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L’asta dei Btp di oggi è il primo voto di fiducia a Letta. Stamani avvio positivo a Piazza Affari

ASTA BTP, PRIMO VOTO DI FIDUCIA A LETTA
I MERCATI CONFIDANO NEL CALO DEI TASSI

Arriva il giorno della verità per il governo Letta, alla guida dello Srato italiano, primo debitore pubblico (2.000 miliardi) e primo emittente di titoli di Stato dell’eurozona (445 miliardi per l’intero 2013).

Il primo test è rappresentato dall’asta di stamane dei Btp a 5 e a 10 anni per un importo che oscillerà tra i 4 e i 6 miliardi.

La soddisfazione dei mercati è stata certamente frenata dal “fattaccio” nei pressi di palazzo Chigi in concomitanza con il giuramento dei ministri al Quirinale. Il ferimento dei due carabinieri suona come un drammatico richiamo alle condizioni di assoluta emergenza del Bel Paese.

Venerdì, intanto, Moody’s ha confermato il rating Baa2 per l’Italia, evitando una retrocessione che avrebbe avuto effetti negativi per le banche sull’accesso allo sportello della Bce. Ma ha ribadito l’outlook negativo per l’Italia. Neccessari perciò gesti forti e rapidi sulla strada della ripresa, oltre a decisioni su Imu e finanziamento cassa integrazione.

L’appuntamento della settimana riguarda i meeting delle banche centrali. Domani comincerà la due giorni della Federal Reserve, ove già è iniziata la corsa alla successione di Ben Bernanke: favorita Janet Yellen, favorevole ad una politica espansiva.

Ma l’evento clou sarà senz’altro la riunione del direttorio della Bce di giovedì 2 maggio: la banca centrale europea, secondo le previsioni, dovrebbe procedere alla riduzione di un quarto di punto del tasso di sconto, novità in parte già scontata dai prezzi. Non è escluso però che la banca centrale non preferisca attendere i dati sull’andamento del pil dell’eurozona nel primo trimestre e rinviare così il taglio alla riunione di giugno. Ma si attendono anche novità sulle “misure innovative” per accelerare la trasmissione del credito al sistema delle piccole e dell medie imprese.

ASIA IN VACANZA, L’EUROPA CERCA CONFERME AL TORO

Oggi mercati chiusi in Giappone ed in Cina. Shanghai riaprirà i battenti solo il 2 maggio. I listini di Seul e di Hong Kong procedono senza prendere una decisione precisa tra rialzi e ribassi.

L’attenzione è concentrata sul confronto tra austerità e sviluppo in Europa, dopo le dure sortite del partito socialista francese contro la politica tedesca. Wolfgang Schaueble ha preferito ignorare Parigi (il vero problema) per lanciare un monito ad Enrico Letta.

Già venerdì scorso, comunque, il mercato aveva mostrato di apprezzare le novità politiche dell’Italia, dopo due mesi di impasse. Nell’ultima settimana l’indice FtseMib ha registrato un rialzo del 5,1%. Dall’inizio dell’anno l’indice è tornato positivo con una performance dell’1,8%.

L’indice complessivo delle Borse europee Stoxx600 è salito nelle ultime cinque sedute del 3,6%.

Venerdì la Borsa di Londra è scesa dello 0,3%, Parigi -0,8%, Francoforte -0,2%.

Formidabile è stato anche il miglioramento dei titoli di Stato. Il rendimento del Btp è sceso sotto il 4% per la prima volta dal novembre 2010. Lo spread è finito sotto quota 270 per poi chiudere la settimana a 285 (+4 punti base).

Ha deluso venerdì il dato sul Pil americano, cresciuto solo del 2,5%, contro attese di +3%. Nel quarto trimestre 2012 lo sviluppo era stato dello 0,4%. Al contrario, una sorpresa positiva è venuta dall’indice sulla fiducia dei consumatori (Università del Michigan), salito ad aprile a quota 76,4 da 72,3 del mese precedente, contro attese di 73,5.

Contrastati gli indici di Wall Street: Dow Jones +0,08%. Standard & Poor’s -0,18%, Nasdaq -0,33%. Secondo Bloomberg, Verizon ha informato, in una seduta riservata, gli analisti sull’offerta presentata a Vodafone per rilevare il 45% posseduto dal gruppo britanjncio in Verizon Wireless: la proposta si agira sui 100 miliardi di dollari.

FIAT. FONDIARIA, RCS E POPOLARI NELL’AGENDA DI OGGI

Nel pomeriggio, ora italiana, comincia il meeting degli azionisti di Fiat Industrial e Fiat ad Auburn Mills, lo sterminato quartier generale di Chrysler, secondo per dimensioni solo al Pentagono, alla periferia di Detroit. All’ordine del giorno figurano le trimestrali di Fiat Industrial, ormai avviata alla fusione con Cnh, e di Fiat. Ma l’attenzione sarà concentrata sulla vertenza che oppone davanti al giudice Donald Parsons del Delaware, il Lingotto dal fondo del sindacato Veba. Si tratta di stabilire il valore del 41,5% in mano all’Uaw. Secondo Moody’s il prezzo oscillerà sui 3,5 miliardi di dollari. E Fiat già si è assicurata una linea di credito di pari importo. La scorsa settimana il titolo ha registrato un incremento del 12,1%. In grande evidenza anche Exor + 9,1%

Sotto i riflettori la reazione del mercato all’esito dell’assemblea di sabato scorso della Banca Popolare di Milano: la maggioranza dei presenti (4.700 votanti) ha respinto la proposta del consiglio di gestione di consentire il voto a distanza per l’assemblea del 22 giugno in cui si deciderà se procedere o meno alla trasfomazione da cooperativa a spa. “Non è stato uno schiaffo – ha minimizzato il presidente Andrea Bonomi – Abbiamo 60 giorni per convincere i sindacati”. Ma il piano di rilancio, aumento di capitale compreso, torna in discussione.

Consiglio-fiume ieri in casa Rcs dedicato ai conti trimestrali e a mettere a punto le prossime mosse societarie: riduzione e successivo aumento del capitale sociale; modalità dell’operazione in due tranches (400 milioni entro l’estate, altri 200 nel 2015); convocazione dell’assemblea a fine maggio, preceduta da un nuovo consiglio in cui verranno fissati i termini (sconto, prezzo e numero delle azioni da emettere). Ieri il board, assenti Carlo Pesenti, Giuseppe Rotelli e il dimissionario Andrea Bonomi, ha preso atto del dissenso di alcuni azionisti, dentro e fuori dal patto. Paolo Merloni, ormai in uscita dal board, ha spiegato perché non aderirà all’operazione. Diego Della Valle e Gilberto Benetton, fuori dal patto, hanno spiegato in una lettera perché voteranno contro l’operazione, troppo diluitiva per gli attuali soci e troppo favorevole, nei termini, ai creditori bancari. Fra i soci aderenti al patto (il 58% del capitale) sono giunte adesioni per il 44%, ma Fiat ed Intesa si sono impegnate a sottoscrivere parte del’inoptato fino al 50%.

Di rilievo anche la reazione alla novità che riguarda Monte dei Paschi di Siena. Stamane all’esame di Piazza Affari anche la decisione del Gip della Procura di Siena che venerdì ha respinto la richiesta di sequestro da 1,8 miliardi nei confronti di Nomura avanzata dai Pm. Il magistrato ha messo in discussione l’impianto accusatorio della Procura, sostenendo che non ci sono gli estremi né per la truffa né per l’usura.

Grandi performances in settimana per StM, salita del 15%, Mediolanum +10,4% e Mediaset +10,1%.

Appuntamento stamane per i soci di Fondiaria-Sai. Nell’ultima settimana il titolo ha messo a segno un rialzo del 9,3%.

Vigilia di assemblea per le Generali. Domani si terrà il primo meeting della gestione di Mario Greco, il primo che non si tiene durante il week end. Il ceo Greco si presenta agli azionisti (saranno presenti investitori istituzionali stranieri con una quota complessiva superiore al 10% del capitale) con una buona performance: negli ultimi nove mesi il titolo è passato da 10,27 a 13, 57 euro. L’assemblea dovrà eleggere un board più ristretto (da 19 a 11 membri).

Grandi performances in settimana per StM, salita del 15%, Mediolanum +10,4% e Mediaset +10,1%. In evidenza anche Enel +8,5%. La migliore fra le banche è stata Unicredit+8,3%.

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