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In Borsa torna il Toro, Milano oltre quota 21 mila con Prysmian e banche

FIRSTonline

S’avviano ad un finale tutto sprint sulla scia di Wall Street e dei listini asiatici. L’indice Ftse Mib avanza a Piazza Affari dello 0,8% circa oltre quota 21 mila punti. Fa meglio di tutti Francoforte +1,3%, proiettata al nuovo rimato storico dalla performance dei titoli dell’auto,  davanti  a Parigi e Madrid, entrambe  +0,9% . Più cauta Londra +0,25% in attesa dell’ultima volata prima delle elezioni, ma ieri la City ha segnato nel corso della seduta  il nuovo massimo storico. 

In Europa salgono soprattutto le banche e le società dell’automotive, vendite sul settore minerario e del petrolio legate alla disdettadell’accordo sul clima da parte di Donald Trump. 

L’euro è poco mosso su euro a 1,112.

Si rafforza il Btp a dieci anni, il cui rendimento scende al 2,21% da 2,23%. Lo spread con il Bund è stabile a 192 punti base. Il differenziale con il Bono spagnolo a dieci anni è a 67 punti base, siamo in prossimità di livelli che non si vedevano dal 2012.

Tutto sembra deporre per un gran finale di settimana: è in arrivo nel pomeriggio la statistica mensile sull’occupazione americana a maggio. Le attese sono per un aumento degli occupati non agricoli di 185.000 unità dopo i +211.000 posti di lavori di aprile, ma non è da escludere un rialzo delle stime, visto che il dato di ieri sui nuovi occupati nel settore privato, considerato un prodromo dei non-farm payroll, ha superato le attese, evidenziando la creazione di 253.000 posti di lavoro.

Il petrolio Brent è in calo del 2% a 49,6 dollari il barile. Il greggio ha invertito la rotta ieri sera, dopo l’annuncio della disdetta degli accordi sul clima da parte di Donald Trump. L’eventuale rimozione di vincoli ambientali potrebbe portare ad un ulteriore incremento della produzione di greggio degli Stati Uniti, già molto alta.

Il comparto peggiore è quello energetico, che include società dell’oil&gas ma anche del settore rinnovabili: perde lo 0,71% dopo che ieri il presidente Donald Trump ha annunciato il ritiro degli Usa dagli accordi sul clima.
Eni perde l’ 1,12%. Saipem +0,06%. Tenaris +0,15%. 
 
Vestas, produttore danese di energia eolica, perde il 2,56%, e si avvia a chiudere la peggiore settimana da sei mesi.
A Milano svettano invece Ternienergia +4,72% e Falck Renewables +2,87%.

Brillano a Milano alcuni titoli industriali: Prysmian sale del 3,23%, il titolo reagisce al Buy di Goldman Sachs. La banca d’affari segnala diverse opportunità di consolidamento nei cavi per l’energia che dovrebbero generare più risparmi sui costi. Tra i potenziali target dell’ex Pirelli in testa c’è Nexans (enterprise value di 2254 milioni di euro, seguono le americane General Cable e Southwire.

Brillano in Europa i titoli automotive (+ 1,9% l’indice di settore). I titoli Daimler, Bmw e Volkswagen che salgono tra il  2,07% e il 2,36%.

A Piazza Affari Fiat Chrysler +1,07%, Ferrari +1,72%.

In grande evidenza anche Maire Tecnimont che registra un rialzo del 3,1% sulla scia della commessa da 3,9 miliardi di euro in Russia.
 
Telecom Italia saluta con un rialzo dell’1,2% l’arrivo alla presidenza di Arnaud de Puyfontaine. Sale anche Mediaset +1,2%
 
Buona intonazione per la finanza. Sale Unicredit +2,01%, Intesa Ubi Banca +2,10%. Ancora meglio Banco Bpm +2,94%.
 
Si fa largo la possibilità che qualche soggetto privato entri nell’operazione banche venete. Ci sarebbero quattro fondi di Private Equity pronti a investire nei crediti in sofferenza: Atlas, Centerbridge, Warburg Pincus and Baupost. 

Tra le società del risparmio gestito, Azimut +2,04%, Banca Mediolanum +1,2%Banca Generali +0,63%. Poste italiane +0,47%: sui giornali si parla di un coinvolgimento della società nel salvataggio delle banche venete.

Da rilevare ancora: Atlantia guadagna l’1,7%, massimo storico. Tra le utility, Italgas+1,96%, Snam +0,39%.

Nel Lusso, Ferragamo +1,7%

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