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Inter: il Napoli assedia Icardi, Mancini in bilico

Assalto all’Inter. Che ora, a meno di un mese dall’inizio del campionato, rischia di perdere capitano e allenatore in un colpo solo. Scenario clamoroso, tanto più dopo il passaggio di proprietà che sembrava promettere un futuro roseo, eppure assolutamente possibile. Ma andiamo con ordine e partiamo dalla questione Icardi, peraltro strettamente legata anche a quella Mancini.

“Sappiamo che ha parlato col Napoli ma non abbiamo intenzione di cederlo per nessuna cifra” aveva dichiarato Ausilio prima di imbarcarsi per New York, sede dell’attuale ritiro nerazzurro. Parole superate però dagli avvenimenti successivi, andati in scena proprio mentre il ds si trovava sull’aereo.

Ieri pomeriggio infatti Aurelio De Laurentiis ha incontrato a Milano Wanda Nara, moglie nonché agente di Mauro Icardi, sottoponendole la classica “proposta indecente”: contratto di 5 anni da 6,5 milioni a stagione più 3 relativi ai diritti d’immagine.

Una maxi offerta figlia della volontà di sostituire il prima possibile Gonzalo Higuain, che non ha lasciato per nulla indifferente la consorte dell’argentino. Ora si tratta di convincere l’Inter e qui il discorso si fa più nebuloso. Allo stato attuale delle cose la proposta è di 47 milioni di euro (bonus compresi), tanti ma non ancora sufficienti per dare il là al trasferimento.

Almeno questo pensa Mancini, sempre che poi il suo parere conti qualcosa. Perché l’altro tormentone di casa Inter riguarda proprio il tecnico di Jesi, sempre più prossimo a una rottura col club che avrebbe davvero del clamoroso. I rapporti tra lui e la nuova proprietà cinese sono pressoché inesistenti e l’incontro con Thohir di qualche giorno fa, se possibile, è riuscito addirittura a peggiorare le cose.

Contratto in scadenza, visioni differenti sul mercato e sugli obiettivi stagionali, passando per un ridimensionamento sul proprio ruolo operativo: eccoli qui i nodi da sciogliere per proseguire insieme, altrimenti il divorzio (immediato s’intende) diventerà realtà. Al momento non sembra proprio che il Suning Group voglia venirgli incontro, ragion per cui le prossime ore potrebbero certificare la rottura. Ausilio, volato a New York proprio per salvare il salvabile, vorrebbe regalargli Candreva ma le difficoltà economiche (sempre che non parta Icardi) rendono l’operazione piuttosto complicata.

Ecco perché le alternative (Leonardo su tutti ma anche Bielsa e De Boer) cominciano a scaldare i motori, consapevoli che l’addio di Mancini (poi bisognerebbe capire in che termini) non è più fantamercato ma una concreta possibilità.

Nel frattempo in casa Juventus è tutto pronto per l’arrivo di Gonzalo Higuain, atteso in settimana per firmare il contratto e certificare il trasferimento più costoso del mercato italiano. In entrate s’intende, perché in uscita nessuno potrà superare Paul Pogba, prossimo a trasferirsi al Manchester United per 120 milioni.

Raiola, d’accordo con i bianconeri, si è recato a Miami dal suo assistito per mettere a punto gli ultimi dettagli, dopodichè il matrimonio con i Red Devils di Mourinho diventerà realtà. A quel punto la Juve cercherà un altro centrocampista: Witsel, Matic e Rakitic i nomi forti, in rigoroso ordine di fattibilità.

Tanti movimenti mal si sposano con l’immobilismo del Milan, totalmente bloccato da una cessione societaria che non accenna a concludersi e che rende impossibile il mercato in entrata.

Sal Galatioto è volato in Cina per accelerare l’empasse, quel che è certo è che il tempo stringe, eccome se stringe. In mancanza di un accordo firmato non ci saranno fondi per acquistare nessuno e visto che Bacca non vuole andare al West Ham lo scenario è piuttosto fosco.

Musacchio e Zielinski aspettano fiduciosi ma cominciano a guardarsi attorno e Galliani, probabilmente all’ultimo mercato della sua storia rossonera, prova a consolarsi con Arbeloa e Caceres, sondati in quanto svincolati e dunque a costo zero. Mai come oggi, insomma, la Cina rischia di diventare un problema per la Milano del calcio.

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