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Il Pil americano delude e manda in rosso le Borse: Francoforte guida la discesa europea

FIRSTonline

FRENA IL PIL USA, SCENDONO LE BORSE UE. IN PICCHIATA L’AUTOMOTIVE, GIU’ MEDIASET

Cade sulle Borse come un fulmine a cielo (quasi) sereno il dato sul Pil americano, che conferma la frenata della ripresa: nel primo trimestre la locomotiva Usa è cresciuta solo dello 0,2%, contro una previsione dell’1%. La Borsa di Milano perde il 2,28%, scivolando nel finale sotto quota 23 mila (22.996 l’indice Ftse Mib). Ancor peggio fanno Francoforte -3,12% e Parigi -2,45%. Madrid cede l’1,87%, Londra -1,13%.

A Wall Street, in attesa del comunicato della Fed, gli indici segnano cali più modesti: il Dow Jones perde lo 0,2%, l’S&P500 lo 0,3%, il Nasdaq lo 0,3%. La diversa reazione si spiega con l’andamento del mercato valutario: il dollaro si indebolisce fino a 1,115 contro l’euro: il rallentamento della congiuntura Usa allontana l’appuntamento con il rialzo dei tassi Usa. I mercati aspettano con ansia il comunicato della Fed che uscirà alle 20 ora italiana.  

A complicare il quadro europeo contribuisce poi l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, innescato dal parziale insuccesso dell’asta dei cinque anni tedeschi: solo 3,27 miliardi sottoscritti su un’offerta di 4 miliardi. Il rendimento dei Bund risale allo 0,25%, bruciando metà della discesa registrata dall’avvio del Qe. I titoli della periferia si adeguano: il Btp decennale sale all’1,50%, lo spread è a quota 122.

Sui mercati europei le perdite più pesanti riguardano i titoli dell’Automotive (Stoxx del settore in ribasso del 3%). Fiat Chrysler è caduta del 4,6% dopo avere annunciato risultati del primo trimestre in linea con le attese. Volkswagen, che pure ha stupito gli analisti con utili nettamente superiori alle stime, ha chiuso in calo del 3,4%.

Nonostante il rimbalzo del greggio favorito dal calo del dollaro e risultati migliori delle attese Eni finisce la seduta in ribasso dell’1,5%. Saipem -2,2%, Tenaris -3,4%. Netto ribasso per tutte le utility, a partire da Enel -2,2%, A2A è in calo del 2,8%, Snam -2,3%.

Male anche le banche: Intesa -2,9%, Unicredit -2,1%, MontePaschi -3,9%. Banco Popolare e Pop.Milano perdono il 3,6%. Seduta pesante anche per i titoli del risparmio gestito: Azimut -3,9%, Mediolanum -4,5%. Generali -1,3%. Cala l’appeal speculativo su Mediaset -3,1%.

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