X

La Grecia avrà gli aiuti previsti e le Borse limitano i danni: Milano -0,38%

LE BORSE LIMITANO I DANNI. MILANO -0,38%
SI APRE UNO SPIRAGLIO SULLA CRISI GRECA

Dopo una giornata di ribassi a tratti marcati le Borse europee hanno ridotto le perdite nel finale di seduta: a Milano il Ftse/Mib arretra dello 0,38% a quota 16.012, Londra -0,06%, Parigi -0,25%. Francoforte va su dello 0,3%. Dietro al miglioramento c’è la nota congiunta diramata oggi pomeriggio dagli ispettori della troika a tre (Fondo Monetario, Bce e l’Unione Europea) al termine dell’ennesimo tour in Grecia: Atene, si legge, dovrebbe ricevere l’assegno di 8 miliardi di euro a inizio novembre. In risposta a queste affermazioni, un portavoce del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha detto che la decisione sulla tranche di aiuti alla Grecia è ancora aperta. L’euro è scambiato a 1,359 contro il dollaro da 1,364 della chiusura precedente: ieri l’euro ha guadagnato quasi il 2% portandosi, rispetto al biglietto verde, sui livelli di tre settimane fa. Il petrolio è in calo: Wti a 84,7 dollari al barile (-1%) e Brent a 108,1 dollari (-0,9%).

TRICHET: LA CRISI E’ PEGGIORATA
SI SBRICIOLANO LE BANCHE DI ATENE

Prima del segnale degli ispettori la giornata è stata dominata dal drammatico discorso che Jean Claude Trichet ha tenuto al parlamento Europeo. “La cosa più importante ed urgente da fare – ha detto il presdente uscente della Bce – è restituire la fiducia nel debito sovrano: è fondamentale, altrimenti saremmo esposti a nuove crisi del tipo di quelle del 2008”. Intanto, mentre continua il rimpallo delle responsabilità tra Berlino e Parigi e l’Italia solleva problemi di metodo, le cose vanno a rotoli: “La crisi, che ora è sistemica, nelle ultime tre settimane è peggiorata e le istituzioni devono agire rapidamente, senza ulteriori ritardi che altrimenti aggraveranno la situazione”.

Già oggi – ha rincarato la dose Trichet che parlava nelle vesti di responsabile dello European Systemic Risk Board – si vedono segnali sinistri: le difficoiltà per le grandi banche europee a far provvista in dollari piuttosto che il rifiuto a fare mutui in valuta straniera. In attesa di sviluppi sul fronte greco, le sorti dei Piigs si dividono. La situazione delle banche di Atene (Borsa sotto del 3%) è sempre più difficile: Piraeus Bank (-17,72%), Alpha Bank (-13,59%) e National Bank of Greece (-11,58%) sono sotto pressione mentre aumenta il rischio default. Al contrario, è in controtendenza a Dublino Bank of Ireland (+5,38%), a dimostrazione che la crisi bancaria è in via di superamento.

UNICREDIT +6,74% TORNA SOPRA QUOTA 1 EURO
CALANO I RENDIMENTI DEI BOT A 12 MESI

Il mercato obbligazionario si muove poco sotto i livelli di ieri nella mattinata in cui il Tesoro ha collocato 9,5 miliardi di euro in titoli a breve, pari all’intero ammontare offerto, con rendimenti in calo rispetto all’asta precedente e buona domanda: per la tranche a 1 anno (da 7 miliardi) il tasso medio è sceso al 3,570% dal 4,153% dell’emissione di settembre. Per la tranche a 74 giorni il tasso è pari a 1,735%. Continua il recupero di Unicredit +6,74%, oltre quota 1 euro sotto cui era sceso il 10 agosto scorso. Il mercato dà per scontato, di fronte ad oscillazioni di questa entità, che qualche fondo di una certa importanza stia entrando nel capitale. In 13 sedute il titolo ha recuperato il 60% del suo valore. Fitch ha cambiato l’outlook su Generali -1,82% a ‘negativo’ da ‘stabile’ confermando i rating emittente e sulla solidità finanziaria rispettivamente a ‘A+’ e ‘AA-‘. I rating della compagnia sono influenzati dal merito di credito dello Stato italiano in quanto detiene circa 51 miliardi di euro in titoli di stato e anche dallo scenario economico italiano nel suo complesso, scrive Fitch in una nota. Salgono invece Ubi +3,87%, Banco Popolare +3,20% e Monte Paschi +0,97%.

IN CALO I TITOLI BPM, ARPE SALE SUL PALCO
GOLDMAN PUNISCE TI, CITI PICCHIA SU STM

In ribasso i titoli della Bpm (-1,02%), sostenuto in mattinata dalla notizia che Matteo Arpe è tornato seriamente in lizza per guidare l’istituto milanese. Arpe, probabilmente, parteciperà agli incontri promossi dalla lista Fabi/Fiba con i dipendenti-soci della Bpm per presentare il proprio progetto di rilancio dell’istituto. Ad Arpe, che ha precisato di non possedere titoli Bpm, si è rivolto Marcello Messori, l’economista presidente di Assogestioni, primo candidato della lista presentata dai sindacati Fabi e Fiba–Cisl, che ha preso una dura posizione contro l’Associazione Amici della Bpm, che è finita sotto i riflettori per il ruolo che avrebbe avuto nella gestione delle promozioni dei dipendenti della banca. Per il futuro della banca l’appuntamento clou è l’assemblea del 22 ottobre che dovrà nominare il nuovo consiglio di sorveglianza, sempre che nel frattempo Banca d’Italia approvi il nuovo statuto che introduce la governance duale. Dopodiché sarà il consiglio di sorveglianza a nominare i cinque manager del consiglio di gestione a cui spetterà la guida operativa della banca.

Battuta d’attesto per Telecom Italia (-2,62%) dopo sei sedute al rialzo in cui era stato recuperato il 9%. Goldman Sachs ha tagliato stamattina il giudizio a sell da neutral ed ha inserito il titolo nella lista delle società europee da vendere. Stesso trattamento, da neutral a sell, per le Telecom Italia risparmio, sotto dell’1,3%. Nel report si legge che il declassamento è motivato dalle aspettative di una contrazione del Pil in Italia nel 2012, dal precario posizionamento strategico di Telecom Italia nell’arena del mercato e dall’esiguo spazio per il taglio costi.

In calo anche Stm che perde il 4,07 %. Ieri il titolo del primo produttore europeo ha guadagnato il 5,7% e dall’inizio di ottobre il rialzo è del 12%. Dietro il ribasso di oggi c’è il sell sparato da Citigroup: il broker americano ha portato il target price a 4,8 euro. Gli analisti di Rbs hanno invece avvertito che Stm presenterà il 24 ottobre dati del trimestre deboli. Infine Exane Bnp Paribas ha ribadito la sua visione cauta sull’intera filiera industriale dei semiconduttori: per il broker francese, nella seconda parte dell’anno, ci sarà un progressivo deterioramento dello scenario. Ancora una volta rush finale del titolo Fiat + 1,15% mentre Fiat Industrial, per buona parte della giornata al ribasso, sale addirittura del 2,59%. Pirelli chiude a -0,09%.

VOLI “SMALL CAP”. CLASS ALLE STELLE
RETELIT + 27% IN UNA SETTIMANA

Schizza il titolo Class +17,93%, dopo la sospensione per eccesso di rialzo. Ieri il gruppo editoriale ha annunciato la cessione di MF Honyvem, società specializzata nel business information, a Cerved per un enterprise value (patrimonio più debito) di 45 milioni di euro posseduta al 70% da Class e al 30% da Intesa Sanpaolo. Nel bilancio di Class, il 70% di MF Honyvem era iscritto per 9,4 milioni di euro. La plusvalenza realizzata da Class è pari a 13 milioni di euro. Una cifra notevole per una società che in Borsa capitalizza 41,5 milioni.

Continua in Piazza Affari il rally di Retelit +7,5%. delle ultime sedute. Da mercoledì scorso il titolo ha messo a segno un rialzo di oltre il 27%. Oggi la società ha diffuso una nota in cui precisa che il presidente Virginia Filippi, amministratore indipendente e a capo del comitato esecutivo, ha rassegnato le dimissioni (come già comunicato ieri) “senza indicare le motivazioni”. Retelit è un operatore di telecomunicazioni specializzato nella fornitura di servizi a banda larga, che vede come azionista rilevante, con una quota del 14,8%, la libica LPTIC – Lybian Post Telecommunications Information Technology Company. Wall Street è in leggero calo con il Dow Jones che arretra dello 0,35% mentre il Nasdaq flette dello 0,2%. Stasera i riflettori si accenderanno su Alcoa (-0,8%), il più grande produttore di alluminio degli Stati Uniti che, come è ormai consuetudine, stasera darà il via ufficiale alla stagione delle trimestrali comunicando i dati dopo la chiusura delle contrattazioni.

Intanto sale a Wall Street il titolo 99 Cents Only Stores, la catena di 289 negozi discount distribuiti negli Stati Uniti, acquisita da Ares Management LLC e da un fondo pensioni canadese per circa 1,6 miliardi di dollari in contanti. Il titolo è in rialzo del 4,4% a 21,38 dollari. Da inizio 2011 hanno guadagnato il 29%. Si tratta di un’operazione amichevole concordata con la famiglia fondatrice che continuerà a detenere una partecipazione di minoranza nella società. Dallo scoppio della crisi subprime le catene discount sono diventate i bersagli preferiti di acquisizioni negli Stati Uniti per attirare i clienti che si allontanano per ragioni economiche dalle tradizionali catene

Related Post
Categories: Finanza e Mercati