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Giro delle Fiandre: Sagan sfida i campioni del ciclocross

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All’età di 39 anni ecco Alejandro Valverde ad affrontare per la prima volta i celebri muri e l’ostico pavé del Giro delle Fiandre. Lo fa con indosso la maglia iridata ma da autentico outsider nei pronostici della vigilia della seconda classica-monumento. Da un campione come il murciano, combattente nato, grande dominatore delle Ardenne, c’è però da aspettarsi di tutto anche in una corsa che lo vede esordiente. Per la prima volta dopo tanti anni nemmeno Peter Sagan è nel terzetto dei superfavoriti: trionfatore nel 2016 l’ex tre volte di seguito campione del mondo sembra aver perso un po’ di quella sfrenata voglia di vincere che l’ha portato a essere il corridore super gettonato in ogni classica cui prendeva parte. Ma dopo aver fallito per la nona volta l’obiettivo della Sanremo, con alle spalle un avvio di stagione senza grandi acuti, Sagan potrebbe trovare sul traguardo di Oudenaarde il giorno dell’attesa rivincita.

Davanti a Sagan – quotato 9 – nei favori dei bookmakers ci sono – tutti e tre dati a 7,50 – tre fuoriclasse di ciclocross che hanno fatto incetta di ben otto titoli mondiali:  il ceco  Zdenek Stybar, vincitore della recente E3 ad Harelbeke, il belga Wout Van Aert e l’olandese Mathieu Van der Poelprimo nell’ultima Dwars door Vlaanderen (Attraverso le Fiandre). Nessuno di loro ha mai vinto la Ronde e nemmeno una classica monumento. Van der Poel è un figlio d’arte nonché nipote di Raymond Poulidor, l’eterno battuto da Jacques Anquetil. Van Aert – sesto nell’ultima Sanremo – è alla sua seconda esperienza sui muri fiamminghi dopo il nono posto dell’anno scorso. Stybar, due volte secondo alla Roubaix, affronta la Ronde per la settima volta dopo essere stato tre volte nella top ten dell’ordine d’arrivo. 

Corsa aperta anche per la rischiosità del percorso, dove l’elemento della buona sorte gioca da sempre un ruolo niente affatto trascurabile, la Ronde di quest’anno non presenta nella sua start-list corridori che l’abbiano già vinta due volte per cui nessuno potrà insidiare il primato di tre vittorie che è nel palmarés  di sei grandi del pedale mondiale:  Achiel Buysse (1940-41-43), Fiorenzo Magni (1949-50-51), Eric Leman (1970-72-73), Johan Museeuw  (1993-95-98), Tom Boonen (2005-06-12) e Fabian Cancellara (2010-13-14). Oltre a Sagan c’è però un pool di precedenti vincitori che, se in giornata buona, potrebbero cogliere un prestigioso bis a partire dal vincitore dell’anno scorso, l’olandese Niki Terpstra che domenica correrà con il dorsale n. 1 seguito dal norvegese Alexander Kristoff, trionfatore nel 2015 davanti allo stesso Tepstra, che si presenta forte del recente successo nella Gand-Wevelgem e dal belga Philippe Gilbert, protagonista di un eccezionale assolo nell’edizione 2017.

Non l’ha mai vinta ma da anni ne è stato sempre uno dei principali protagonisti piazzandosi due volte secondo e una volta terzo, Greg Van Avermaet resta gioco forza un cliente da tener d’occhio anche nell’edizione 2019dove si presenta con la nuova maglia del Ccc Team dopo il ritiro dalle corse dell’americana Bmc. Il campione olimpico di Rio, vincitore alla grande della Roubaix 2017, non per nulla è quotato 9 alla pari con Sagan. Meno gettonati ma non dimenticati al bancoi delle scommesse sono i nomi del lussemburghese Bob Jungels, del  tedesco Degenkolb dei belgi  Yves Lampaert , Tjesi Benoot e Oliver Naesen (sempre che quest’ultimo superi l’attacco di bronchite che l’ha colpito giorni fa colpa – si dice- della gelida pioggia di champagne sul podio della Dwars door Vlanderen). Quanto agli italiani, con Nibali a casa e Aru costretto a un lungo calvario per motivi di salute,  l’unico preso in considerazione nei pronostici è Matteo Trentin, quotato 25 al pari di Degenkolb. 

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