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Il discorso della Yellen incoraggia le Borse ma non annulla l’effetto negativo dell’Ucraina

FIRSTonline

Le tensioni tra Russia e Ucraina in Crimea pesano sui mercati che chiudono deboli nonostante il buon dato sulla fiducia nell’Eurozona e la discesa del tasso di disoccupazione in Germania. Le parole di Janet Yellen risollevano parzialmente i listini sul finale di seduta: avanti con la continuità, il tapering sarà moderato e non è su una strada predeterminata.

Piazza Affari chiude in calo dello 0,38% dopo aver archiviato nell’asta Btp di oggi un tasso sul decennale sceso sotto il 3,5%, al livello più basso dal gennaio 2006. Sul rendimento ha influito anche la discesa del rendimento del bund. Lo spread Btp – bund ha chiuso a 191 punti base.

Il Tesoro ha poi venduto tutti i 3 miliardi di offerta massima sul Btp a cinque anni e i quattro miliardi del nuovo Btp decennale settembre 2024 oggi in asta. Il rendimento è sceso al 2,14% sul 5 anni, minimo record, e al 3,42% sul decennale, minimo dal 2005.

Bene il dato sulla fiducia diffuso dall’Istat: la fiducia delle imprese a febbraio segna un altro rialzo, il quarto consecutivo. L’indice si porta a 87,9, il valore più alto da ottobre 2011, ovvero da oltre due anni. Il miglioramento è diffuso su tutti i settori. Nel frattempo Renzi incassa il plauso del Fmi che però aspetta di vedere i fatti. Per il Fondo il tasso di disoccupazione in Italia è un nodo pressante: la riforma del mercato del lavoro è “chiave”.

Debole l’Europa: Parigi invariata, Londra +0,16%, Francoforte -0,76%, Madrid -0,5%.

In Spagna il Pil del quarto trimestre è salito dello 0,2%, meno dello 0,3% inizialmente stimato. In Germania il numero dei disoccupati tedeschi è sceso a febbraio per il terzo mese di fila, segnando -14.000 a 2,914 milioni per un tasso di disoccupazione invariato al 6,8%. L’inflazione tedesca, secondo le stime preliminari, è salita dello 0,5% congiunturale a febbraio e dell’1,2% tendenziale (+1,3% a gennaio), leggermente al di sotto delle attese.

La Bce ha rilevato che i prestiti bancari verso le famiglie e imprese dell’Eurozona sono scesi del 2,2% a gennaio contro il -2,3% del mese precedente.

Dopo un’apertura debole, a Wall Street il Dow Jones sale dello 0,2%, il Nasdaq dello 0,25% e l’S&P500 dello 0,22%, appesantiti in avvio da dati macro contrastanti. Gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti in gennaio sono scesi dell’1% mentre le richieste di sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti la scorsa settimana sono aumentate di 14.000 unità a quota 348.000, ai massimi da un mese e sopra le attese. Per la Fed, con Yellen in audizione al Senato, è difficile misurare la ripresa a causa dell’incertezza dovuta all’ondata di maltempo. Il cambio euro dollaro è in rialzo dello 0,21% a 1,3716 mentre il petrolio Wti cede lo 0,66% a 101,091 dollari al barile.

A Piazza Affari tonfo di Telecom Italia -4,29% nel giorno del Cda sulla governance. In una giornata pesante per il comparto delle tlc, il titolo paga la nota di Fitch per cui il gruppo tlc per evitare un downgrade del rating dovrebbe “rallentare in modo significativo il calo del margine operativo lordo nel 2014 e nel 2015”, mantenendo il suo rapporto tra debito ed Ebitda inferiore a 3,5.

Giù anche Ansaldo Sts -2,19%, Prysmian -2,16%, Cnh Industrial -1,74%. Fiat -1,4% dopo i conti con utile netto di gruppo a 1,95 miliardi. In evidenza A2A +2,9% grazie ai conti e ai giudizi degli analisti. In cima al Ftse Mib le banche: Mps+2,6%, Ubi +1,7%, Bpm +1,6% e Mediobanca +1,33%

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