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Gaza, Israele mostra audio e video che incolpano Hamas sulla strage. L’Italia blinda la frontiera con la Slovenia

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Chi ha lanciato il razzo che ha distrutto l’ospedale di Gaza causando centinaia di morti? Una risposta certa, al momento, non può essere data, ma più passano le ore e più Israele porta elementi per scaricare tutto sulla Jihad islamica, con il sostegno degli Usa. Dall’altra parte, Hamas accusa l’esercito israeliano. Insomma, Hamas e Israele continuano a incolparsi a vicenda, mentre la tensione in tutto il Medio Oriente sale a stelle. Motivo per cui l’Italia e altri otto Paesi rafforzano i controlli, sospendendo l’efficacia del regolamento Schengen per 10 giorni. Nel frattempo, il presidente americano Joe Biden in un colloquio con il presidente egiziano Al Sisi ha ottenuto l’apertura del valico di Rafah per il passaggio di 20 camion con gli aiuti umanitari per Gaza.

Ospedale Gaza: chi ha lanciato il razzo? La difesa israeliana

Nell’ambito del rimpallo di accuse tra le parti, sulla strage dell’ospedale di Gaza, sono state presentate le prove che dimostrerebbero il non coinvolgimento israeliano in questo bombardamento e la responsabilità della jihad islamica. Oltre alle ricostruzioni della traiettoria del missile, e le immagini aeree, ci sarebbero due video. Il primo mostra una serie di razzi lanciati da Hamas, uno di questo esplode a mezz’aria e cade su Gaza, provocando una esplosione enorme. Sempre secondo i vertici militari israeliani l’orario coinciderebbe con la strage dell’ospedale. Il secondo, registrato da una telecamera di sicurezza in territorio israeliano, mostrerebbe lo stesso razzo cadere per errore sulla struttura ospedaliera. “Sarebbe stato impossibile sapere quanto accaduto con la rapidità con cui Hamas ha dato le informazioni”, ha commentato Daniel Hagari, portavoce dell’Idf. Non è stato sparato niente dall’Idf che potesse colpire l’ospedale via terra, mare o aria, ha spiegato, né i suoi sistemi radar hanno tracciato i razzi sparati da Gaza al momento dell’esplosione. Anche in una conversazione telefonica tra due esponenti di Hamas si parla di “razzi non partiti”. Si attendono conferme indipendenti delle due diverse versioni.

Italia reintroduce controlli al confine con la Slovenia

Dato il crescente allarme Ue su possibili infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori anche via terra, l’Italia reintrodurrà i controlli alle frontiere interne con la Slovenia, sospendendo l’efficacia del regolamento Schengen per 10 giorni (prorogabili) a partire dal 21 ottobre. La stessa misura è stata adottata da altri otto Paesi europei su alcune delle rispettive frontiere: Austria, Germania, Francia, Svezia, Norvegia, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia.

La decisione – presa in seguito all’attentato ai danni di due svedesi rivendicato dall’Isis a Bruxelles – è stata comunicata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi alla Commissione europea e agli altri Stati membri in base all’articolo 28 del regolamento, che consente il ripristino dei controlli, “in via eccezionale”, “quando una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna richiede un’azione immediata”. La norma sovranazionale fissa a 10 giorni la durata massima, però lo Stato membro può prorogare la misura “per periodi rinnovabili non superiori a 20 giorni” fornendo “una valutazione aggiornata della necessità e della proporzionalità della misura, nonché di eventuali nuovi elementi”. “Questione di sicurezza nazionale”, scrive sui social la premier Giorgia Meloni, “me ne assumo la piena responsabilità”.

La misura era stata adottata dal governo italiano in altre tre occasioni: dal 14 al 21 luglio 2001 durante il G8 di Genova, dal 28 giugno al 15 luglio 2009 durante il G8 dell’Aquila e dal 10 maggio al 30 maggio 2017 durante il G7 di Bari e Taormina.

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