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Giorno della Memoria, Draghi e Mattarella: “Combattere razzismo e tentativi di cancellare l’orrore dell’antisemitismo”

Imagoeconomica

“Oggi ricordiamo l’orrore dell’antisemitismo e rinnoviamo il nostro impegno collettivo a contrastare ogni tentativo di cancellare la memoria”. Sono queste le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, in occasione della Giornata della Memoria che si celebra oggi in tutto il mondo. “Ricordare è impegno per il presente, fondazione per il futuro”, ha sottolineato il Premier. 

Secondo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, questa ricorrenza “non ci impone solamente di ricordare i milioni di morti, i lutti e le sofferenze di tante vittime innocenti, tra cui molti italiane. Ma ci invita a prevenire e combattere, oggi e nel futuro, ogni germe di razzismo, antisemitismo, discriminazione e intolleranza. A partire dai banchi di scuola. Perché la conoscenza, l’informazione e l’educazione rivestono un ruolo fondamentale nel promuovere una società giusta e solidale. E, come recenti episodi di cronaca attestano, mai deve essere abbassata la guardia”, ha affermato Mattarella.

Alle celebrazioni del Giorno della Memoria hanno partecipato anche i Presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, che questa mattina prima dell’inizio della quarta votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica, hanno deposto una corona presso il Museo della Shoah di Roma, alla presenza della Senatrice a vita Liliana Segre, dei rappresentanti delle Comunità ebraiche e dell’Ambasciata d’Israele. 

“Il Giorno della Memoria è l’occasione per rinnovare con forza il comune impegno a combattere l’indifferenza, che, come ci ricorda Liliana Segre, è stato il vero complice dei misfatti della Shoah. Solo attraverso il ricordo delle atrocità subite da milioni di ebrei, di bambini, donne e uomini senza colpa, possiamo tenere viva la consapevolezza degli errori del passato e delle devastanti conseguenze che hanno prodotto” ha dichiarato Casellati, “Il valore e il senso della giornata che celebriamo il 27 gennaio – data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz – risiede nella conservazione e nella trasmissione, soprattutto alle generazioni più giovani, della memoria, che è qualcosa di tanto prezioso e allo stesso tempo fragile. E per questo va coltivata, diffusa, protetta. Memoria innanzitutto come omaggio a tutte le vittime di quel piano criminale che fu la Shoah: ebrei, rom, sinti, omosessuali e disabili, internati militari e oppositori del regime colpiti dalla furia nazista. Memoria come ricordo di quelle persone che trovarono il coraggio di non voltarsi dall’altra parte, adoperandosi, spesso a rischio della propria vita, per salvare gli ebrei dallo sterminio. Lo ha scritto in una nota il Presidente della Camera, Roberto Fico.

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