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Inter-Napoli spartiacque del campionato e Juve senza CR7

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E venne il giorno che Santo Stefano si allineò con San Siro. Sarà lo stadio milanese, infatti, a catalizzare su di sé tutti i riflettori di questo turno con un Inter-Napoli carico di significati, e non solo per la festività in corso. In ballo ci sono le ambizioni scudetto dei partenopei, ma anche di secondo posto per i nerazzurri: e visto che la Juve, nel pomeriggio, farà visita all’Atalanta in quel di Bergamo, si capisce come la giornata in questione si possa definire cruciale ai fini del campionato. Inutile dire che sia Ancelotti che Spalletti si giocano molto: entrambi, se vogliono raggiungere i rispettivi obiettivi, devono fare bottino pieno.

“I miei ragazzi sono i primi a essere dispiaciuti dopo Verona, sanno di dover rimettere le cose a posto – ha spiegato il tecnico nerazzurro – Dobbiamo giocare senza impeto e sapere quando affondare i colpi, Ancelotti fa un po’ paura perché conosce bene la materia, le ha vissute praticamente tutte…”.

Spalletti dovrà però fare a meno di Nainggolan e non per causa di forza maggiore: l’infortunio infatti è superato, il ritardo all’allenamento che ha fatto infuriare Marotta invece no.

“Ci spiace non averlo ma le regole sono uguali per tutti – il commento del tecnico – L’Inter di Zhang ha preso questa decisione e noi la rispettiamo, dopodiché Radja tornerà a far parte del gruppo”.

Il boxing day però lo vedrà protagonista solo dalla tribuna, tanto che il 4-2-3-1 nerazzurro è presto fatto: Handanovic in porta, Vrsaljko, Skriniar, De Vrij e Asamoah in difesa, Brozovic e Vecino a centrocampo, Politano, Joao Mario e Perisic alle spalle dell’unica punta Icardi.

Se l’Inter ha vissuto una vigilia agitata per via di Nainggolan, ad animare quella del Napoli ci ha pensato De Laurentiis, scagliatosi contro la designazione dell’arbitro Mazzoleni.

“Sono preoccupato, con noi è sempre stato cattivo e non imparziale – ha tuonato il patron azzurro – Mazzoleni e Rizzoli, mi raccomando: comportatevi bene…”.

Un dardo avvelenato che risale a diversi anni fa (madre di tutte le liti fu la Supercoppa con la Juve del 2012, con la famosa assenza degli azzurri dalla premiazione finale) e che rischia di avvelenare una sfida già di per sé ad alta tensione: se Spalletti deve vincere, infatti, lo stesso vale per Ancelotti.

Il tecnico azzurro, eccezion fatta per il lungodegente Chiriches, può contare sulla miglior formazione possibile, dunque un 4-4-2 con Meret tra i pali, Maksimovic, Albiol, Koulibaly e Ghoulam nel reparto arretrato, Callejon, Allan, Hamsik e Fabian Ruiz in mediana, Milik e Insigne in attacco.

L’importanza del match di San Siro andrà di pari passo con quanto accadrà a Bergamo nel pomeriggio (ore 15), quando l’Atalanta di Gasperini riceverà la Juventus di Allegri. Se i bianconeri passassero anche qui sarebbe un ulteriore tassello verso lo scudetto, viceversa i giochi potrebbero anche riaprirsi. Bergamo (e Milano) come spartiacque di un titolo dunque, tanto più che Ronaldo, per la prima volta in stagione, verrà lasciato a riposo per scelta tecnica.

“Per una volta guarderemo la partita assieme – ha scherzato Allegri – Dobbiamo giocare una gara seria, sarà fondamentale arrivarci al meglio a livello psicologico altrimenti faremo un grosso regalo all’Atalanta. Per noi è un passaggio importante, servirà una bella prestazione per continuare il cammino scudetto”.

Occhi puntati su Bergamo dunque, con la Juve che si schiererà con un 4-3-3 con Szczesny in porta, De Sciglio, Bonucci, Benatia e Alex Sandro in difesa, Bentancur, Pjanic ed Emre Can a centrocampo, Dybala, Mandzukic e Douglas Costa in attacco.

Grossa emergenza difensiva per Gasperini, costretto a rinunciare alla coppia centrale Toloi-Palomino per via delle squalifiche post Genova. Il suo 3-4-2-1 vedrà così Berisha tra i pali, Djimsiti, Masiello e Mancini nel reparto arretrato, Hateboer, Freuler, Pessina e Gosens in mediana, Ilicic e Gomez alle spalle dell’unica punta Zapata.

AGGIORNAMENTO ALLE H. 17 – Finisce anche quest’anno 2 a 2 l’incontro tra l’Atalanta e la Juve: due gol di un irresistibile Zavata per gli or obici ma pareggio cruciale di Cristiano Ronaldo che entra dalla panchina e segna subito di testa, malgrado i bianconeri giocassero in dieci per l’espulsione di Bentancur. Il primo gol della Juve è stata un’autorete di Djimsiti dopo un minuto.

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