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Higuain batte il record di Nordhal: Napoli secondo, Inter e Milan ko

Tutto come previsto. Il sabato sera della Serie A non ha regalato colpi di scena, confermando in toto le aspettative della vigilia. Il Napoli ottiene un secondo posto che vale l’accesso diretto alla Champions League, il Sassuolo un sesto che potrebbe regalare l’Europa (solo se la Juve vincesse la Coppa Italia), Higuain il record storico di gol in campionato (36, uno in più di Nordahl), la Roma gli applausi per una medaglia di bronzo comunque importante. A piangere, come spesso negli ultimi anni, è Milano, soprattutto nella sua parte rossonera. Se l’Inter infatti, nonostante la brutta figura, aveva già definito i propri obiettivi, così non è per il Milan, battuto nettamente dalla Roma e relegato al settimo posto in classifica. L’Europa League resta appesa solo alla finale di Coppa Italia: una possibilità, certo, ma legata a una vittoria con la Juve che sarebbe davvero clamorosa. Ad ogni modo la copertina spetta di diritto al Napoli di Gonzalo Higuain, sia per il ritorno in Champions che per un record destinato a passare alla storia. I 35 gol di Nordahl resistevano da 66 anni ma non hanno potuto nulla contro i 36 di questo straordinario attaccante, vero e proprio trascinatore della squadra azzurra. Nel 4-0 al Frosinone c’è la sua firma in calce: due zampate sotto porta (52’ e 62’) e una girata acrobatica spettacolare, perfetta per brindare alla storia sua e di tutto il calcio italiano (71’). A sbloccare la gara era stato invece Hamsik (44’), bravo a scardinare l’orgogliosa difesa ciociara, capace di resistere al San Paolo per quasi un tempo. Anche la Roma, nonostante un girone di ritorno superiore agli avversari, s’è dovuta arrendere all’evidenza: il preliminare di Champions non si può proprio evitare.

I giallorossi finiscono comunque tra gli applausi, proprio come quelli piovuti dagli spalti di San Siro. Il popolo milanista, rassegnato di fronte all’ennesimo fallimento, ha preferito omaggiare gli avversari che contestare i propri giocatori, forse nella speranza che all’Olimpico, tra una settimana, possa arrivare il colpo di coda. Ma se i rossoneri non sapranno trasformarsi tutto ciò sarà semplicemente impossibile: anche ieri la squadra è apparsa lontanissima dai valori delle big, molto più di quanto non fosse con Mihajlovic appena due mesi fa. La Roma ha ringraziato e si è presa la scena con un’ottima prestazione, condita da 3 gol e tante, tantissime, occasioni. Salah (19’), El Shaarawy (59’, applauditissimo dai suoi vecchi tifosi) ed Emerson (82’, primo centro in Serie A) hanno regalato a Spalletti un’altra soddisfazione, nel Milan invece poco da segnalare se non l’ennesima rete di Bacca (86’), uno che meriterebbe di giocare in contesti decisamente superiori. Il sesto posto se lo prende così il Sassuolo, a testimonianza che programmazione e serenità portano sempre lontano. L’Europa League non è ancora sicura ma certo Di Francesco potrà guardarsi la finale di Coppa Italia con la coscienza a posto. Il contrario dell’Inter, costretta a chiudere la stagione con una brutta sconfitta. Al Mapei Stadium si sono visti gol e spettacolo quasi solo per meriti dei padroni di casa. Ad aprire e chiudere le danze ci ha pensato Politano, prima sfruttando una deviazione di Murillo (successivamente espulso per proteste), poi con un bel colpo di testa a Carrizo battuto (39’). In mezzo i gol di Pellegrini (26’) e Palacio (31’) e il muso lungo di Mancini, sempre più indeciso sul proprio futuro. “Devo confrontarmi con la società per capire quali saranno gli obiettivi e le strade da intraprendere – ha spiegato in conferenza stampa. – Nel calcio non si sa mai, a volte succedono cose strane e ogni anno c’è qualche sorpresa”. Proprio quelle che non sono arrivate ieri, in una serata che ha seguito il copione più logico possibile.

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