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Juve, Inter, Roma: occhio alle trappole delle provinciali

FC Juventus

Ed eccoci al rush finale. Comincia oggi il mese (abbondante) che concluderà la prima parte di campionato e coppe, con annessi tutti i verdetti del caso. La qualificazione agli ottavi di Champions e ai sedicesimi di Europa League, certo, ma anche il titolo di campione d’inverno e una definizione un po’ più nitida di ciò che sarà la lotta al quarto posto: un vero e proprio tour de force che non risparmierà nemmeno le feste natalizie, coinvolte come non mai (in Italia, s’intendein questa full immersion calcistica. Si parte oggi con tre anticipi importanti, figli dell’imminente (e decisiva) quinta giornata di Champions: a questo però Roma, Juventus e Inter (in rigoroso ordine d’apparizione) non dovranno pensare per alcun motivo, pena rischiare passi falsi con Udinese, Spal e Frosinone che sarebbe davvero poco graditi. Il rientro dalla scorsa sosta ci ricorda che non si tratta di frasi fatte: quel giorno di ottobre la Roma capitolò all’Olimpico contro la Spal e la Juventus, perfino lei, conobbe l’unico pareggio del suo campionato in casa contro il Genoa. 

Servirà l’approccio giusto, in passato abbiamo pagato soprattutto sotto quell’aspetto – ha confermato Allegri. – La Spal gioca bene e fuori casa ha già fatto risultati importanti, noi però dobbiamo vincere per mantenere il +6 sul Napoli e ricevere lo slancio giusto in vista del Valencia”. La Juve, ovviamente, ha tutte le carte in regola per far bene ma è giusto sottolineare come non stia attraversando il suo momento migliore: molti giocatori sono tornati dalle rispettive nazionali solo tre giorni fa, altri, soprattutto a centrocampo, hanno problemi fisici. Allegri dunque, anche luce dell’imminente impegno di Champions, gestirà le forze con il solito turnover ragionato a cominciare dal modulo: allo Stadium vedremo una Juve col 4-4-2 con Perin in porta, Cancelo, Bonucci, Rugani e De Sciglio in difesa, Douglas Costa, BentancurPjanic e Cuadrado a centrocampo, Mandzukic e Ronaldo in attacco. Consueto 3-5-2 per Semplici, che risponderà con Gomis tra i pali, CionekSimic e Felipe nel reparto arretrato, Lazzari, Missiroli, Schiattarella, Kurtic e Costa in mediana, Antenucci e Petagna coppia offensiva. 

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Subito dopo Juve-Spal toccherà all’Inter, chiamata a riscattare il ko di Bergamo in casa contro il Frosinone. Partita da non sbagliare e non solo per l’evidente differenza tecnica con i ciociari: archiviato il match odierno, infatti, l’asticella subirà un’impennata con Tottenham, Roma e Juventus, peraltro tutte in trasferta. Arrivare a questo tour de force con un successo convincente aiuterebbe, viceversa tornerebbero le ombre d’inizio stagione. “E’ fondamentale prendere in seria considerazione l’importanza di questa gara – la sottolineatura di Spalletti. – E’ la prima di un pacchetto difficile, dove ci giocheremo un fetta importante del nostro futuro. Non dobbiamo sottovalutare nessuno, serve un atteggiamento da Inter”Concentrazione massima insomma, almeno a parole: se sarà così anche in campo lo sapremo solo questa sera, quando i nerazzurri si schiereranno con un 4-2-3-1 che vedrà Handanovic in porta, D’Ambrosio, Skriniar, De Vrij e Asamoah in difesa, Borja Valero e Gagliardini a centrocampo, Politano, Joao Mario e Perisic alle spalle di Lautaro Martinez. Solo panchina dunque per Nainggolan e Icardi: il Frosinone va battuto, certo, ma la trasferta di Londra chiama… 

Longo dal canto suo proverà il colpaccio con un 3-5-2 con Sportiello tra i pali, GoldanigaAriaudo e Capuano nel reparto arretrato, BeghettoChibsah, Maiello, Cassata e Zampano in mediana, Campbell e Ciofani coppia offensiva. Rischio deconcentrazione anche per la Roma, che martedì riceverà all’Olimpico i campioni d’Europa del Real Madrid. Impegno da brividi che però andrà lasciato da parte, almeno fino a questa sera: alle 15, infatti, c’è una trasferta di Udine da non sottovalutare, tanto più che i padroni di casa hanno salutato il nebuloso Velazquez per accogliere il ben più tosto Nicola, protagonista di una clamorosa salvezza con il Crotone. E poi i giallorossi hanno l’aggravante di una classifica insufficiente, da iniziare a scalare con continuità e convinzione, senza gli alti e bassi visti sin qui. Tutti stanno pensando al Real Madrid ma per me la gara più difficile è questa di Udine – il monito di Di Francesco. – Conosco bene Nicola, so che è molto bravo a preparare le partite e che potrà metterci in difficoltà, noi però, se vogliamo restare aggrappati alla zona Champions, non possiamo più sbagliare”.

Parole chiare che la squadra, a differenza di altre volte, dovrà recepire al meglio: l’Europa che conta, del resto, è un qualcosa a cui il popolo giallorosso non vuole rinunciare per nessun motivo. Di Francesco, al pari di Allegri e Spalletti, dovrà comunque tenere un occhio a martedì, ecco perché anche lui non rinuncerà al turnover modificando un po’ il suo classico 4-2-3-1, che oggi vedrà Olsen in porta, Florenzi, Fazio, Juan Jesus e Kolarov in difesa, Cristante e Nzonzi a centrocampo, Under, Pellegrini ed El Shaarawy alle spalle di Schickcon Dzeko che s’accomoderà in panchina. Tanta curiosità per la prima Udinese di Nicola, pronto a vestire i suoi con un 3-5-2 con Musso tra i pali, Larsen, Nuytinck e Samir nel reparto arretrato, Ter AvestFofanaBehrami, Mandragora e Machis in mediana a supporto della coppia offensiva De Paul-Lasagna.  

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