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I mercati in Asia ancora negativi: dominano i timori sull’Ucraina e l’attesa per Draghi

La chiusura di Wall Street – stabile sulle quotazioni del giorno prima –non ha aiutato i mercati asiatici, che hanno visto un altro regresso, portando il calo degli ultimi tre gioni a -1,5%. A fine giornata l’indice regionale MSCI Asia Pacific segna un -0,4%, e registra un p/e di 13,5 (contro un 16,1 per lo S&P500 e un 14,9 per lo Stoxx Europe 600). Oggi ci sarà la conferenza stampa di Draghi, e molti sperano in nuove misure, dopo i dati recenti sull’inflazione (ancora in calo) e sul Pil che arranca (quando, come in Italia, non arretra).

Le Borse sia in Giappone che in Cina segnano un -0,6%. Sia lo yen (a 102,2 contro dollaro) che lo yuan (a 6,16) si sono rafforzati sul biglietto verde. Anche l’euro è risalito, a 1,339, in un mercato agostano. L’oro, di conserva alle tensioni geopolitiche, ha oltrepassato quota 1300 e segna 1308 $/oncia. Il petrolio WTI scende e quota 97,0 $/b (il Brent a 104,8). Leggermente positivi (+0,1%) i futures azionari su Londra e New York.


Allegati: bloomberg

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