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Inter e Juve, il calciomercato si fa caldo

Giro di boa. L’ultimo weekend di luglio non segna solo l’inizio dei primi esodi vacanzieri ma anche il conto alla rovescia verso la fine del mercato, destinato a movimentare l’estate assieme ai primi eventi ufficiali.

Le nostre big però vivranno in modo diverso questo mese di agosto: con attendismo Milan, Roma e Napoli, alla finestra per cogliere eventuali occasioni, con interventismo Juventus e Inter, decise a farsi valere per completare i rispettivi progetti.

Il discorso vale soprattutto per i nerazzurri, decisamente in ritardo rispetto alle attese di qualche tempo fa. A Skriniar e Borja Valero s’è aggiunto anche Vecino (24 milioni alla Fiorentina, 3 per 4 anni a lui che lunedì si sottoporrà alle visite mediche) ma il popolo interista si aspetta molto di più e il discorso, ça va sans dire, vale anche per Luciano Spalletti. Il tecnico intanto ha messo il veto sull’eventuale cessione di Perisic (“più passa il tempo e più diventerebbe difficile sostituirlo, mi opporrò con forza alla sua partenza”) e anche il Manchester United sembra essersi raffreddato: le probabilità che il croato resti insomma sono sempre più alte.

Uscito dai radar Nainggolan (rinnovo di contratto fino al 2021) e complicatosi Vidal (“resta al 100%” le parole di Rummenigge), diventa ancor più difficile capire quale sarà il grande colpo di mercato dell’Inter, ammesso che ce ne sarà uno: se il Psg acquistasse Neymar ecco che si libererebbe Di Maria ma questa, al momento, è solo un’ipotesi.

Anche la Juve, che pure s’è mossa, non vuole vivere il mese di agosto da semplice spettatrice. Dopo Douglas Costa, De Sciglio e Bernardeschi (a proposito, per lui niente maglia numero 10), Marotta dovrà acquistare un centrocampista, un difensore e un altro esterno offensivo, anche se questo prevederebbe l’uscita di qualcuno. Arrivasse Keita infatti (15 i milioni offerti a Lotito, ancora pochi per chiudere) là davanti sarebbero in troppi ed ecco che uno potrebbe partire (Cuadrado il candidato principale).

Diversi i discorsi relativi agli altri due reparti: la partenza di Bonucci e l’età avanzata di Barzagli e Chiellini rende necessario un innesto e la mediana, si sa, era già una priorità nella stagione scorsa. Il candidato principale resta Matuidi, pronto a liberarsi dal Psg con un anno d’anticipo rispetto alla scadenza del contratto a fronte di 20-25 milioni di euro, mentre sembra sfumata la candidatura di N’Zonzi, blindato da una clausola rescissoria (40) su cui il Siviglia non intende trattare.

Sullo sfondo anche l’affaire Schick: il ceco, saltato per i noti problemi di salute, continua a piacere molto e non è escluso che Ferrero possa rivedere le condizioni della trattativa.

Agosto di lavoro anche per Milan e Roma, per quanto meno frenetico. I giallorossi devono ancora completare difesa e attacco: mistero sui nomi del primo reparto, certezze invece sul secondo dove l’obiettivo primario resta Mahrez. Finora il Leicester ha tenuto duro ma la prossima mossa di Monchi (offerta di 30 milioni più bonus) potrebbe indurre le Foxes a liberare l’algerino, la cui voglia di Roma peraltro è ormai nota.

Anche le mosse del Milan sono tutt’altro che segrete: i rossoneri cercano ancora una punta di peso e un centrocampista e i nomi sono i soliti. Dopo le parole di Cairo Belotti sembra più lontano, dunque i primi della lista sono Aubameyang e Diego Costa, con Kalinic sullo sfondo. Là in mezzo invece i riflettori sono puntati su Renato Sanches, per il quale però le distanze col Bayern Monaco restano piuttosto importanti.

Nomi di altissimo livello, che oltre all’ironia di chi non crede alla reale disponibilità economica di Via Aldo Rossi hanno suscitato la stizza di James Pallotta: il presidente della Roma ha espresso tutto il suo stupore per il mercato del Milan, dando il là a uno scontro senza precedenti con Fassone. “Quello che stanno facendo non ha alcun senso – il primo commento dell’americano. – Non avevano i soldi per comprare il club e si sono fatti prestare 300 milioni da persone che conosco, peraltro a un interesse piuttosto alto. Ora stanno spendendo, o almeno facendo anticipi, per giocatori ma a un certo punto pagheranno le conseguenze”. Attacco durissimo che ha scatenato la reazione del direttore generale del Milan: “Cos’è, una minaccia? – il commento apparso in un video su Facebook. – Sono rimasto sbalordito sia dallo stile usato che dalle imprecisioni, il nostro indebitamento è straordinariamente minore di quello che ha la Roma. Lavoro 20 ore al giorno ma se il presidente Pallotta lo vorrà ci potremo confrontare sui rispettivi bilanci”.

La chiosa all’insolito duello l’ha messa proprio il numero uno giallorosso con un laconico “mi scuso se ho avuto informazioni imprecise, auguro al Milan le migliori fortune e mi auguro potremo collaborare per lo sviluppo di un campionato forte e sostenibile”. Allo scontro sul campo mancano ancora diversi mesi (l’1 ottobre l’andata a San Siro) ma il clima è già bello caldo; proprio come l’agosto che ci aspetta, in tutti i sensi.

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