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Ilva-ArcelorMittal, Bentivogli: a che punto è il piano

Come procede all’Ilva? Questa la domanda al centro dell’incontro tenutosi al Mise fra i sindacati e i vertici di ArcelorMittal a quasi cinque mesi dalla firma dell’accordo.

L’azienda ha presentato gli avanzamenti del piano ambientale, le sue policy su salute e sicurezza, i miglioramenti relativi alle manutenzioni e il quadro di mercato generale all’interno del quale gli ex-asset del gruppo Ilva operano in Europa.

Secondo i dati presentati, la frequenza degli infortuni è calata da una  media del 20% nei mesi gennaio/ottobre dello scorso anno, al 9% degli ultimi due mesi del 2018, una percentuale ancora alta, ma che lascia ben sperare in prospettiva del raggiungimento della media del gruppo in Europa che è dello 0,9%.

A causa della congiuntura economica sfavorevole (dazi Usa con conseguente aumento dei prezzi, aumento dell’export da parte della Turchia ) si è registrato un rallentamento nella velocità di acquisizione degli ordini di almeno il 30%. Come previsto dall’accordo, si fa fronte alle necessità produttive con l’approvvigionamento dei treni lamiere attraverso l’acquisto di bramme che è stato di 250.000 T nel primo trimestre e per il secondo trimestre è già di 150.000 T. Si registrano difficoltà sulla latta ma la Metallurgia è già al lavoro perché l’obiettivo di produzione previsto non cambia.

Parlando del piano ambientale, si procede secondo la tabella di marcia e la copertura dei parchi minerari, opera primaria chiesta dal sindacato durante la trattativa, vedrà la sua realizzazione alla fine del 2019, mentre per il parco fossile si dovrà aspettare – come stabilito, fino al 20 maggio 2020. Parallelamente hanno preso il via gli interventi di manutenzione sui segmenti che all’ingresso della nuova azienda erano al di sotto dello standard minimo necessario, sono aperti vari cantieri negli impianti di produzione che vedono anche il rifacimento dei forni di riscaldo bramme.

Infine, per quanto riguarda il piano occupazionale. ArcelorMittal ha effettuato fino ad oggi 10.287 assunzioni a fronte dei 10.380 previsti dall’accordo. Ci sono inoltre  2075 lavoratori in Cigs che non hanno aderito al piano di esodo e saranno beneficiari della garanzia di fine piano.

“Come Fim – ha commentato il segretario della Fim-Cisl, Marco Bentivogli – riteniamo positivo lo stato dell’arte dal punto di vista degli obiettivi in materia di ambiente e sicurezza, bisognerà ancora proseguire con la realizzazione del piano industriale di cui potremo essere pienamente soddisfatti quando ci sarà la ripartenza di tutti gli impianti. Per quel che riguarda l’occupazione ribadiamo l’importanza della garanzia di fine piano per tutti coloro che ancora non hanno ricevuto l’offerta da parte di Arcelor. Abbiamo ribadito la necessità che all’aumento dei volumi produttivi, corrisponda l’aumento di adeguati organici e che non si debba ricorrere come successo in passato all’utilizzo dello straordinario per far fronte alle necessità industriali”.

“Continueremo a chiedere all’azienda aggiornamenti continui sull’avanzamento delle opere previste nel piano ambientale perché il punto di inizio dell’era ArcelorMittal sancita con l’accordo del 6 settembre 2018 prosegua con l’obiettivo primario di ridurre al minimo l’impatto della produzione e renderla ecocompatibile”, conclude Bentivogli.

 

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