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Juve e Roma: occhio a Genoa e Pescara

Vietato distrarsi. Dopo la grande notte di Siviglia la Juventus si rituffa nel campionato e lo fa con una partita insidiosa, non certo l’ideale per smaltire la sbornia Champions. Il Genoa di Juric richiede impegno fisico e mentale, tanto più tra le mura amiche di Marassi: ecco perché oggi pomeriggio (ore 15) servirà una Juve affamata, quasi come se la classifica fosse decisamente più aperta. I 7 punti di vantaggio sulla Roma (ma da ieri c’è Milan a meno 4), infatti, permetterebbero ben più di un passo falso, guai però a dirlo a Massimiliano Allegri.

“Ricordo che ho già perso un campionato con 8 punti sulla seconda – ha spiegato il tecnico in conferenza stampa. – In Serie A si fa presto a recuperare terreno, 7 punti sembrano tanti ma non lo sono. In questo mese ci giochiamo parte dello scudetto, da qui a marzo ci sarà da pensare solo a questo. Genoa, Atalanta, Torino e lo scontro diretto con la Roma: in queste 4 gare passa molto del nostro campionato”. La tattica del tenere tutti sulla corda prosegue imperterrita, in barba ai rapporti di forza che vedono la Juve nettamente favorita per la vittoria finale.

I risultati però danno ragione ad Allegri: i suoi giocatori non mollano mai e affrontano le partite con rabbia e determinazione. A Marassi il tecnico potrà contare su Gonzalo Higuain, di nuovo convocato dopo lo stop di settimana scorsa, anche se resta da capire se dall’inizio o solo a partita in corso. Nella prima ipotesi (la più probabile) sarà 3-5-2 con Buffon in porta, Rugani, Bonucci ed Evra in difesa, Lichtsteiner (o Dani Alves), Khedira, Marchisio, Pjanic e Alex Sandro a centrocampo, Mandzukic e, appunto, il Pipita in attacco, viceversa sarà 4-3-3 sulla falsa riga di quanto visto a Siviglia. Juric, reduce dalla sconfitta con la Lazio e a secco di vittorie da oltre un mese (il 3-0 sul Milan risale al 25 ottobre), tenterà l’impresa affidandosi al 3-4-3 con Perin tra i pali, Izzo, Burdisso e Munoz nel reparto arretrato, Lazovic, Rincon, Ntcham e Laxalt in mediana, Rigoni, Simeone e Ocampos nel tridente offensivo.

Ben più agevole, almeno sulla carta, il match della Roma, impegnata nel posticipo dell’Olimpico contro il Pescara (ore 20.45). Ma i giallorossi, si sa, sono imprevedibili e spesso soggetti a clamorosi cali di tensione: un vizio quasi atavico, eppure da risolvere al più presto se si vogliono davvero inseguire obiettivi gloriosi. “A volte quando le cose le fai troppo facili poi diventano pericolose – il commento di Luciano Spalletti. – Il Pescara non va sottovalutato, è una squadra insidiosa e capace di sfruttare le palle inattive, un aspetto su cui noi invece dobbiamo migliorare”.

Sulla carta comunque non sembra proprio esserci partita: la squadra di Oddo, ultima come punti conquistati sul campo (l’unica vittoria è il 3-0 a tavolino contro il Sassuolo), segna poco e subisce tanto. La Roma potrebbe andarci a nozze, anche se le fatiche di Europa League potrebbero farsi sentire. Spalletti schiererà il classico 4-2-3-1 con Szczesny in porta, Bruno Peres, Rudiger, Fazio e Juan Jesus in difesa, De Rossi e Strootman a centrocampo, Salah, Nainggolan e Perotti sulla trequarti alle spalle dell’unica punta Dzeko. Oddo risponderà con un 3-4-2-1 con Bizzarri tra i pali, Vitturini, Zuparic e Biraghi nel reparto arretrato, Zampano, Memushaj, Brugman e Crescenzi in mediana, Benali e Caprari a supporto di Bahebeck.

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