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L’Asia sale ancora, ottimismo sull’Europa

La caduta della produzione industriale in Giappone e della fiducia delle imprese in Sud-Corea non ha scalfito l’ottimismo delle Borse questa mattina in Asia (l’indice regionale segna un progresso di circa l’1%). Dopo le fiammate di fine settimana l’apertura dei mercati nel mondo era attesa ansiosamente per capire quanto durevole fosse la positiva reazione dei mercati alle dichiarazioni di Draghi e degli altri reggitori delle politiche economiche in Europa. L’esame è passato, i mercati si stanno rendendo conto di quanto grande fosse il capitale politico investito nell’euro e di quanto forte possa essere la reazione delle autorità quando si fossero trovate sull’orlo del precipizio e avessero dovuto scegliere fra dissoluzione dell’euro e misure decisive di supporto.

In questo contesto il disaccordo della Bundesbank è solo una questione di diplomazia economica. A parte il fatto che il governo tedesco è dalla parte di Draghi e non di Weidmann, rimane il fatto che la Budesbank conta per un solo voto nel Consiglio della Bce, e, anche se qualche altro governatore dovesse seguire Weidmann, le decisioni sono prese da una maggioranza su cui Draghi può solidamente contare.

L’euro si mantiene vicino a quota 1,23 e il petrolio ha riguadagnato quota 90.

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