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Il Milan espugna Verona e la Roma fa poker

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Due vittorie scacciapensieri. Milan e Roma avevano l’obbligo assoluto dei 3 punti e li hanno ottenuti, seppur con i soliti limiti che, fino ad oggi, hanno contraddistinto i rispettivi cammini. I successi su Verona e Sassuolo, per quanto profondamente diversi in modalità e dimensioni, non cancellano infatti i problemi di due squadre ancora lontane dalla cosiddetta “quadratura del cerchio”.

I rossoneri, in particolare, denotano enormi difficoltà nella costruzione del gioco offensivo, come dimostra la fatica, a tratti addirittura inspiegabile, nel battere un Verona in inferiorità numerica per oltre 70’. Ci sono casi in cui il risultato è l’unica cosa buona da salvare e la trasferta del Bentegodi rientra proprio tra questi. L’1-0 finale, firmato da Piatek su rigore, vale un bel passo avanti in classifica ma non certo a livello di gioco: il “testa alta e giochiamo a calcio” di Giampaolo è ancora un’utopia.

E dire che la partita sembrava essersi messa in discesa al minuto 21’ quando Stepinski, alla sua prima in maglia Hellas, entrava scomposto su Musacchio, rimediando uno sciocco ma inevitabile cartellino rosso. Il Milan, schierato con un 4-3-2-1 a trazione anteriore (Paquetà e Suso alle spalle di Piatek), entrava però in una spirale di prevedibilità e lentezza quasi inspiegabile, tanto che l’unica vera palla gol del primo tempo era del Verona con Verre, il cui tiro metteva i brividi a Donnarumma. La conseguenza di tanta impalpabilità era l’ingresso di Rebic al posto di Paquetà, identificato da Giampaolo come il peggiore e dunque bocciato senza mezzi termini.

Nella ripresa, in effetti, i rossoneri riuscivano a schiacciare di più gli avversari, senza però trovare i giusti equilibri: per un palo di Calabria (57’, tiro dalla distanza), ecco quello di Verre (60’), a dimostrazione di una partita tutt’altro che scontata. Al 64’ ecco l’episodio decisivo con Gunter a respingere col braccio un tiro di Calhanoglu, per un rigore sacrosanto trasformato da Piatek, di nuovo in gol dopo un digiuno che durava dallo scorso 19 maggio.

Emozioni finite? Nemmeno per sogno. All’83’ il Var strozzava in gola al polacco l’urlo del 2-0 (fallo sul portiere) ma soprattutto, in pieno recupero, negava un possibile rigore al Verona per un intervento di Calabria su Pessina: rosso diretto per il terzino e punizione dal limite, scelta rivelarsi poi corretta alla luce dei replay. Grande sofferenza insomma, ma anche 3 punti che possono aiutare Giampaolo a preparare il derby con maggior serenità.

“Il Verona ha fatto la sua onesta partita difensiva, noi abbiamo avuto il nostro trend davanti, ci sono cose da migliorare ma la vittoria è positiva, ci aiuta a lavorare – l’analisi del tecnico in conferenza stampa. – Non metto la polvere sotto il tappeto, non mi nascondo dietro il risultato positivo, dico alla squadra quello che va migliorato. Ritengo però che stiamo lavorando bene e che ci siano ancora grossi margini di crescita”.

Domenica di bottino pieno anche per la Roma, finalmente vittoriosa in questo campionato. Il match dell’Olimpico è stato decisamente più pirotecnico di quello del Bentegodi, come del resto si evince dal risultato finale, un 4-2 condito da pali e occasioni sbagliate, alcune clamorose. Per un tempo abbiamo visto una Roma spettacolare, proprio come da credo di Fonseca: pressing alto, velocità, tecnica e schemi di gioco.

Non a caso il tabellino, dopo appena 33’, recitava 4-0 per i giallorossi, un vero e proprio festival del gol aperto da Cristante (12’) e arricchito da tutte le punte titolari (19’ Dzeko, 22’ Mkhitaryan, 33’ Kluivert). Nella ripresa però, dopo il palo di Pellegrini e la traversa di Dzeko, ecco emergere i soliti limiti difensivi, non tanto nella splendida punizione di Berardi del 4-1 (53’), quanto nel raddoppio dello stesso esterno neroverde (72’).

Un piccolo neo in una giornata di festa, ci mancherebbe, certo però che la Roma non riesce proprio a non subire gol e questo, a sensazione, è un problema che si porterà dietro per tutta la stagione, con la consapevolezza che non sempre si troveranno difese allegre come quella di De Zerbi.

“Il punto chiave del nostro gioco è il pressing alto, se riusciamo a farlo bene diminuiamo i rischi anche dietro – ha replicato Fonseca. – Abbiamo segnato quattro gol ma ne potevamo segnare otto, contro un’ottima squadra a cui piace avere la palla. Anche difensivamente non abbiamo fatto male, è stata la migliore partita fin qui anche sotto questo aspetto”. Milan e Roma portano a casa 3 punti d’oro, su questo non c’è dubbio. Per capire dove possano realmente arrivare, però, serviranno ancora molte conferme.

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