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Fischi per il Milan travolto dal Palermo

Il tracollo del Diavolo. Altro che terzo posto, il Milan rimedia la seconda sconfitta casalinga della stagione ad opera del Palermo e vede sbriciolarsi le poche certezze costruite. Inutile nascondersi, il posticipo di San Siro mette a nudo tutti i limiti di una squadra in difficoltà, sin qui sorretta solo dall’entusiasmo del pupillo di casa Inzaghi. “Dovrò essere bravo a lavorare sull’autostima dei giocatori – ha spiegato il tecnico rossonero in conferenza stampa. – Il blackout è stato di tutti, abbiamo bisogno di tempo per dare continuità ai risultati. Io non mi ero certo illuso di fronte ai buoni risultati d’inizio stagione, sapevo che avremmo incontrato delle difficoltà e mi prendo le mie responsabilità. 

Ad ogni modo il campionato è lungo, questa scoppola ci potrà anche servire a patto di non perdere le nostre convinzioni”. Indipendentemente dalle parole di Inzaghi, allo stesso tempo duro e comprensivo come da manuale del buon allenatore, resta l’immagine di un Milan spento, quasi troppo brutto per essere vero. Partito discretamente, il Diavolo si è sciolto come neve al sole al primo episodio negativo, dimostrando di essere ancora un cantiere aperto, con tutto ciò che ne consegue.

Preoccupato dalla partita di Cagliari (che i rossoneri avrebbero meritato di perdere) Inzaghi mischia le carte schierando Saponara a centrocampo, Torres al centro dell’attacco e Menez sull’esterno, a fronte di un El Shaarawy relegato in panchina. L’idea potrebbe anche funzionare se non fosse che la squadra, sin dall’inizio, mostra una fragilità difensiva addirittura superiore al solito. Il primo intervento di Diego Lopez, di nuovo titolare dopo quasi due mesi, arriva al secondo minuto di gioco: il preludio a una serata storta, da dimenticare al più presto. 

Basti pensare che il tecnico rossonero deve far fronte al primo cambio dopo appena 2’ (infortunio muscolare di Alex, al suo posto Zapata) e che lo stesso si rivela, purtroppo per lui, decisivo. Il colombiano infatti segna nella propria porta (23’) costringendo il Milan a una partita tutta in salita, poi, tre minuti più tardi, si “ripete” facendosi umiliare da Dybala per il gol dello 0-2. I rossoneri non abbozzano uno straccio di reazione per tutto il primo tempo (anzi, i siciliani sfiorano addirittura il terzo gol) e le cose non migliorano di certo nella ripresa. 

Nonostante gli sforzi di Inzaghi (passaggio ad un 4-2-3-1 con El Shaarawy, Menez e Honda alle spalle di Torres e, successivamente, ingresso di Pazzini al posto dello spento giapponese) l’inerzia del match non cambia, tanto che alla fine non si registrano occasioni pericolose verso la porta di Sorrentino. Finisce dunque 0-2 sotto i fischi di un San Siro incredulo, quasi più deluso che arrabbiato. I numeri dicono che il Milan resta un pretendente al terzo posto, le sensazioni invece raccontano di una squadra in caduta libera, molto più vicina ai problemi dei cugini interisti di quanto non dica la classifica. 

Sabato prossimo ci sarà lo scontro diretto contro la Sampdoria, un vero e proprio esame che dirà molte cose sul futuro della squadra. Il responso sarà molto importante, perché dopo ieri sera i bonus sono ridotti all’osso, per non dire azzerati. 

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