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Intesa Sanpaolo, strappo con Abi: revoca il mandato sul contratto ma resta nell’associazione

Imagoeconomica

Intesa Sanpaolo, prima banca italiana, ha revocato “il mandato per la rappresentanza sindacale all’ABI per gestire in autonomia la propria partecipazione alla contrattazione. Intesa Sanpaolo continuerà a partecipare – su invito permanente concordato con ABI – alle future attività del Comitato Sindacale e del Lavoro volte a preparare e a negoziare il rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale del Lavoro del settore Bancario”. La revoca della rappresentanza è del 27 febbraio, ha comunicato il direttore generale dell’ABI e segretario, Giovanni Sabatini.
In seguito, anche Intesa Sanpaolo ha confermato “di aver comunicato all’Associazione bancaria italiana la revoca del mandato di rappresentanza sindacale e pertanto affiancherà ABI nel confronto con le organizzazioni sindacali nazionali a livello di settore, in una fase di particolare importanza come quella attuale” ma anche di mantenere l’adesione all’associazione. 

Intesa Sanpaolo conferma “di aver comunicato all’Associazione bancaria italiana la revoca del mandato di rappresentanza sindacale e pertanto affiancherà Abi nel confronto con le Organizzazioni sindacali nazionali a livello di settore, in una fase di particolare importanza come quella attuale”. Confermata, come si è detto anche l’adesione Intesa all’Abi. In pratica la decisione del gruppo bancario, ha spiegato un portavoce all’Ansa, è finalizzata avere anche una trattativa diretta “per fornire il supporto più adeguato al nostro modello organizzativo e al ruolo ricoperto da Intesa Sanpaolo nel nostro Paese”. Questo in un contesto di “piena garanzia dei diritti individuali e collettivi”.

“Intesa Sanpaolo – ha spiegato il portavoce – proseguirà nel dialogo con le organizzazioni sindacali nel pieno rispetto dei reciproci ruoli, come sempre avvenuto, continuando a ritenere le relazioni industriali elemento essenziale nel raggiungimento degli obiettivi del gruppo, nell’interesse delle nostre persone e della banca”. Infine il gruppo conferma “la centralità del contributo delle persone; la piena garanzia dei diritti individuali e collettivi sarà assicurata, nel tempo, nell’ambito della contrattazione collettiva discendente dal confronto con le organizzazioni sindacali nazionali ed aziendali, per fornire il supporto più adeguato al nostro modello organizzativo e al ruolo ricoperto da Intesa Sanpaolo nel nostro Paese”.

Intesa Sanpaolo Vita sale al 100% di Ispi Rbm salute

Intesa Sanpaolo Vita è salita al 100% di Intesa Sanpaolo Rbm Salute. La Capogruppo dell’attività assicurativa di Intesa ha acquisito il 26,2% delle azioni di Rbm Salute ancora detenute dalla famiglia Favaretto (tramite RBH), per un importo totale di 360 milioni di euro. Il via libera è avvenuto dopo l’approvazione da parte dei Consigli di Amministrazione di Intesa Sanpaolo e di Intesa Sanpaolo Vita. L’operazione è avvenuta in anticipo rispetto alle due call, fissate inizialmente al 2026 ed al 2029.

Intesa Vita aveva acquisito il il 50%+1 azione di RBH nel 2020 per un valore di 325 milioni di euro. A fine 2021 era stata deliberata un’operazione di rafforzamento patrimoniale, a cui non aveva partecipato RBH che aveva visto così diluirsi la quota azionaria al 26,2%.

Lo sviluppo del Business di Intesa Sanpaolo Rbm Salute

Tra le strategie per lo sviluppo del business di Intesa Sanpaolo Rbm Salute ci sarà quello di rafforzare i servizi proposti ai clienti e al miglioramento degli standard qualitativi e del controllo sulle prestazioni offerte. Verrà ridefinito il portafoglio polizze in gestione a Previmedical, società di gestione di strutture sanitarie che con la sua rete medicale conta oltre 113.000 strutture e medici convenzionati in Italia. Previsti anche un aumento di capitale per Previmedical di 8 milioni, da parte di Rbh, per sostenerne il rafforzamento operativo e l’incremento degli standard qualitativi offerti alla clientela e un nuovo contratto di servizio fra le due società valido fino al 31 dicembre 2028.

Nell’operazione Intesa Sanpaolo Vita si è avvalsa dell’assistenza di KPMG Corporate Finance in qualità di advisor finanziario e per la redazione della fairness opinion, oltre che dello Studio Legale Pedersoli. RBH è stata supportata dagli avvocati Giuseppe Chinaglia, Prof. Andrea Vicari, Prof. Dario Latella, Marco Danilo Cecconi e Federico Cecconi.

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