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Giro d’Italia: vince Pinot, Quintana in rosa

il Giro d’Italia più aperto della storia, con sei ciclisti racchiusi in un minuto e mezzo alla vigilia di una cronometro da 29,3 km. L’ultima tappa di montagna (guarda qui gli highlights) non ha rivoluzionato la classifica, anzi l’ha resa ancora più incerta. La Pordenone-Asiago di 190 km la vince Pinot in un arrivo spaziale con cinque dei primi sei della classifica generale. Staccato soltanto Dumoulin che resta 15″ indietro: un ritardo minimo che lo conferma come favorito d’obbligo per la vittoria finale alla luce della crono di domani, il suo terreno di caccia. Alle spalle del vincitore, secondo Zakarin e terzo Nibali. La classifica generale: guida Quintana con di vantaggio su 39″ su Nibali, 43″ su Pinot, 53″ su Dumoulin, 1’15” Zakarin, 1’30” Pozzovivo. Senza emozioni la scalata al Monte Grappa, con le azione vere iniziano sulla Foza, l’ultimo gpm del Giro, dove scollinano per primi due esemplari Pozzovivo e Dumoulin, mentre Nibali, Quintana e Pinot salgono insieme, tra un attacco dopo l’altro, mentre Dumoulin, pur staccato, li tiene sempre a vista. Gli ultimi quindici chilometri spianano e il trio Vincenzo-Nairo-Thibaut si riporta su Pozzovivo e Zakarin, con l’olandese sempre distanziato di una manciata di secondi.

L’AVVIO — Ritmo alto e grande attenzione contraddistinguono le prime battute della tappa, con l’azione concreta di giornata che prende il via al km. 15, quando si avvantaggiano in 6: Dylan Teuns (Bmc), Tom-Jelte Slagter (Cannondale Drapac), Ladagnous Matthieu (Fdj), Dries Devenyns (Quick-Step Floors), Maxim Belkov (Katusha Alpecin) e Filippo Pozzato (Wilier Triestina). Proprio l’italiano transita in testa al primo gpm di giornata, Muro di Ca’ del Poggio – 1,1 km al 12.7%, max 18% -, quando alle spalle il gruppo si fraziona e partono contrattacchi poi riassorbiti senza problemi dal gruppo dei big. Sale il vantaggio dei battistrada, che, superato il traguardo volante di Feltre, attaccano la salita al Monte Grappa – 24,2 km al 5.3%, max 11% – con 7’30”. Sulle rampe verso il gpm il ritmo è elevatissimo e la Katusha Alpecin di Zakarin spinge in testa per scremare il gruppo dei migliori. Davanti Pozzato e Belkov perdono contatto fino a farsi riassorbire, e pure il gap dai battistrada scende fino a 2’30”, con i soli Devenyns e Teuns a resistere al comando.

SPIETATI — Spietato il passo degli uomini di classifica, rimasti addirittura in dieci soltanto; affaticato e sotto pressione nei tratti più severi, Dumoulin approfitta però delle parti meno impegnative della lunga ascesa per non perdere la ruota dei rivali. La lunga e tecnica discesa successiva non crea scossoni, con l’olandese tra i primi per evitare agguati. Dopo un breve tratto in pianura, a Valstagna prende il via la salita verso Foza – 14 km al 6.7%, max 11% -. Sulle ultime rampe Teuns resta da solo al comando mentre dietro la Movistar mette tutti alla frusta: poi, ai 24,5 dall’arrivo, scatta Nibali che si porta dietri ai big ad eccezione di Dumoulin, sempre fisso al suo passo. E’ lì che parte il forcing della coppia Zakarin-Pozzovivo che vola al comando della corsa e scava un piccolo solco su Nibali e Quintana che rispondono insieme. A loro si affianca anche Pinot, mentre Dumoulin si attarda ma non molla, supportato anche da Jungels. I divari non si dilatano mai: Dumoulin può sfruttare la crono Monza-Milano per diventare il primo olandese vincitore del Giro. Nibali, però continua a crederci: “Ha fatto fatica pure Tom, vediamo…”.

ARRIVO — Thibaut PINOT (Fra, Fdj) 190 km in 4h57’58”; 2. Zakarin (Rus, Katusha) s.t.; 3. Nibali (Bahrain-Merida); 4. Pozzovivo; 5. Quintana (Col); 6. Jungels (Lus) a 15″; 7. Yates (Gb); 8. Reichenbach (Svi); 9. Mollema (Ola); 10. Dumoulin (Ola).

CLASSIFICA — 1. Nairo QUINTANA (Col, Movistar) 90h00’38”; 2. Nibali (Bahrain-Merida) a 39″; 3. Pinot (Fra, Fdj) a 43″; 4. Dumoulin (Ola) a 53″; 5. Zakarin (Rus) a 1’15”; 6. Pozzovivo a 1’30”; 7. Mollema (Ola) a 3’03”; 8. Yates (Gb) a 6’50”; 9. Jungels (Lus) a 7’18”; 10. Formolo a 12’55”.

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