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Il Toro rinvia la festa scudetto della Juve, Napoli secondo

Il Toro rovina la festa ma la Juve sorride lo stesso. E’ questo il paradosso di un derby che impedirà di conquistare lo scudetto già oggi (anche in caso di sconfitta della Roma ci sarebbe il Napoli a 8 punti) ma che vede comunque i bianconeri a braccia al cielo, quasi increduli di aver evitato la quinta sconfitta in campionato (la prima in casa) a tempo praticamente scaduto. Da contraltare, infatti, c’è un Torino che esce dallo Stadium con un risultato per cui avrebbe firmato alla vigilia e che invece finisce per deluderlo: quando incassi il pareggio a 2’ dalla fine non puoi mai essere felice. L’uomo copertina del derby è sicuramente Higuain, autore di un gol che rende stratosferica una settimana già piuttosto soddisfacente. Doppietta al Monaco in Champions e rete decisiva al Toro, per giunta subentrando dalla panchina: se qualcuno voleva un segnale dal Pipita è stato decisamente accontentato. Gonzalo protagonista positivo, l’arbitro Valeri e Mihajlovic invece no: il primo per aver espulso erroneamente Acquah, il secondo per una reazione eccessiva e dunque ingiustificabile, tanto da rischiare di aver finito qui il proprio campionato. “Mi dispiace per questo ma l’errore è stato gravissimo – il commento di Sinisa. – Quel cartellino rosso ha falsato la partita, non era fallo e non ci voleva molto per vederlo. Per questo, nonostante il rammarico di aver preso gol al 92’, il pari vale quanto una vittoria”. Diciamolo subito: l’1-1 vale recriminazioni granata solo per questioni cronologiche, non certo per il gioco e le occasioni create. A guardarla dall’altro punto di vista, infatti, il risultato sta persino stretto alla Juve, per una sera incredibilmente sprecona sotto porta. I bianconeri, già nel primo tempo, hanno graziato Hart a più riprese e hanno finito per pagare a inizio ripresa quando Ljiaic, tra l’incredulità generale, ha lasciato di stucco Neto con una splendida punizione (52’).

Ma la gioia granata è durata poco: al 57’ Acquah, già ammonito, è entrato su Mandzukic e Valeri ha estratto il secondo cartellino. Una decisione, moviola alla mano, sbagliata: il ghanese ha preso prima il pallone e dunque il fallo non esiste. Espulsione corretta invece quella di Mihajlovic, che si è letteralmente scagliato contro il quarto uomo ed è stato portato via a fatica da alcuni elementi dello staff: squalifica sicura, quanto lunga si vedrà. Sotto di un gol e con un uomo in più Allegri, sconfessando le scelte iniziali, ha deciso di affidarsi ai titolarissimi, inserendo progressivamente Higuain, Pjanic e Alex Sandro, nel tentativo di riprendere un match sfuggito di mano. Mosse che non hanno dato frutti fino al 92’ quando il Pipita, da vero campione, ha infilato Hart dalla distanza con un destro finito nell’angolino. “Abbiamo creato tanto ma siamo stati troppo frenetici – l’analisi di Allegri. – Sono comunque contento, questo è un punto che ci avvicina al traguardo. Prima di questa partita ce ne mancavano 4, ora sono 3, ora però dobbiamo rimanere sereni, non avere fretta e recuperare le energie per il Monaco”. Sabato di sorrisi anche per il Napoli, che agguanta il secondo posto in classifica a spese della Roma, seppur in attesa del posticipo di San Siro. Pratica archiviata senza troppi problemi quella del San Paolo: troppo fragile (e demotivato) il Cagliari di Rastelli per impensierire la banda Sarri. Azzurri già in vantaggio dopo appena 2’ con Mertens, che ha poi completato la sua festa di compleanno a inizio ripresa con un’altra rete (49’). Pura accademia quella del Napoli, impreziosita dal gol di Insigne (67’) e macchiata appena dal punto finale di Farias (92’), utile solo per tabellini, scommesse e fantacalcio. Il secondo posto invece è tanta roba, per quanto ancora legato ai risultati della Roma. “Abbiamo fatto una partita di altissimo livello – le parole di Sarri. – Siamo stati bravi dal punto di vista qualitativo anche se abbiamo regalato un gol, dunque c’è ancora da migliorare. Ringrazio i tifosi per gli striscioni (“Sarri pallone d’oro”, ndr), mi fanno sempre sentire importante”.

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