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Generali e Fca mettono le ali al FtseMib

FIRSTonline

Più avvincente di un romanzo di appendice la Borsa italiana, teatro di una grande, ipotetica, guerra che si potrebbe combattere su Generali, chiude in vetta al listini europei: +0,89%. I titoli in primo piano sono quelli dei protagonisti della vicenda e aprono e chiudono la graduatoria di giornata: Generali +8,21%; Mediobanca, principale azionista della compagnia triestina, +5,58%; Intesa Sanpaolo -4,42%. E a seduta chiusa arriva la notizia che i vertici dei gruppi Generali, Intesa SanPaolo e Unicredit sono stati convocati in Consob. La convocazione – secondo quanto si apprende da fonti finanziarie – è prevista tra mercoledì e giovedì e fa seguito alla mossa difensiva del gruppo assicurativo di Trieste che ha annunciato l’ingresso nel capitale di Intesa Sanpaolo con un prestito titoli del 3,01%. Unicredit è stata convocata in qualità di azionista di Generali.

Fuori dal perimetro di questo nuovo gioco dell’Opa o dell’Ops, cioè di offerta pubblica di scambio come si comincia a ipotizzare, altri titoli vivono una seduta di soddisfazioni. In primo piano Fiat +5,91% (e in scia Exor, +4,69%), nel giorno in cui l’ad Sergio Marchionne viene ricevuto da un “onorato” Donald Trump alla Casa Bianca, con i colleghi Mark Fields di Ford Motor e Mary Barra di General Motors. Il presidente promette loro tagli alle tasse e deregulation contro un ambientalismo “fuori controllo”.

Parole ben accolte dai titoli delle varie case automobilistiche. Wall Street d’altra parte, dopo un avvio tiepido, volge in positivo. Segno più per quasi tutte le principali piazze europee: Madrid +0,81%; Francoforte +0,38%; Parigi +0,14%. In parità  Londra -0,01%, con la sterlina in ribasso dopo la sentenza definitiva della Corte Suprema secondo cui la notifica dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, per l’avvio dei negoziati con l’UE per la Brexit, dovrà essere autorizzata da un voto del parlamento. Crolla British Telecom, dopo aver triplicato la svalutazione dovuta ad alcune irregolarità contabili in Italia. La procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulla vicenda.

Poco mosso il rapporto euro dollaro; sale il Brent +0,8% 55,67 dollari al barile; ritocco al ribasso per l’oro -0,48%, 1212,639 dollari l’oncia. Spread del decennale italiano contro il Bund tedesco: -0,37%, a 162.40 punti base, rendimento sempre intorno al 2%.

E torniamo in Piazza Affari, dove si trovano gli spunti più interessanti. Sulla partita Intesa-Generali, frutto inizialmente di rumors, ma resa credibile iersera dal Leone, con l’acquisito dei diritti di voto su 505 milioni di azioni di Intesa Sanpaolo, fioccano indiscrezioni e scenari. Di sicuro c’è il calendario dei cda: quello di Intesa venerdì e quello di Generali domani, con le previste dimissioni del direttore generale Alberto Minali, per divergenze con l’ad Philippe Donnet.

Per Reuters, però non ci sono dubbi: Intesa Sanpaolo ha allo studio un’offerta pubblica di scambio sulla maggioranza di Generali con l’obiettivo di creare un campione leader del risparmio gestito. Il nuovo colosso avrebbe una capitalizzazione di circa 60 miliardi in cui l’apporto delle attività del gruppo bancario avrebbe un peso pari a circa due terzi. Altri ipotizzano invece che Intesa marcerà su Mediobanca, primo azionista del Leone col 13%. Per descrivere l’intreccio di protagonisti e comprimari ci vorrebbe la penna di Alessandro Dumas, tanto più che si teme, ancora una volta, uno scontro Italia-Francia. In ogni caso basti ricordare che il primo azionista di Mediobanca è Unicredit con l‘8,56%; il secondo è Vincent Bolloré, quello della scalata a Mediaset; il terzo è Banca Mediolanum, partecipata da Berlusconi.

Oggi il titolo Unicredit segna +3,1%; poco mossa Mediaset -0,9%; sugli scudi Banca Mediolanum +3,34%. Passando agli altri titoli: in spolvero la galassia Unipol +2,96%, con Unipolsai +3,06%.Positive le popolari: Banco Bpm +2,48%; Bper +0,27%. Vola Stm +2,5%; bene Cnh +1,21%; in recupero Italgas +1,35% e Leonardo +1,19%. Nuovo crollo invece di Yoox, -1,57%. Fuori dal listino principale si distingue Carige +9,02%. A indirizzare l’andamento la prospettiva che la banca stia stringendo i tempi per la presentazione del nuovo piano industriale alla Bce.

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