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Il Milan pensa a Ibra e aspetta Conte: Inter e Juve in manovra

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Un mercato da impazzire. All’apertura ufficiale del 3 gennaio mancano ancora diverse settimane ma gli affari migliori, si sa, vengono imbastiti molto prima. Del resto è questo il momento di ragionare su cosa va e cosa non va, sia per correre ai ripari in inverno che per progettare il futuro estivo. In entrambi i casi sembra essere il Milan il club più bisognoso d’intervento, ma anche quello dalle prospettive più incerte: gli infortuni rendono il mercato di gennaio pressoché obbligatorio, l’imminente incontro con l’Uefa (martedì 20) però potrebbe azzerarlo quasi del tutto. Leonardo aspetta le decisioni di Nyon, intanto si attrezza per farsi trovare pronto in caso di semaforo verde: il primo nome sulla lista è quello di Ibrahimovic, considerato l’attaccante ideale per rinforzare un reparto che, al momento, può contare solo su Cutrone e Higuain. A proposito del Pipita: anche lui, incredibilmente, è tornato ad essere un uomo mercato. Già, perché il malessere dell’argentino nel giocare in una squadra troppo lontana dalle sue aspettative è palese e le smentite del fratello-procuratore, se possibile, lo mettono ancor più in risalto.

Difficile, per non dire impossibile, che Higuain possa fare le valige già a gennaio, molto più probabile invece che vada via a giugno anche se il Milan, è bene ricordarlo, dovrà comunque esercitare l’obbligo di riscatto verso la Juve (36 milioni). Sarri lo accoglierebbe a braccia aperte e anche il Chelsea, blocco del mercato permettendo (attenzione alla vicenda Football Leaks), potrebbe venir incontro all’allenatore che tanto sta piacendo in Premier. A cambiare gli scenari potrebbe però essere Conte. Voci piuttosto fondate raccontano che Gazidis, neo ad rossonero prossimo all’arrivo, lo avrebbe già bloccato per il prossimo anno e le parole di Antonio (“non prendo squadre in corsa, preferisco aspettare l’estate e iniziare un nuovo progetto”) alimentano ulteriormente il fuoco. L’ex ct potrebbe guarire il mal di pancia di Higuain con buona pace del “povero” Gattuso, la cui conferma a lungo termine (come a breve, del resto) è legata solo a risultati eccezionali. Per raggiungerli, o quantomeno provarci, Rino avrà però bisogno di un grande mercato di riparazione e il solo Ibra non basterebbe. Servono un difensore e almeno due centrocampisti, su questo non ci piove e Leonardo, Uefa permettendo, proverà ad accontentarlo. Rugani, Benatia, Rodrigo Caio, Paredes, Rabiot e Diawara, eccolo qui il taccuino del brasiliano: costoso, certo, ma questa è un’altra storia. Non ha di questi problemi l’Inter, pronta ad accogliere Marotta con propositi molto più rilassanti.

Il futuro Ad dovrà fare nulla di clamoroso a gennaio, a giugno invece, complice la fine delle limitazioni Uefa, potrà muoversi con molta più libertà, senza però perdere di vista il bilancio, aspetto comunque caro a Suning. Marotta cercherà di alzare la competitività dell’Inter con quel mix di giocatori affermati (Modric?) e giovani di qualità (Tonali?) che tanto è servito alla “prima” Juve, prima però serviranno una cinquantina di milioni di plusvalenze e, dunque, almeno un sacrificio. Ancora migliore la situazione della Juve, ormai lanciata nella nuova linea Agnelli-Paratici: comprare top player di fama mondiale. CR7 ha aperto una strada da cui non si può più tornare indietro, almeno nell’immediato, non a caso a Torino circolano nomi (Pogba e Marcelo su tutti) che farebbero sorridere se non fosse proprio per il precedente sopraccitato. E’ evidente comunque che le strategie bianconere dipenderanno soprattutto dalla Champions League, destinata a lasciare un segno su giocatori e allenatore. Allegri, al momento, è ben saldo alla guida ma l’eventuale conquista della Coppa e/o dell’ottavo scudetto consecutivo (il quinto per lui) potrebbe chiudere il ciclo: Zidane, del resto, sarebbe la figura ideale per iniziarne un altro… 

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