La Danimarca ha deciso di rivedere al ribasso le sue previsioni di crescita economica per il 2025, portandole all’1,4% rispetto al precedente 3%. Il colpevole? In parte, il gigante farmaceutico Novo Nordisk e i dazi Usa sulle esportazioni danesi. Secondo il ministero dell’Economia, “l’industria farmaceutica è sempre più sotto pressione a causa della crescente concorrenza nel mercato dei farmaci per la perdita di peso, riducendo le aspettative di crescita del settore”.
Pur essendo l’economia danese sostenuta anche da grandi gruppi come Maersk, nel settore navale, Carlsberg nella birra, Lego nei giocattoli e Vestas nelle turbine eoliche, negli ultimi anni è stato proprio il peso di Novo Nordisk a spostare l’ago della bilancia della crescita nazionale: quando il colosso farmaceutico rallenta, anche le previsioni economiche complessive del Paese ne risentono in modo significativo.
Novo Nordisk: da eroe nazionale a fonte di preoccupazione
La Danimarca, con circa sei milioni di abitanti, ha beneficiato negli ultimi anni del boom di Novo Nordisk, grazie a farmaci come Wegovy, per la perdita di peso, e Ozempic, per il diabete. Nel 2024, la crescita economica del Paese era tra le più alte d’Europa, con Novo Nordisk che contribuiva a un quinto dell’aumento complessivo dell’occupazione nazionale.
Tuttavia, i tempi d’oro sembrano rallentare. La crescente concorrenza, soprattutto da parte della statunitense Eli Lilly, ha spinto Novo Nordisk a tagliare le previsioni di ricavi e utile operativo per la seconda volta nel 2025. L’azienda, che impiega circa 34mila persone in Danimarca, prevede ora una crescita delle vendite tra l’8% e il 14%, in calo rispetto al precedente 13-21%, e un aumento dell’utile operativo tra il 10% e il 16% rispetto al 16-24% stimato in precedenza. L’annuncio ha fatto crollare il titolo fino al 26% in una sola giornata, portando la performance da inizio anno a -44%, nonostante un piccolo rimbalzo recente. Inoltre, il colosso danese deve fare i conti anche con il cambio al vertice aziendale con il nuovo ceo Maziar Mike Doustdar.
L’effetto dei dazi Usa sulle esportazioni
Non solo farmaci: la Danimarca, economia fortemente orientata all’export, vede i dazi statunitensi pesare ulteriormente sulla crescita. Le esportazioni verso gli Stati Uniti, primo mercato di destinazione per i prodotti danesi, sono calate nella prima metà dell’anno e ora sono previste crescere solo dello 0,9% nel 2025, rispetto al 4,3% stimato a maggio. L’industria farmaceutica contribuirà quest’anno solo per 1,3 punti percentuali alla crescita delle esportazioni di beni, in calo rispetto agli 8,1 punti percentuali del 2024, e la crescita complessiva delle esportazioni è stimata in 2,7%, rispetto al 10,5% dell’anno precedente.
Nonostante ciò, le previsioni per il 2026 sono più ottimistiche, con il Pil atteso in aumento del 2,1%, grazie a maggiori consumi privati e pubblici. Il ministero dell’Economia ha sottolineato che, nonostante la revisione al ribasso, l’economia danese rimane solida, con un’elevata occupazione e un’inflazione prevista inferiore al 2% su base annua.
Strategie di crescita: la partnership con Replicate Bioscience
Per difendere la propria leadership, Novo Nordisk ha siglato una collaborazione pluriennale con la biotech americana Replicate Bioscience, del valore di circa 550 milioni di dollari, puntando sulla tecnologia dell’Rna autoreplicante (srRNA) per sviluppare trattamenti contro obesità, diabete di tipo 2 e altre malattie cardiometaboliche. L’accordo prevede una licenza globale esclusiva, finanziamenti iniziali, potenziali pagamenti legati a milestone e royalties multilivello sulle future vendite.
La piattaforma srRNA promette di migliorare espressione e durata dei farmaci rispetto agli approcci mRNA tradizionali. Replicate spiega che la tecnologia permette alle cellule dei pazienti di produrre autonomamente proteine terapeutiche, stimolando risposte immunitarie più efficaci e garantendo un profilo di sicurezza migliore. L’integrazione end-to-end consente di ottimizzare i geni nei vettori autoreplicanti, selezionare il vettore più adatto e il sistema di somministrazione corretto, con un aumento stimato fino a 1000 volte nell’espressione rispetto all’mRNA lineare e 100 volte rispetto agli srRNA standard.