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Letteratura per l’infanzia, la Cina apre all’editoria italiana

La Fiera del Libro per ragazzi di Bologna quest’anno ha riservato una sorpresa agli addetti ai lavori e ai visitatori: la letteratura cinese per l’infanzia. La Cina infatti sembra aver molto da dire anche in questo settore e il suo mercato è stato giudicato dinamico, innovativo e, soprattutto, amplissimo. Ahmad Redza Khairuddin, presidente dell’International Board on Books for Young People (IBBY), parlando alla Fiera di Bologna, ha evidenziato i quattro fattori che fanno volare l’industria editoriale del gigante asiatico: una popolazione enorme di potenziali lettori, un’economia in costante crescita, una grande ricchezza culturale e un consistente supporto governativo. Ora la Cina – ha concluso Khairuddin – vuole dialogare con gli editori stranieri e gli esperti del settore, da un lato per arricchire di nuovi contenuti i libri destinati a bambini e ragazzi cinesi, ma anche per uscire dai propri confini, pure immensi, e diffondere all’estero il modo cinese di fare letteratura. Come i bambini di ogni parte del mondo, anche i piccoli cinesi chiedono ai libri sia di aiutarli a conoscere le tradizioni e la cultura del proprio Paese, sia di guidarli nella scoperta di altri orizzonti culturali. In un incontro tenuto nello spazio della Fiera dedicato alla Cina – un’area di 266 metri quadri – Li Xueqiang, presidente del China Children’s Press and Publication Group (CCPPG), ha sottolineato le grandi opportunità di collaborazione e scambio che si aprono in generale con l’editoria estera e in particolare con quella italiana. Analizzando l’andamento della produzione editoriale per l’infanzia in Occidente e in Cina negli ultimi anni, Patsy Aldana, editore canadese ed ex presidente dell’IBBY, ha mostrato come in Europa e nel Nord America la recessione abbia pesantemente colpito il settore editoriale, facendo sì che molte grandi case editrici rinunciassero a puntare sulla qualità, volgendosi a prodotti più commerciali; in Cina, al contrario, la buona tenuta del mercato editoriale avrebbero funzionato da stimolo per innalzare il livello qualitativo delle proposte editoriali, aprendo a innovazioni e sperimentazioni.

http://news.xinhuanet.com/english/china/2014-03/27/c_133219238.htm

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