X

Intesa Sanpaolo: 2,3 miliardi di utili (+17,6%) nel I trimestre. Messina: “Miglior inizio anno di sempre, 7,3 miliardi ai soci nel 2024”

Imagoeconomica

Trimestrale più che solida per Intesa Sanpaolo, che batte le attese degli analisti con una crescita degli utili che sfiora il +18% e prevede per il 2024 un solido aumento dei ricavi, utili sopra gli 8 miliardi (nel 2024 e nel 2025) e una forte distribuzione di valore per gli azionisti con un payout ratio cash pari al 70%, un incremento del dividendo nel 2024 e nel 2025 e un buyback da 1,7 miliardi da avviare a giugno 2024. 

“Abbiamo avuto il miglior inizio anno di sempre“, ha spiegato l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina nel corso della conference call con gli analisti, sottolineando che è stato “il miglior trimestre di sempre per proventi operativi netti (+11%), risultato della gestione operativa (+18%) e risultato corrente lordo (+17%)”.

“La solidità dei risultati ottenuti nel primo trimestre del 2024 conferma Intesa Sanpaolo quale leader europeo per redditività elevata e sostenibile, forza patrimoniale e basso profilo di rischio, con un ruolo unico a supporto dell’economia reale e sociale del nostro Paese”, ha commentato Messina, secondo cui la banca rappresenta “un modello unico in Europa”, che funzionerà anche dopo che la Banca Centrale Europa avrà iniziato a tagliare i tassi, una mossa prevista già a giugno.

La trimestrale di Intesa Sanpaolo: utile in rialzo del 17,6% a 2,3 miliardi

La banca guidata da Carlo Messina ha archiviato il primo trimestre del 2024 con un utile netto pari a 2,3 miliardi di euro, in crescita del 17,6% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il dato batte le attese del mercato, che si attendeva un utile di circa 2,1 miliardi, e rappresenta il”miglior risultato netto trimestrale dal 2007″, ha sottolineato l’Ad.

L’utile operativo si assesta a 6,73 miliardi su attese di 6,61 miliardi, il margine di intermediazione (NII) per 3,93 miliardi è sopra le attese di 3,91 miliardi. Nei tre mesi aumento a doppia cifra (+11,1% a 6,7 miliardi) anche per i proventi operativi netti, con interessi netti saliti del 20,8% a 3,9 miliardi e commissioni nette a 2,3 miliardi (+6,3%). E questo, specifica Messina “grazie alla forte accelerazione delle commissioni e del risultato operativo”.

Rimangono invece sostanzialmente stabili (+1,3%) a 2,6 miliardi i costi operativi, per in rapporto cost/income in calo al 38,2%, “tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee”, sottolinea la banca in una nota. Sul fronte dei Npl il complesso dei crediti deteriorati ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 4,96 miliardi, in discesa dello 0,2% rispetto a fine 2023. L’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari all’1,2% al netto delle rettifiche di valore e al 2,3% al lordo.

“Il risparmio che ci affidano famiglie e imprese cresce nel trimestre di 28 miliardi superando i 1.300 miliardi di euro; la forte attenzione ai costi nonostante la crescita degli investimenti tecnologici ci permette di raggiungere il miglior risultato di sempre in termini di cost/income – evidenzia il Ceo – Il flusso ai minimi storici degli Npl porta il costo del rischio annualizzato a 22 punti base, accompagnato a un aumento delle coperture”.

Passando alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet 1 si attesta al 13,3%, deducendo dal capitale 1,6 miliardi di dividendi maturati nel trimestre e il buyback da 1,7 miliardi da avviare a giugno e “senza considerare circa 120 centesimi di punti di beneficio derivante dall’assorbimento delle Dta”. 

Infine, l’esposizione verso la Russia è in ulteriore calo, diminuita di circa l’84% (oltre 3 miliardi di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa allo 0,1% dei crediti a clientela complessivi del gruppo.

La raccolta e  i risultati delle singole divisioni

La raccolta diretta bancaria è pari a 576 miliardi, in linea con il 31 dicembre 2023 e in aumento del 7,8% rispetto al 31 marzo 2023, mentre la raccolta diretta assicurativa è pari a 174 miliardi, in aumento dello 0,6% rispetto a fine 2023 e in flessione dell’1% rispetto al 31 marzo 2023. La raccolta indiretta ammonta a 750 miliardi (+3,9% da dicembre e +10,8% annuo), con risparmio gestito a 453 miliardi (+2,1% e +4,2%), nuova produzione vita a 3,6 miliardi e raccolta amministrata a 297 miliardi, (+6,7% e +22,7%). Sul fronte infine dei risultati delle singole divisioni, la Banca dei Territori ha chiuso il trimestre con un utile di 588 milioni (-14,6% rispetto al primo trimestre 2023), la divisione Imi Cib con 468 milioni (+18,8%), le controllate estere con 318 milioni (-13,1%), il Private banking con 409 milioni (+19,2%), l’Asset management con 163 milioni (+26,4%) e la divisione Insurance con 241 milioni (+19,9%).

Intesa Sanpaolo conferma i target, utile 2024-2025 sopra gli 8 miliardi

“L’attuazione del piano di impresa 2022-2025 procede a pieno ritmo”, mette in luce Intesa Sanpaolo che conferma gli obiettivi di redditività. Nel 2024 e nel 2025, in particolare, l’utile netto supererà quota 8 miliardi di euro. Non solo, nell’anno in corso, la banca guidata da Carlo Messina prevede “una solida crescita dei ricavi, trainata da un ulteriore aumento degli interessi netti e da un incremento delle commissioni nette e del risultato dell’attività assicurativa basato sulla leadership del gruppo nell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory, una stabilità dei costi operativi, nonostante gli investimenti in tecnologia, soprattutto a seguito di minori spese per il personale, un basso costo del rischio, derivante dallo status di banca a ‘zero Npl’ e dall’elevata qualità del portafoglio crediti e una riduzione dei tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario, non essendoci più contribuzione al fondo di risoluzione”. 

Intesa Sanpaolo ha la possibilità di procedere a nuovi buyback ma avrà un atteggiamento prudente sulle operazioni di riacquisto di azioni proprie “perché non abbiamo bisogno di fare a gara sull’outlook con le altre banche. Siamo l’incumbent come creazione di valore e siamo probabilmente la banca più sostenibile d’Europa“, ha dichiarato Messina, nel corso della conference call. “Non abbiamo bisogno di aumentare il prezzo delle azione per fare operazioni M&A, abbiamo già fatto le nostre acquisizioni”, ha aggiunto, ribadendo di non essere “super fan” dei buyback, che devono essere bilanciati dai dividendi cash. “Penso che ora sul mercato ci sia troppa attenzione al breve termine”, ha concluso.

Intesa Sanpaolo: sale ancora il dividendo, a giugno buyback da 1,7 miliardi 

Intesa Sanpaolo conferma anche il payout cash pari al 70% dell’utile netto consolidato per ciascun anno del piano di impresa, e promette un aumento del dividendo per azione relativo al 2024 e al 2025 rispetto all’importo erogato al 2023. Ulteriori distribuzioni di capitale “per il 2024 e il 2025” saranno infine “da valutare anno per anno”, sottolinea la banca.

“Nel mese di maggio distribuiremo dividendi per 2,8 miliardi di euro come saldo dell’esercizio 2023”,  ricorda l’Ad Carlo Messina che sottolinea come “nel primo trimestre 2024 l’utile netto è stato di 2,3 miliardi, in crescita del 18% rispetto al primo trimestre 2023 e permette di accantonare dividendi per 1,6 miliardi di euro”.

C’è poi il riacquisto di azioni proprie che partirà a giugno, per altri 1,7 miliardi. Complessivamente, considerando anche il buyback “nel 2024 distribuiremo agli azionisti 7,3 miliardi“, ha messo in evidenza il Ceo.

Profumo presidente di Isybank

In questo contesto, Intesa Sanpaolo comunica che l’’ex presidente della Compagnia San Paolo Francesco Profumo diventa presidente di Isybank, la banca digitale del gruppo, al posto di Mario Boselli, che va a occupare la poltrona di vice presidente. Antonio Valitutti rimane amministratore delegato e in cda siedono anche Vanna Alfieri, Giampio Bracchi, Renato Cerioli, Achille Galdini, Paola Papanicolau e Claudia Vassena.

 “Grazie alla presidenza di Francesco Profumo, Isybank potrà beneficiare di spiccate competenze, un ampio bagaglio di esperienze, una notevole sensibilità verso l’innovazione in una proiezione internazionale – ha commentato Messina -. Tutto questo in coerenza con il nostro posizionamento di leader europeo anche in campo tecnologico, forte dei cospicui investimenti effettuati, pari a 3 miliardi di euro dal 2022 a oggi”. 

Messina sottolinea inoltre l’innovazione tecnologica di Intesa Sanpaolo, parlando anche dei circa 1800 specialisti IT già assunti. “Isybank, la banca digitale del gruppo, porterà circa un milione di nuovi clienti entro il 2025; Fideuram Direct, la piattaforma di Wealth Management digitale per il Private Banking, avrà 150.000 clienti nel 2025; l’intelligenza artificiale, circa 150 App e 300 specialisti a fine piano”.

La reazione del titolo in Borsa

Nonostante una trimestrale sopra le attese, il titolo Intesa Sanpaolo cede il 3,48% a 3,45 euro in scia alla posizione di prudenza ribadita da Messina sul buyback. A zavorrare le azioni è anche la forte debolezza dell’intero comparto bancario (Ftse Italia Banche -2,3%). Il titolo Intesa ha comunque sovraperformato l’indice bancario europeo del 2% nell’ultimo mese, mentre da inizio anno guadagna oltre il 31%.

(Ultimo aggiornamento: ore 16.43 del 3 maggio).

Related Post
Categories: Finanza e Mercati