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La tragedia del Costa Concordia lascia un conto salato dal punto di vista economico

Per il gruppo Carnival, proprietario della Costa Concordia, l’impatto sarà di almeno 90 milioni di dollari sugli utili 2012. Il danno complessivo, tra indennizzi, costi e mancati introiti, è nelle prime stime circolate già sopra il miliardo. Ma per il settore delle crociere, che cresce in numero di passeggeri costantemente dagli anni ’70 (19 milioni nel 2010, dati Cruise line International association), il drammatico naufragio della nave del gruppo Costa Crociere potrebbe presentare un conto più salato.

Soprattutto per l’Italia che cavalca il business delle crociere nel Mediterraneo, molto amate anche dagli stranieri. Sono circa 11 milioni i turisti che sono passati per i porti italiani nel 2011, in crescita del 16% sul 2010 (dati Italian cruise watch 2011). Secondo i numeri dell’European cruise council l’industria in Italia pesa per 4,5 miliardi su 14,4 miliardi a livello europeo. Senza contare l’indotto. Numerosi sono anche i porti che gravitano attorno al business: dagli scali liguri di Savona e Genova, interessati nel complesso quasi due milioni di passeggeri, a quelli più grandi di Civitavecchia, Napoli e Venezia. Negli ultimi tempi, però, dopo la forte crescita, complice la crisi del 2008, anche in questo settore sono aumentati i pacchetti e gli sconti per affrontare il calo della domanda mentre la cantieristica italiana ha visto ridursi gli ordini da parte delle società di crociere (la Carnival comunque nell’ultimo anno ha riportato un giro d’affari e profitti in crescita così come è atteso un aumento degli utili pure nel 2011).

Ora il rischio per il settore è soprattutto nel contraccolpo emotivo che potrebbe portare in molti a disdire le vacanze già prenotate. Dopo un primo effetto di breve periodo, il settore ha però tutte le chance per riprendersi: Iil rischio è più basso che in altri comparti, a partire dalle autostrade – afferma Madga Antonioli, direttore del Master in Economia del Turismo alla Bocconi –. In questo caso c’è stato un errore umano ma è un settore in cui la sicurezza è molto più ampia, mi spiace che si butti benzina sul fuoco, in realtà è pieno di testimonianze di persone che in altre circostanze hanno avuto esperienze positive”.

SI TEME L’EFFETTO EMOTIVO DI BREVE PERIODO

Per capire come verrà impattato il settore, dovremo attendere i primi dati sull’andamento delle eventuali disdette e delle prenotazioni: coincidenza vuole che i primi tre mesi dell’anno sono i più intensi a livello di prenotazioni per le vacanze estive. “Le crociere sono un mezzo più sicuro degli aerei per viaggiare – ha commentato sul Financial Times Jamie Rollo, analista di Morgan Stanley – ma l’indagine per accertare cosa è successo potrebbe richiedere tempo e la storia sta avendo risonanza globale: è probabile che finché la fiducia non tornerà le persone non prenoteranno”. Sia per le società del gruppo Carnival (con più di 100 navi nel mondo e diversi brand), al centro della tragedia, ma più in generale per tutte le compagnie del settore. Dalle agenzie di viaggi i primi segnali sono contrastanti. C’è chi non ha ricevuto disdette e chi ha dovuto rassicurare clienti allarmati che alla fine hanno confermato la prenotazione. Ma non mancano i cambi di programma dopo preventivi di viaggi già fatti e marce indietro vere e proprie.

A sentire le associazioni del consumatori le caselle di posta traboccano di mail di consumatori decisi a disdire crociere già prenotate. “Ci hanno scritto in tanti – ha affermato all’agenzia AdnKronos il presidente del Codacons Carlo Rienzi -: la flessione del comparto ci sara’, e’ inevitabile“. Per il Codacons, che ha già promosso una class action per risarcimento danni ai passeggeri, chi vuole disdire una crociera già prenotata – dice – ha tutto il diritto di farlo e di riavere per intero i soldi già sborsati. “Esiste infatti un diritto di disdetta per paura, che in questo caso c’è tutto e noi siamo impegnati a tutelare e difendere”. Sulla stessa linea anche Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che registra numerosi casi di turisti che non intendono più utilizzare i pacchetti prenotati. E spiega: “Sussistono i presupposti giuridici per disdire la crociera già prenotata. Il contratto con il quale si acquista una vacanza si fonda sulla legittima aspirazione ad un momento di spensieratezza che è incompatibile con lo stato d’animo nel quale versano coloro che in questi giorni erano in procinto di imbarcarsi su una nave da crociera: per questo quanti si trovassero in questa situazione hanno il diritto di rinunciare al viaggio e di chiedere il rimborso di quanto versato”. La speranza degli operatori è però che la flessione sia momentanea: le crociere rappresentano una bella fetta del mercato che grazie a prezzi vantaggiosi e pacchetti interessanti difficilmente verranno scalzate nelle preferenze dei turisti. Un primo segnale positivo arriva dalle testimonianze di qualche operatore, come nel bergamasco, dove la stampa locale ha riportato di nuove prenotazioni nei giorni successivi al naufragio.

IN BORSA CARNIVAL ARRESTA LA CADUTA

Ieri Carnival, il gruppo quotato azionista della Costa Crocere, acquisita nel 2000, è crollato a Londra in apertura di seduta del 23% per poi chiudere in calo del 16,5% in una giornata caratterizzata dalla chiusura di Wall Street per la festa del Martin Luther King day. La società ha calcolato per il mancato utilizzo della nave perdite tra sui 90 milioni di dollari e gli analisti, circa 0,11-0,12 dollari per azione, cui si aggiungeranno anche altri costi tra cui una parte non prevedibili, perché legati al danno ambientale. Tra i suoi marchi anche P&O Cruises, attiva nel Regno Unito, la Aida Cruises, in Germania, e la Ibero Cruises in Spagna e America Latina. Oggi il titolo ha arrestato la discesa a Londra e risale in territorio positivo a +1,17%. A New York, dove è quotato sul Nyse, viaggia poco dopo l’apertura in calo del 13%. “Ci aspettiamo che fondamentali del titolo di lungo termine non saranno sostanzialmente impattati”, ha detto Wyn Ellis di Numis per cui le complicazioni per la società saranno di breve termine. Carnival pesa per quasi la metà del mercato delle crociere. Subito dopo per dimensioni troviamo la Royal Caribbean che scende sul Nyse poco dopo l’apertura del 5,22% mentre a Oslo sale dello 0,56%. I quattro principali gruppi, che includono anche la Genting Hk e la Msc, pesano per l’80% del mercato.

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