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Golf: Molinari alla finalissima europea, conto alla rovescia per il ritorno di Tiger

FIRSTonline

Anche gli orfani del calcio possono consolarsi, da oggi a domenica, con la finalissima del circuito europeo di golf, dove scende in campo l’azzurro Francesco Molinari, decimo nell’ordine di merito continentale. Si tratta del DP World Tour Championship Dubai, ultimo torneo della stagione 2016-2017, che chiude la cosiddetta Race to Dubai nell’avveniristico emirato arabo. Il tracciato è il Jumeirah Golf Estates e i partecipanti sono solo 60, i migliori, quelli che hanno accumulato il maggior numero di punti e di vittorie nel corso di decine di incontri.

I principali candidati al titolo di Re d’Europa sono tre: il leader della Race to Dubai, Tommy Fleetwood, il numero due Justin Rose e il numero tre Sergio Garcia. Gli altri lottano soprattutto per vincere il torneo, che è uno dei più ricchi del circuito, con 8 milioni di dollari in palio. Fra loro anche il nostro Molinari, che la settimana scorsa ha perso una bella occasione in Sudafrica. Sono “ancora un po’ scioccato dal finale di domenica –  scrive l’azzurro su Twitter – la delusione è tanta per aver buttato via una rimonta che venerdì sera sembrava quasi impossibile. Si volta pagina a Dubai ed è l’occasione per rifarsi subito”.

Il field è di altissima qualità tecnica e comprende, fra gli altri, Jon Rahm, Matthew Fitzpatrick, campione uscente, Tyrrell Hatton, Thomas Pieters, Branden Grace, Charl Schwartzel, Kiradech Aphibarnrat. Grandi assenti Rory McIlroy e Henrik Stenson, sostituti dagli inglesi Ian Poutrer e Paul Waring.

Con quest’appuntamento il campionato europeo 2016-2017 chiude i battenti, ma per riaprirli subito, la settimana prossima, a Hong Kong, con una gara valida per la nuova stagione. Circuito europeo e circuito Usa si rimettono così in pari, con le prime sfide delle loro lunghe corse: la Race to Dubai da un lato e la Fedex Cup dall’altro.

È fuori da ogni circuito invece la gara con cui Tiger Woods ha deciso di tornare a competere: l’Hero World Challenge, dal 30 novembre al 3 dicembre ad Albany, nelle Bahamas, torneo di beneficenza organizzato dalla Fondazione dello stesso campione e riservato a 30 invitati. Sembra un appuntamento di serie B, invece è il top da qui a gennaio 2018, perché sono tre stagioni che il fenomeno americano non gioca. Il golf è orfano di Tiger e il pubblico freme dalla voglia di rivederlo.

A dispetto dei problemi fisici, degli interventi chirurgici, degli scandali, dei suoi 42 anni, tutti sperano che vinca ancora, che aggiunga altri successi agli oltre cento trofei e 14 major conquistati in carriera. Il conto alla rovescia per vedere se sarà di nuovo in grado di farlo è cominciato.

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