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La Bce mette ko Mps e anche Piazza Affari va in rosso

FIRSTonline

Dopo giornate di euforia arriva la battuta d’arresto per Milano, che chiude a -0,73%, 18.292 punti. La notizia che getta nello sconforto la Borsa, a metà giornata, è che la Bce ha deciso di respingere la richiesta di proroga del Monte dei Paschi di Siena, per realizzare l’aumento di capitale da 5 miliardi. Il titolo viene quindi sospeso più volte in asta di volatilità, anche se intorno al futuro della banca, pur nel contesto politico incerto, si lavora alacremente: in mattinata c’è un incontro al Ministero del Tesoro; mentre nel pomeriggio prende il via una lunga riunione del cda. Sul Blog di Beppe Grillo compare anche la posizione del M5s: “solo un intervento dello stato può salvare Mps”. Con il Monte tutto il comparto bancario va in sofferenza, in parte anche per le prese di profitto dopo il rally di ieri, al termine di una settimana di guadagni.

Gli altri listini europei chiudono in zona positiva: Parigi +0,75%; Londra +0,34%; Francoforte +0,33%; Madrid +0,31%. Mentre la corsa di Wall Street sembra non trovare mai fine e ogni giorno, a New York, si aggiorna un nuovo record. Ieri Dow Jones Industrial Average, Dow Jones Transportation, S&P 500, Nasdaq e Russell 2000 hanno raggiunto livelli senza precedenti. Oggi, dopo i primi minuti di scambi, il DJIA aggiunge 21,5 punti, lo 0,11%, a quota 19.636. L’S&P 500 guadagna 5 punti, lo 0,2%. Il Nasdaq guadagna 22 punti, lo 0,40%. Il petrolio a gennaio al Nymex segna un +1,26% a 51,48 dollari al barile. A livello societario, Coca Cola brinda (+2,2%) al cambio al vertice: il direttore operativo James Quincey è stato promosso ad amministratore delegato; dal primo maggio prossimo prenderà il posto di Muhtar Kent. 

Tornando invece in Piazza Affari: Mps è il titolo peggiore -10,55%; ma anche Unicredit registra perdite pesanti -2,34%, penalizzata a sua volta dal contesto politico incerto in una fase in cui deve reperire capitali. Vendite insistenti sulle popolari, in mezzo al guado delle aggregazioni e con una riforma in Spa messa in discussione dal Consiglio di Stato. Bpm e Banco Popolare, che sono un passo più avanti nella fusione, evidenziano perdite rispettivamente del 4,32% e 3,93%. Seguono Banca Mediolanum -3,48%; Mediobanca -2,82%, Intesa -1,67%. 

Fra i titoli su cui prevalgono le vendite ci sono poi Leonardo Finmeccanica -2,85%, che ha perso la gara per una maxi commessa in Canada (vinta da Airbus); e Saipem -4,27%, in parte per prese di beneficio a seguito dello slancio rialzista dopo l’accordo Opec del 30 novembre (+21,8%), e in parte per la delusione per la mancata assegnazione della commessa per il gasdotto Turkish Stream, vinto dalla competitor Allseas.

A sostenere il listino provvedono Mediaset +3,23%; Campari +1,41%; Recordati +1,84%; Tenaris +1,19%; Yoox +1,14%; Luxottica +1,16%. Moncler, dopo aver guadagnato quasi due punti percentuali nella seduta di ieri, avanza oggi dell’1,2 per cento, aggiornando i massimi dell’anno e beneficiando del giudizio positivo degli analisti di Morgan Stanley.

Spread in ripresa: +4,74% a 168.00 punti; rendimento 2,05%. Euro in sofferenza sul dollaro: -0,72%, cambiato a 1,053 e c’è chi prevede che la parità fra le due monete sia solo questione di settimane.

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