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Inter, Milan e Napoli: vincono tutte. Atalanta-Juve è il big match di oggi. Sarri nei guai e Mou si assolve

Atalanta BC

Il Milan scatta, l’Inter risponde. Il duello a distanza tra le milanesi lascia tutto inalterato, con i rossoneri a lanciare il guanto di sfida con il 2-0 sulla Lazio e i nerazzurri a replicare con un poker a Salerno firmato Lautaro. La lotta Scudetto prende sempre più la strada di Milano, anche se il Napoli resta in scia grazie allo 0-4 di Lecce: vittoria che vale il terzo posto, almeno fino a stasera visto l’importantissimo scontro tra Atalanta e Juventus, che potrebbe cambiare ulteriormente le gerarchie. 

Milan – Lazio 2-0: Pioli esulta (“vinta una gara importante”), Sarri sbotta (“Non siamo una grande”)

Lo scontro di San Siro s’è colorato di rossonero, grazie a un 2-0 firmato dalla coppia Pulisic-Okafor (60’ e 88’) che conferma il Milan in testa alla classifica, seppur in coabitazione con l’Inter. Decisivo, oltre ai marcatori sopraccitati, Leao, autore di due assist solo da spingere in rete, a dimostrazione che i successi del Diavolo, spesso e volentieri, passano dalle sue accelerazioni.

Pioli può sorridere, perché dopo aver passato le pene dell’inferno a causa del derby ha ritrovato un Milan vincente e convincente, in grado di contendere il comando del campionato proprio all’Inter, anche grazie al colpaccio del Sassuolo nell’infrasettimanale.

“L’avevamo preparata per palleggiare meno in mezzo al campo e andare più in profondità – l’analisi di Pioli-. Nel primo tempo ci siamo un po’ allungati concedendo ripartenze, ma nel secondo siamo venuti fuori molto bene. Non è facile giocare ogni tre giorni, abbiamo vinto una partita difficile con ampio merito”.

Umore opposto per Sarri, molto deluso per aver perso una partita importante e delicata: la sua Lazio resta al 14esimo posto, per giunta con la possibilità di farsi sorpassare dalla Roma in caso di vittoria sul Frosinone. “Sono ferocemente incazzato con la lega di Serie A, Uefa e Fifa e tutta la banda per questo calendario folle – è sbottato il tecnico biancoceleste, prima di spostare il tiro su giocatori e società -. Noi non siamo una grande squadra e non lo non eravamo neanche lo scorso anno, abbiamo perso per due sgasate, non abbiamo la cilindrata di un giocatore che va a 35 all’ora. Se ho avvallato il mercato? I giocatori che ho indicato io non sono arrivati, ma nel 95% dei casi per un allenatore è così. Siamo partiti dal piano A, poi ho dovuto scegliere tra X e Y”.

Salernitana – Inter 0-4, Lautaro mattatore assoluto! Inzaghi lo incorona: “Lui è il nostro leader”

Successo importantissimo anche per l’Inter, nonostante la “discreta” dose di pressione messa dai cugini del Milan. Fallire a Salerno sarebbe stato deleterio sia per la classifica che per il morale, ma i nerazzurri hanno scavalcato l’ostacolo granata senza particolari problemi, realizzando un poker firmato Lautaro Martinez: l’argentino, entrato in campo nel secondo tempo al posto di Sanchez al 55’, ha letteralmente sbranato il match siglando tutti e quattro i gol dell’Inter. E dire che il primo tempo era sembrato equilibrato, con l’Inter partita fortissimo e la Salernitana cresciuta alla distanza, tanto da riuscire addirittura a creare qualche problema alla retroguardia nerazzurra. Nella ripresa però Inzaghi ha calato le carte pesanti, Lautaro in primis, trovando un’abbuffata di gol perfino esagerata, tutta all’insegna del Toro Lautaro (62’, 77’, 85’ e 89’), perfetta per rispondere al Milan e tornare in testa alla classifica.

È stata una vittoria importantissima – ha spiegato il tecnico nerazzurro -. Siamo stati bravi, sapevamo che non sarebbe stato facile all’Arechi. Neiprimi 45′ dovevamo segnare, abbiamo creato tante situazioni pericolose e ne abbiamo anche subita qualcuna, ma nella ripresa abbiamo sbloccato il match ed è stato tutto più facile. Lautaro? Ha fatto benissimo, ma sono stati bravi anche tutti gli altri attaccanti”.

Lecce – Napoli 0-4, Garcia: “Tutti stanno tornando al miglior livello, la strada è quella giusta”

Alle spalle di Milano c’è il Napoli, di nuovo sorridente dopo il successo infrasettimanale sull’Udinese. Questa volta il poker è stato calato in faccia al Lecce, per giunta in casa sua, a conferma di una squadra sempre più vicina agli standard del (recente) passato. Lo 0-4 del Via del Mare, oltretutto, è arrivato gestendo le forze in vista del Real Madrid, prossimo avversario nell’affascinante faccia a faccia di Champions, con Osimhen lasciato a riposo per un tempo e Kvaratskhelia tolto dopo 58 minuti. Garcia ha rischiato, ma ha avuto ragione: il suo Napoli, finalmente, sembra essere in linea con quello della scorsa stagione e anche la classifica, seppur ancora migliorabile, comincia a sorridere. La vittoria di Lecce ha visto le firme di Ostigard (16’), Osimhen (51’), Gaetano (88’) e Politano su rigore (90+4’), regalando così al popolo azzurro un sabato (finalmente!) tranquillo e sereno.

“Era importante vincere e non prendere gol, è stata una partita gestita bene– ha esultato Garcia -. Volevamo partire forte, fare gol nel primo quarto d’ora. Siamo soddisfatti di questo successo, abbiamo iniziato bene la stagione, sei punti su sei, poi è arrivato quel secondo tempo contro la Lazio… Penso che adesso tutti stiano tornando al loro migliore livello, da tre partite sono tornati e aiutano la squadra a trovare più continuità. Ero abbastanza tranquillo sul fatto di tornare a vincere le partite perché si giocava bene, i ragazzi hanno sempre dimostrato un collettivo importante. Siamo sulla strada giusta”.

Atalanta – Juventus (ore 18, Dazn)

Il focus si sposta sulle partite odierne, a cominciare da quella di Bergamo. Al Gewiss Stadium, infatti, andrà in scena la sfida più affascinante della domenica tra la quarta e la quinta in classifica, con la possibilità (per entrambe) di salire al terzo posto. Si tratta, insomma, di un vero e proprio scontro diretto per la zona Champions, anche se in molti pensano che la Juventus, a differenza dell’Atalanta, non dovrebbe limitarsi a questo, specialmente in una stagione senza coppe europee. Certo i bianconeri, come vedremo tra poco nel capitolo dedicato alle formazioni, non arrivano al meglio a questo appuntamento, ma hanno comunque tutte le carte in regola per provare a vincere: dopo il passo falso di Reggio Emilia, del resto, il margine d’errore s’è decisamente assottigliato e il successo sul Lecce, per quanto importante, non è bastato per cancellare le perplessità sul gioco della Signora. L’Atalanta, invece, viene da due vittorie di fila (tre considerando anche l’Europa League) ed è convinta di avere molte carte da giocare: battere la Juve vorrebbe dire urlare a gran voce la propria candidatura per un piazzamento Champions.

Allegri risponde a Pioli: “Noi favoriti perché senza coppe? Non è un’equazione esatta”

“Le partite con l’Atalanta sono sempre combattute, loro non hanno ancora preso gol in casa e sono imbattuti, dovremo essere bravi a tenere un buon ritmo – ha spiegato Allegri -. In questo momento guardare la classifica è poco importante, anche se rimanere nelle prime 4 ci farebbe lavorare in modo più sereno e tranquillo. Il nostro obiettivo è arrivare in Champions e la squadra sta crescendo. Pioli dice che siamo favoriti per lo Scudetto? Parlare di queste cose non serve a nulla, non è mica un’equazione esatta che chi non gioca la Champions è favorito per il campionato…”.

Atalanta – Juventus, le formazioni

Il tecnico bianconero avrebbe voluto affrontare l’Atalanta con la miglior formazione possibile, invece dovrà fare a meno sia di Vlahovic (problema alla schiena) che di Milik (polpaccio), con conseguente emergenza in attacco. Le scelte di Allegri saranno così obbligate, per un 3-5-2 con Szczesny in porta, Gatti, Bremer e Danilo in difesa, McKennie, Fagioli, Locatelli, Rabiot e Kostic a centrocampo, Kean e Chiesa in attacco. Il grande dubbio di Gasperini, invece, si chiama De Ketelaere, alle prese con un fastidio al quadricipite della coscia sinistra: fino a ieri la sua assenza sembrava certa, ma col passare delle ore le condizioni sono migliorate. Non dovesse farcela, scenario al momento più probabile, vedremo un’Atalanta con un 3-4-2-1 con Musso tra i pali, Scalvini, Djimsiti e Kolasinac nel reparto arretrato, Zappacosta, De Roon, Ederson e Ruggeri in mediana, Koopmeiners e Pasalic alle spalle dell’unica punta Lookman.

Roma – Frosinone (ore 20.45, Dazn)

Serata quasi drammatica invece per la Roma, costretta a vincere per non rendere ancora più grave una classifica già abbastanza umiliante. I 5 punti raccolti in 6 giornate, infatti, sono quasi inspiegabili per una rosa sicuramente non eccelsa, ma neanche così scarsa: il terzo monte ingaggi della Serie A, del resto, parla chiaro e conferma un valore quantomeno da Europa League. La vittoria con l’Empoli aveva illuso tutti, poi però sono arrivati il pari di Torino e, soprattutto, il pesantissimo ko di Genova a ribadire i problemi giallorossi, rimasti tali nonostante l’ottimo apporto di Lukaku e Dybala. Sul banco degli imputati, come sempre in questi casi, è finito José Mourinho, reo di non essere ancora riuscito a dare un gioco alla sua Roma, oltre che di non trovare il modo di scuotere una squadra apparsa quasi rassegnata di fronte alle difficoltà. Lo Special One fa spallucce di fronte alle critiche, forte di un palmares (Roma compresa) troppo importante per essere discusso, ma anche lui sa bene come il tempo stia scadendo: questa sera, contro la rivelazione Frosinone dell’ex Di Francesco, può solo vincere, altrimenti la sua squadra sarà letteralmente travolta dalla tempesta, mediatica e non.

Mourinho si difende: “Non sono io il problema della Roma”

“Prima di tutto dobbiamo avere il coraggio di entrare in campo domani e accettare una reazione di grande romanismo, che può essere un supporto o una manifestazione di scontento – il pensiero di Mourinho -. Per quanto mi riguarda posso solo dire che tre mesi fa, a Budapest, c’era quasi un dramma a pensare che sarei potuto andare via, sono rimasto per una promessa a giocatori, proprietà e tifosi, durante l’estate ho avuto la più grande e pazza offerta di lavoro che un allenatore abbia mai avuto nella storia del calcioe l’ho rifiutata. Ora sembra che il problema sia io, ma non è così, lo siamo tutti: solouna persona può dirmi di andar via prima del 30 giugno ed è mister Friedkin, se non me lo dice resterò qui a combattere per squadra e tifosi fino alla fine”.

Roma – Frosinone, le formazioni

Partita da vincere a tutti i costi, ma non per questo facile o scontata. Il Frosinone attuale non è certo un avversario morbido, come dimostra l’ottavo posto in classifica con 9 punti, 4 in più della Roma, ragion per cui Mourinho si affiderà alle sue certezze, ammesso che sia giusto definirle così. Il 3-5-2 giallorosso vedrà così Rui Patricio in porta, Mancini, Cristante (Smalling e Llorente sono entrambi infortunati) e Ndicka in difesa, Kristensen, Aouar, Paredes, Pellegrini e Spianazzola a centrocampo, Dybala e Lukaku in attacco. Classico 4-3-3 anche per Di Francesco, che risponderà con Turati tra i pali, Oyono, Okoli, Romagnoli e Marchizza nel reparto arretrato, Garritano, Mazzitelli e Barrenechea in mediana, Soulé, Cheddira e Baez nel tridente offensivo.

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