avvio in positivo dei listini europei.

Tra le materie prime il petrolio ha cambiato più volte velocità. Al momento il future Brent novembre 2021 perde lo 0,85% e tratta intorno a 71,02 dollari al barile. La scorsa settimana le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono diminuite per la tredicesima volta nelle ultime 15 settimane, e lo hanno fatto più di quanto atteso: -7,169 milioni di barili (a 425,395 milioni di unità), contro attese per un -2,8 milioni di barili, secondo i dati diffusi dal dipartimento dell’Energia.

Si muovono tendenzialmente in ribasso i contratti del metalli, con l’eccezione dell’argento, mentre è piatto l’oro spot.

Sul mercato dei cambi l’euro si apprezza contro il dollaro, trattando in area 1,185.

Guardando ai rialzi e ai ribassi di Piazza Affari, tra le blue chip in evidenza svetta Diasorin +2,72%, a nuovi massimi da metà novembre 2020. Bene Leonardo +2,26%, che “ha superato la soglia tecnica di quota 7 euro, che non vedeva da metà agosto – scrive Reuters – e questo ha fatto scattare le ricoperture sulle azioni”.

Bene le utility: Terna +2,27%; Italgas +1,67%:

Campari +1,92%, beneficia anche del balzo di Pernod Ricard a Parigi. La società francese ha registrato un aumento oltre le attese degli utili operativi annuali, grazie al forte rimbalzo della domanda in Cina e negli Stati Uniti. Sempre a Parigi invece si registra il tonfo di Carrefour, depressa dall’addio del re del lusso Bernard Arnault, che ha ceduto la propria quota del 5,7% nella società della catena di supermercati.

Le banche sono positive e guidate da Unicredit +1,61%, mentre procedono le trattative sul dossier Monte dei Paschi (+0,4%) e, per Il Sole 24 ore, già la settimana prossima potrebbero esserci indicazioni sulla fattibilità dell’acquisizione.

Intanto Siena, in una nota, conferma l’avanzamento dei lavori per definire i contorni dell’operazione e annuncia l’ingresso nella data room del Mediocredito Centrale, interessato a una selezione di sportelli bancari (si parla di 100-150 filiali) e la predisposizione di una data room sui crediti deteriorati classificati come “stage 2” (pari a circa 15 miliardi di euro) in cui entrerà Amco. 

Le prese di beneficio penalizzano Interpump -1,33%; Saipem -1%. Debolezza per Buzzi -0,93% e Cnh -0,82%.

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