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Le banche aspettano Renzi. Facebook e Amazon al top

I mercati finanziari chiudono il mese tra segnali contrastanti: la ripresa delle materie prime, favorita dal dollaro debole, ha spento possibili focolai di crisi, specie in Cina e tra gli Emergenti. Sale ancora il petrolio, grande protagonista di aprile: il Wti avanza di 72 centesimi, a 46,05 dollari al barile, il massimo dal 4 novembre, il Brent guadagna 92 centesimi, oltre i 48 dollari.

Ma l’ascesa dello yen, oggi ai massimi da 18 mesi, a quota 107,07 sul dollaro, sta mettendo a dura prova l’economia giapponese. La Borsa di Tokyo, oggi chiusa per vacanza, ha perso in settimana il 5%, delusa dal mancato intervento della Banca centrale. Deboli gli altri listini asiatici: Hong Kong -1,4%, Shanghai -0,3%.

IL PIL USA FRENA WALL STREET, L’EUROPA RECUPERA

In Usa i dati in arrivo dall’economia hanno dimostrato che la cautela della Fed sul rialzo dei tassi poggia su buone ragioni: nel primo trimestre, il Pil Usa è salito solo dello 0,5%, in frenata dal +1,4% del quarto trimestre del 2015. Il consensus, che negli ultimi due mesi era sceso molto, si aspettava almeno +0,6%. Il rialzo dello 0,5% del primo trimestre è il più basso degli ultimi due anni.

Wall Street ha accusato il colpo. Il Dow Jones è sceso dell’1,17%, lo S&P 500 circa dell’1% e il Nasdaq dell’1,19%. Anche l’Europa ha subito giovedì mattina l’effetto Tokyo, salvo poi recuperare nel corso della giornata, grazie al petrolio e ad alcune trimestrali positive. Francoforte ha chiuso in rialzo del 0,21%, sorretta dai risultati oltre le previsioni di Deutsche Bank. Insieme alle banche (Stoxx europeo del settore +0,2%), sono saliti i titoli petroliferi (+0,6%) e quelli delle Materie prime (3,2%). La Borsa di Londra ha chiuso in calo dello 0,1%, Parigi -0,2%.

MILANO +0,43%. IL TESORO HA FATTO IL PIENO

Piazza Affari, debole in mattinata (indice Ftse Mib ad un minimo di 18.540,11 punti,) ha accelerato a fine seduta chiudendo a +1,21%, a 18.976 punti, ai livelli di metà gennaio. Intanto il Tesoro ha fatto il pieno, raccogliendo nell’asta di ieri 7,75 miliardi di euro tra Btp e Ccteu. Nel dettaglio, i Btp quinquennali sono stati assegnati con un rendimento lordo annuo dello 0,49%, in aumento di 15 punti base. I Btp decennali, sono stati collocati con un rendimento lordo annuo dell’1,51%, in aumento di 27 punti base.

GRAZIE A ZUCKERBERG E BEZOS IL NASDAQ DIMENTICA APPLE

Ancora colpi di scena trai Big della tecnologia. Soffre ancora Apple, ieri -3,3%: il raider Carl Icahn, già tra i maggiori soci della Mela, ha annunciato di avere azzerato la sua quota. Ma il mercato ha già puntato su nuovi cavalli di razza. Vola Facebook, in rialzo del 7,3% a 119 dollari dopo i dati del trimestre: l’utile netto si è triplicato a 1,5 miliardi di dollari. I ricavi sono cresciuti a 5,38 miliardi da 3,5 miliardi del primo trimestre 2015. Promette di fare ancor meglio oggi Amazon, schizzata su del +13% ieri sera nel dopo Borsa grazie all’annuncio di risultati superiori alle attese: la società di Jeff Bezos festeggia profitti, inattesi, per 513 milioni di dollari.

Fuochi d’artificio nel settore salute: Abbott Laboratories (-6%) ha annunciato l’acquisizione di St. Jude Medical per 25 miliardi di dollari (con un premio sul prezzo di Borsa del 37%) ampliando così la presenza nell’ambito cardiovascolare. Nel pharma arretrano Merck (-1%) e Pfizer (-0,5%).

BANCHE ALLA RISCOSSA IN ATTESA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

A Piazza Affari le buone notizie sono legate al recupero del comparto bancario. A favorire il rialzo ha contribuito Deutsche Bank (+3,9%), che ha annunciato conti del trimestre migliori delle attese favorendo la ripresa dell’indice Stoxx europeo (+0,1% in chiusura dopo esser andato sotto in mattinata di due punti percentuali).

Ma la spinta decisiva in Piazza Affari è legata all’attesa dei provvedimenti che oggi dovrebbero essere varati dal Consiglio dei ministri. Oggi infatti dovrebbe arrivare il via libera al decreto per sveltire i tempi di recupero dei crediti. In programma anche il rimborso agli obbligazionisti delle quattro banche salvate a fine anno.

Arrivano infine segnali confortanti dal fronte dell’aumento di capitale della Popolare di Vicenza. Ne ha approfittato Unicredit, +4,2% a 3,5620 euro grazie all’accelerazione nel finale. Copione simile per il Banco Popolare (+4,3%) e Pop.Milano (+3,7%, domani c’è l’assemblea). Pop.Emilia +3,9%, positiva anche Intesa (+1%) e Monte Paschi (+2,4%).

Debole Generali (-0,36%) nel giorno dell’assemblea. Il dg Alberto Minali ha detto che “’Per i dividendi noi prevediamo una traiettoria di crescita sostenibile e i 72 centesimi approvati oggi sono il primo passo in quella direzione”.

PETROLIFERI IN FERMENTO: SAIPEM SUPERSTAR IN ATTESA DEI CONTI ENI

Grande trambusto nel settore energy. È salita sulle montagne russe Tenaris : da un minimo di 11,40 euro in mattinata ad una chiusura a 12,08 euro dopo aver recuperato più di 5 punti percentuali. A mettere pressione alle quotazioni non sono stati tanto i dati del trimestre appena concluso quanto le indicazioni sul prossimo futuro: la società stima che l’Ebitda margin del 2016 scenderà al di sotto del 15%, dal 16% indicato in precedenza. Le vendite sul titolo sono state fortemente influenzate dalle valutazioni di Equita Sim. 

Copione opposto per Saipem (+12%), in grande recupero dopo i risultati. La società, peggior blue chip del FtseMib da inizio 2016 con una perdita del 55% (contro il -12% dell’indice), ha riscosso ieri il plauso degli analisti: SocGen ha alzato il target price a 0,52 euro dai 0,42 euro precedenti portando a Buy la raccomandazione dal precedente Hold. Akros ha portato il target a 0,46 euro da 0,40 euro, Jefferies a 0,41 euro da 0,39 euro. Solo Kepler-Cheuvreux si è mossa in controtendenza tagliando a 0,39 euro da 0,40 euro.

Cresce intanto l’attesa per i conti Eni (+0,9%), in programma per oggi. Secondo Reuters tre tra le principali utilities europee stanno mettendo a punto un’offerta sulle attività retail del cane a sei zampe, operazione che potrebbe valere fino a 3,4 miliardi di dollari. Sono interessate Edison (controllata da Edf), la spagnola Gas Natural e la britannica Centrica. Eni ha incaricato Goldman Sachs come advisor per la cessione, che potrebbe avvenire dal quarto trimestre in poi.

Intanto il premier Matteo Renzi ha preannunciato un piano Eni sul fronte delle rinnovabili. Bene Enel (+1,7%): Credit Suisse ha avviato la copertura con raccomandazione Outperform e target price a 4,6 euro.

FINMECCANICA RIVEDE LA GUIDANCE GRAZIE AL KUWAIT

Tra gli industriali corregge Stm: -1,3% dopo il balzo di ieri. Finmeccanica +0,2% nel giorno dell’assemblea che ha, tra l’altro, approvato il cambio di nome in Leonardo. Con l‘approvazione della trimestrale, prevista per il 5 maggio, la holding rivedrà le guidance 2016 sugli ordini e sul free operating cash flow. Lo ha annunciato in assemblea l’amministratore delegato Mauro Moretti. È implicito il riferimento a una revisione al rialzo delle stime.

Recuperano anche Fiat Chrysler (+2,3%) e Cnh Industrial (+0,6%). Giornata di rivincita per Telecom Italia finita in rialzo del 2,9%. Mediaset +1,2%.

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