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Juve, Inter, Milan: sogni e mercato

Tra ritiri e calciomercato. Seppur in modi diversi, allenatori e dirigenti lavorano per la prossima stagione. I primi massacrando di lavoro i propri giocatori, i secondi cercando di potenziare le rose alla ricerca dei colpi giusti, il tutto all’insegna del low cost. Meglio di tutti sta la Juventus, un po’ perché lo scudetto vinto aiuta a ripartire meglio, un po’ grazie al mercato di Marotta e Paratici, definito straordinario da un certo Antonio Conte. 

Ora però i per i dirigenti bianconeri comincia la seconda parte del lavoro, forse addirittura più difficile della prima: vendere, vendere e ancora vendere. Per poi, forse, comprare ancora e rendere la Juventus davvero stellare. La rosa va sfoltita soprattutto là davanti, dove gli arrivi di Tevez e Llorente hanno portato a 6 il numero complessivo degli attaccanti. Matri, Quagliarella, Vucinic, almeno uno partirà. Questo se non dovessero esserci ulteriori arrivi, perché altrimenti il numero dei cedibili salirà ulteriormente. 

Ad oggi però non sembrano esserci i presupposti, almeno a sentire Marotta: “Jovetic? Lo abbiamo mollato da tempo, abbiamo già preso Tevez. Diamanti? Non c’è nessuna trattativa con il Bologna e nemmeno la inizieremo…”. Insomma, chiusure nette, e se quella per il trequartista bolognese sembra più che altro una dichiarazione tattica, così non è per il montenegrino, effettivamente molto vicino al trasferimento in Inghilterra (Manchester City in vantaggio sullo United). Come detto in precedenza non ci sono solo attaccanti nella lista partenze. Mauricio Isla ha da tempo un accordo con l’Inter e la novità è che anche le due società si stanno avvicinando. 

I nerazzurri sono disposti a salire fino a 6,5 milioni, la Juve a scendere a 7 più bonus. Ci siamo quasi, inoltre il cileno è pronto a ridursi l’ingaggio. Nessun problema invece con Vidal, nonostante la corte di un avversario scomodo come il Real Madrid. “E’ felice di restare e sto parlando con il suo procuratore per prolungare l’accordo tra lui e la Juventus – ha ribadito il dg –. Non credo ci saranno problemi”. E’ importante sapere che una squadra come il Real Madrid mi voleva, ma sono contento di essere qui alla Juve e di come ha risposto il mio club ai blancos – gli ha fatto eco il cileno. – Qui mi sento a casa, sono felice”. 

Ore calde anche in casa Inter, sia per i giocatori (letteralmente estenuati dai ritmi di Mazzarri) che per i dirigenti, impegnati a chiudere alcune importanti operazioni di mercato. Gli obiettivi sono ormai risaputi: un difensore centrale, un centrocampista di rottura e un esterno, possibilmente due. Anche i nomi non sono certo segreti, visto che, Isla a parte, da tempo si parla di Dragovic, Nainggolan, Zuniga e Van der Wiel. Ieri, a margine della presentazione di Campagnaro, ha preso la parola proprio il ds nerazzurro, che ha fatto così il punto sul mercato: “Dragovic? È un giocatore che conosciamo e seguiamo, ma in difesa oggi siamo in 6, 7 compreso Silvestre. Juan Jesus? Non ci saranno problemi per il rinnovo. Zuniga? Il presidente del Napoli ha detto che non è cedibile…”.

Tanti acquisti però saranno possibili solo con l’arrivo di Thohir, o, in alternativa, con alcune cessioni eccellenti. Il primo indiziato è Ranocchia, inseguito da Napoli e Zenit San Pietroburgo, oltre che da alcuni club inglesi, ma anche Guarin potrebbe svestire la maglia nerazzurra. “Sono giocatori importanti e non abbiamo ricevuto offerte per loro”, ha smentito Ausilio, ma molti indizi fanno pensare il contrario. 

Sarà una settimana tesa anche per il Milan, che proverà a capire se esistono ancora margini per cedere Robinho al Santos. “La decisione è definitiva, a meno che non cambi qualcosa dall’altra parte – ha fatto sapere Luis Alvaro de Oliveira Ribeiro, presidente del club brasiliano –. Il Milan è arrivato ad una richiesta abbastanza ragionevole, meno di 6 milioni di euro. Ma quello che Robinho vuole guadagnare, sommato a quello che la società avrebbe dovuto pagare di cartellino, è una cifra impraticabile per qualsiasi squadra brasiliana”. 

L’operazione è molto difficile, ma non impossibile. Certo però che la lunghezza estenuante e la dead line del mercato carioca in entrata (20 luglio) non aiutano. Il mercato dunque è bloccato, visto che, se non partirà Robinho, difficilmente arriverà Ljajic. A meno che, sulla lista delle cessioni, non compaia il nome di Niang, giovane e molto richiesto. Non è così invece per Boateng, da tempo individuato da Via Turati come l’uomo con cui far cassa. Se l’idea andrà in porto, ecco che il Milan anticiperà l’arrivo di Honda, comunque previsto per gennaio. 

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