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Giro: Gaviria fa il bis, Jungels in rosa

Dopo la delusione dell’Etna, che verrà ricordato solo per l’impresa di Jan Polanc visto che non ha mosso di un secondo la classifica dei pretendenti alla vittoria, cartine altimetriche alla mano, il Giro rimanda al Block Haus l’appuntamento dell’atteso primo scontro ai vertici che è mancato nell’ascesa al vulcano. Ma la montagna dei briganti, così la chiamano in Abruzzo questa vetta della Majella, è in calendario domenica prossima.

E le tappe che ci dividono dall’arrivo sul Block Haus, la salita che nel 1967 rivelò al mondo intero la straripante forza di un giovane belga chiamato Eddy Merckx, non promettono attacchi che possano dare una scossa alla graduatoria generale – per il secondo giorno guidata dal lussemburghese Bob Jungels – con il rischio di ispessire la patina di noia che si sta posando su questo avvio di Giro.

Anche la tappa di ieri che si concludeva in un circuito nel centro di Messina – con il pubblico in delirio per Nibali, messinese doc –è vissuta sullo sprint finale vinto da Fernando Gaviria con l’autorevolezza di un campione consumato. Per l’ex giovane pistard colombiano è il bis dopo il successo di Cagliari che lo lancia in vetta alla classifica a punti, strappando la maglia ciclamino a André Greipel, primo a Tortoli ma solo quarto ieri, preceduto anche dall’italiano Jacub Mareczko e dall’irlandese Sam Bennett. Per il resto la seconda e ultima frazione in Sicilia non ha detto molto di più.

Ben venga per lo spettacolo – più da circo che da Giro – la gag di Luka Pibernik, un gregario di Nibali, che allunga dal gruppo compatto e taglia il traguardo esultante con le braccia levate al cielo convinto di essere al giro finale. Peccato per lo sloveno,  c’erano ancora da percorrere i 6,3 km del secondo giro. Oggi il Giro torna sul continente ripartendo da Reggio Calabria verso Terme Luigiane, una frazione pianeggiante con un arrivo però in ascesa più adatto per un finisseur che per velocisti puri. Sarebbe una tappa ideale per Peter Sagan ma il campione del mondo è da un po’ di tempo che manca al Giro preferendo il Tour.

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