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Il Milan espugna Verona, oggi tocca a Inter e Napoli

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Il Milan mette la quinta. La vittoria di Verona, la numero 5, appunto, in altrettante partite, vale la certezza del terzo posto almeno per un’altra settimana (oggi l’Inter, vincendo, arriverebbe al massimo a meno 1), ma soprattutto la consapevolezza di aver ormai raggiunto la maturità di una grande. Già, perché partite come questa fanno la differenza tra una classifica importante e una da “vorrei ma non posso” e i rossoneri, oltre al Chievo, hanno già battuto Genoa, Cagliari, Empoli e Sassuolo. Tutte gare, insomma, che nel recente passato venivano sbagliate, tanto che per ritrovare un filotto simile bisogna tornare all’aprile del 2014. La mentalità c’è, sul gioco invece c’è ancora da lavorare ma è anche vero che, arrivati a questo punto, ciò che conta davvero sono i risultati e quelli, con un attaccante come Piatek, arrivano quasi in automatico. Il Pistolero, a secco da due gare, ha interrotto il digiuno segnando un gol pesantissimo e decisivo, seppur contestato dal Chievo (56’). “Il suo intervento su Depaoli non è calcio, è kung-fu  il commento di Di Carlo. – Da sei partite ormai ce ne capitano di tutte i colori, il Var lo usano come vogliono e comunque quel fallo era evidente anche senza. E’ difficile vincere in 11 contro 13”. Parole durefiglie di una retrocessione ormai inevitabile più che di un episodio molto più dubbio di quanto non pensi il tecnico clivense, quantomeno alla luce dei replay che non chiariscono l’accaduto. Ciò che invece è lampante è la cattiveria di Piatek sotto porta: il rapporto tra palloni toccati e gol è semplicemente spaventoso. Anche ieri poi il polacco s’è rivelato decisivo, perché prima del suo tap-in di rapina il match era fermo sull’1-1 e si stava incanalando verso un finale pericoloso. Il Milan infatti, in vantaggio grazie a una splendida punizione di Biglia (31’), era stato raggiunto da un colpo di testa di Hetemajbravo a liberarsi della marcatura di Conti e a battere Donnarumma (41’), e faticava a trovare la chiave per scardinare la porta del Chievo. Poi però è salito in cattedra Piatek e Gattuso, espulso nel primo tempo per proteste (martedì si saprà se sarà squalificato per il derby o se potrà dirigerlo regolarmente dalla panchina), ha potuto sfogare tutta la sua gioia.  

Oggi invece toccherà a Inter e Napoli, rispettivamente impegnate a San Siro contro la Spal (ore 15) e a Reggio Emilia con il Sassuolo (18). Partite molto diverse tra loro, se non altro per il differente peso dei punti in palio. Se gli uomini di Ancelotti, infatti, sono ormai focalizzati soprattutto sull’Europa League così non è per quelli di Spalletti, costretti a battagliare con numerose avversarie per la zona Champions. E così, nonostante la qualificazione dei nerazzurri (0-0 con l’Eintracht) sia molto più in bilico di quella del Napoli (3-0 al Salisburgo), i primi saranno costretti a dare il tutto per tutto mentre i secondi potranno far riposare diversi elementi in vista del ritorno di giovedì. Scelta che, giocoforza, dovrà fare anche Spalletti, seppur senza la stessa libertà d’azione. Le assenze, tra squalifiche (Vecino), infortuni (Nainggolan e Vrsaljko) e “caso-Icardi” rendono difficile il turnover, specialmente in attacco dove l’assenza dell’ormai ex capitano pesa sempre di più. “Il discorso lo porta avanti Marotta e lui fa tutto per il bene dell’Inter – ha glissato il tecnico, confermando, di fatto, che la riappacificazione è ancora lontana. – Io ho tutto quello che mi serve per fare bene, posso sempre mettere in campo la squadra migliore e sarà così anche contro SpalEintracht e Milan”. La settimana che porta al derby, dunque, si apre con una partita all’apparenza “facile” che però non va sbagliata per nessun motivo. Spalletti proverà a dosare le forze e schiererà un 4-2-3-1 con Handanovic in porta, Cedric, De Vrij, Miranda e Dalbert in difesa, Gagliardini e Brozovic a centrocampo, Politano, Joao Mario e Candreva sulla trequarti, Lautaro Martinez in attacco, schierato titolare nonostante la diffida che ne mette a rischio la presenza nel derby. Semplici, reduce dalla bruciante sconfitta interna con la Sampdoria, proverà il colpaccio con un 4-3-1-2 che vedrà Viviano tra i pali, Bonifazi, Regini, Felipe e Fares nel reparto arretrato, KurticMissiroli e Dickmann in mediana, Valoti alle spalle della coppia offensiva composta dagli ex milanisti Paloschi e Petagna. Ampio turnover invece, come detto in precedenza, per il Napoli, che andrà a Reggio Emilia senza particolari esigenze di punti. Questo, ovviamente, non significa che gli azzurri possano permettersi di perdere ma è chiaro che, al momento, la priorità stagionale si chiama Europa League. Ancelotti confermerà il 4-4-2 d’ordinanza ma con diverse novità rispetto alla squadra vista col Salisburgo: in porta ci sarà Ospina, in difesa MalcuitChirichesKoulibaly e Ghoulam, a centrocampo OunasDiawara, Fabian Ruiz e Verdi, in attacco Milik e Insigne. De Zerbi, reduce dalla sconfitta di Milano, tenterà di ritrovare la vittoria con il consueto 4-3-3 che vedrà Pegolo tra i pali, LirolaDemiral, Ferrari e Rogerio nel reparto arretrato, Locatelli, Magnanelli e Duncan in mediana, Berardi, Babacar e Djuricic nel tridente offensivo.  

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