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Inter ko a La Spezia: la affonda Maldini jr. Oggi il Napoli cerca l’immediata riscossa contro l’Atalanta

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L’Inter ci ricasca. A La Spezia, proprio come a Udine, Monza, Genova e Bologna, i nerazzurri gettano al vento punti importanti, confermando di avere un mal di trasferta ormai cronico, ma anche dei problemi di personalità che portano direttamente all’allenatore. A sorridere sono così i padroni di casa, balzati a +6 sul Verona (con una partita in più) e pure gli avversari nella corsa Champions, che nel weekend potrebbero spingerla addirittura al quinto posto. Napoli-Atalanta e Bologna-Lazio di oggi, dunque, diventano ancor più importanti, per le squadre coinvolte e tutte le inseguitrici, decise ad approfittare di questo “regalo” in salsa ligure.

Spezia – Inter 2-1, Inzaghi fa il mea culpa: “Sconfitta che fa male, mi prendo tutte le responsabilità”

Scenario da brividi, figlio di una sconfitta evidentemente inattesa alla vigilia, tanto da spingere Inzaghi a fare alcune scelte di formazione quantomeno discutibili. Dentro Handanovic al posto di Onana, così come D’Ambrosio per Dumfries e Brozovic per Calhanoglu, a dimostrazione di una testa focalizzata anzitutto sul Porto e non sulla sfida del Picco. La partita però si sarebbe messa bene se Lautaro non avesse fallito un rigore al 13’, peraltro dopo averlo “scippato” a Lukaku (Inzaghi dov’era?), permettendo allo Spezia di restare in partita, nonostante l’atteggiamento iper difensivo scelto da Semplici. Il primo tempo è proseguito con tante potenziali occasioni nerazzurre, ma anche con il solito problema a concretizzarle, nella ripresa però i ritmi si sono abbassati e al 55’ i liguri hanno colpito, ironia della sorte, con Daniel Maldini, milanista in prestito e giustiziere di Handanovic. I fuochi d’artificio però sono arrivati nel finale, prima con un rigore di Lukaku (83’, questa volta sul dischetto è andato lui), poi con uno di Nzola, rivelatosi poi decisivo per il 2-1 finale (87’). “Una sconfitta così fa male, anche se è arrivata con modalità diversa dalle altre: abbiamo messo in campo tutto, probabilmente ci voleva più cattiveria nel cercare il gol – ha sospirato Inzaghi -. Nel primo tempo non dovevi andare negli spogliatoi 0-0, poi sappiamo che il calcio non fa sconti. Non ci sta che l’Inter perda con lo Spezia, ma abbiamo il dovere di andare avanti. Per quanto riguarda la sconfitta, mi prendo le responsabilità, c’è delusione, questa sarà una nottata brutta però martedì abbiamo un ottavo di finale, dovremo reagire con ferocia”.

Napoli–Atalanta (ore 18, DAZN)

La 26esima giornata proseguirà oggi con altre tre partite, tra cui spicca un Napoli-Atalanta davvero interessante. Gli azzurri devono riscattare la sconfitta contro la Lazio per riprendere la corsa Scudetto, ma soprattutto per preparare al meglio la sfida di Champions di mercoledì, quando al Maradona arriveranno i tedeschi dell’Eintracht di Francoforte. La Dea invece ha bisogno di tornare a vincere, altrimenti il sogno quarto posto, già allontanatosi dopo le sconfitte con Lecce e Milan e il pareggio con l’Udinese, rischierebbe di sfumare definitivamente. Ma al di là della classifica il match si preannuncia bello e combattuto, perché si affronteranno due delle squadre che hanno espresso il miglior calcio d’Italia, seppur con continuità differenti. 

Spalletti: “Gara importante, ma non parliamo di reazione: con la Lazio non abbiamo sbagliato niente”

“Sarà una gara importante che affronteremo nella maniera corretta, ma non è vero che dobbiamo reagire, si deve reagire quando si è in difetto, ma noi con la Lazio non abbiamo sbagliato niente sul piano dell’atteggiamento, poi è chiaro che bisogna fare delle cose in maniera migliore ed è mancato il risultato – ha puntualizzato Spalletti -. Questi ragazzi non hanno bisogno di motivazione da parte mia, sono consapevoli del prestigio della maglia e della città. Si parla sempre di partite future, ma l’ho già detto tante volte che per noi non funziona così: ne affrontiamo una per volta e l’attenzione è tutta alla partita con l’Atalanta. Non abbiamo la presunzione di poter gestire un campionato come se fosse una formalità o un intralcio ad altre gare più importanti, sarà possibile pensarlo solo quando non ci sarà un’altra squadra in condizione di prenderci. Dobbiamo fare ancora tante partite di livello, abbiamo visto quale qualità c’è in Italia, nonostante ciò che si dice nel confronto con le squadre europee”.

Gasperini: “Stiamo facendo un campionato straordinario, lottiamo con chi ha un miliardo di debiti…”

Noi vorremmo sempre poter attaccare e segnare, ma non giochiamo da soli, in certi momenti bisogna anche subire – il pensiero di Gasperini -. Per noi è già prestigioso poterci misurare contro una squadra straordinaria anche nel suo percorso in Champions League, dove ha grandi chances e comunque non dico che non abbiamo niente da perdere, perché i punti vanno presi ovunque. Sulle risorse l’Atalanta non può essere confrontata e paragonata ad altre società, perché deve costruirsele in casa per poter investire. Noi con centinaia di milioni di utili siamo costretti a competere con gente che ha un miliardo di debiti, con la differenza di un miliardo e mezzo essere lì in alto mi rende molto soddisfatto. Per questo dico che stiamo facendo un campionato straordinario”.

Napoli – Atalanta, le formazioni: Spalletti non fa turnover, Gasperini rilancia Zapata

Spalletti non penserà all’Eintracht, anche perché il risultato dell’andata gli permette di non farlo più di tanto. Il focus è tutto sull’Atalanta, da affrontare con la miglior formazione possibile, eccezion fatta per lo squalificato Mario Rui e Anguissa, in odore di riposo. Il 4-3-3 azzurro sarà composto da Meret in porta, Di Lorenzo, Rrahmani, Kim e Olivera in difesa, Ndombele, Lobotka e Zielinski a centrocampo, Politano, Osimhen e Kvaratskhelia in attacco. Gasperini, alla ricerca di una vittoria che manca da un mese esatto (2-0 sulla Lazio), proverà a mischiare un po’ le carte soprattutto in avanti, dove Hojlund e Boga, apparsi in calo di condizione, partiranno dalla panchina. Il suo 3-4-1-2 vedrà così Musso tra i pali, Toloi, Djimsiti e Scalvini nel reparto arretrato, Zappacosta, De Roon, Ederson e Maehle in mediana, Pasalic alle spalle della coppia offensiva formata da Zapata e Lookman. 

Bologna – Lazio (ore 20.45, DAZN e Sky Sport)

L’altra sfida con vista sull’Europa di giornata è quella del Dall’Ara, dove la Lazio di Sarri farà visita al Bologna di Thiago Motta. I biancocelesti vogliono difendere quella zona Champions conquistata con il colpaccio di Napoli, ma anche reagire al KO con l’AZ Alkmaar di martedì, tanto più che giovedì ci sarà il ritorno e arrivarci con un altro passo falso non sarebbe certo l’ideale. I rossoblu invece sono appaiati alla Juventus e sognano un piazzamento in Conference che vorrebbe dire Europa dopo 23 anni di attesa: l’ultima volta, infatti, risale alla stagione 1999/2000, con Gazzoni presidente, Guidolin allenatore e gente come Signori e Pagliuca in campo. Gli spunti, insomma, non mancano, così come la necessità di fare punti per entrambe: i rispettivi sogni, infatti, passano anche da questa partita.

Bologna – Lazio, le formazioni: Sarri ancora senza Immobile, Thiago alle prese col caso Arnautovic

Poteva essere la sfida tra Arnautovic e Immobile, invece non sarà così per via dell’ennesimo infortunio di Ciro (a rischio anche il derby di domenica prossima), ma anche per le scelte di Thiago Motta, restio a rilanciare Marko dopo lo stop delle scorse settimane. Sarri, suo malgrado, si è ormai abituato a giocare senza il suo bomber, ma è chiaro che la Lazio, non avendo una vera e propria alternativa di ruolo, è quantomeno depotenziata. Il tecnico si affiderà così a un 4-3-3 con Provedel in porta, Lazzari, Casale, Romagnoli e Hysaj in difesa, Milinkovic-Savic, Vecino e Luis Alberto a centrocampo, Pedro, Felipe Anderson e Zaccagni in attacco. Classico 4-1-4-1 anche per Thiago Motta, che risponderà con Skorupski tra i pali, Posch, Soumaoro, Sosa e Cambiaso nel reparto arretrato, Medel in mediana, Aebischer, Ferguson, Schouten e Barrow alle spalle dell’unica punta Ziekzee, con Arnautovic pronto a subentrare dalla panchina.   

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