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FEBBRE DA DERBY- Milan-Inter,derby nel segno di Eder. Derby anche nel Lazio tra Roma e Frosinone

Milan l’è un gran Milan. Poco importa che la classifica pianga e che gli obiettivi siano ben lontani da quelli di una volta: il derby della Madonnina resta un must per la nostra Serie A, capace di catalizzare attenzioni ed emozioni come poche gare al mondo.

Certo, la sfida numero 216 (la 164 in campionato) tra rossoneri e nerazzurri ha conosciuto momenti decisamente migliori: su tutti semifinali (2003) e quarti (2005) di Champions, ma anche le innumerevoli volte che ha messo in palio lo scudetto (l’ultima nel 2011). Da allora non è passato poi molto tempo ma, allo stato attuale, sembra quasi un’eternità. Milan e Inter attraversano una fase anonima della loro storia ed oggi, a essere generosi, il match di San Siro può valere al massimo un posto in Europa (più League che Champions).

Il fascino però resta immutato e non solo per motivi storici. Tanto per cominciare si giocherà in uno stadio completamente esaurito proprio come ai bei tempi, segno che ai tifosi, in fondo, importa poco della classifica o dei top player in campo. Certo, per chi ha visto capitani come Maldini o Zanetti (giusto per citare gli ultimi) è dura “accontentarsi” di Montolivo e Icardi, così come pensare alla finale di Champions di San Siro che si avvicina e rendersi conto che Milano non proverà nemmeno a rappresentarla. Un Milan-Inter in tono minore insomma, ma pur sempre un Milan-Inter. Difficile stabilire chi ci arrivi meglio: la classifica farebbe propendere per i nerazzurri, gli ultimi risultati per i rossoneri. L’equilibrio, come quasi sempre del resto, regna sovrano anche se il mercato, fino ad oggi, ha portato regali solo a Mancini (Eder sarà a disposizione).

In attesa delle parole dei protagonisti (previste per oggi le classiche conferenze stampa della vigilia) immaginiamo la tensione sui volti dei due allenatori, nessuno escluso. Mihajlovic, per l’ennesima volta, si gioca gran parte della sua panchina: non che la rischi nell’immediato (ma mai dire mai) ma certo un altro derby perso non aiuterebbe il suo rapporto con Berlusconi. Anche Mancini però non può permettersi passi falsi e il colpo Eder, per paradosso, gli complica ulteriormente la vita: Thohir vuole la Champions a tutti i costi e lo sforzo sul mercato (l’ennesimo) lo dimostra bene. Se il Milan può permettersi di abbassare l’asticella a stagione in corso (giovedì Barbara Berlusconi ha parlato apertamente di Europa League) così non è per l’Inter, costretta a fare i conti con quel Financial Fair Play che pende su Corso Vittorio Emanuele come una mannaia.

Con premesse simili, insomma, il derby della Madonnina assume contorni di grande fascino, e questo anche senza i vari Ronaldo, Shevchenko, Ibrahimovic e Kakà (la lista è talmente lunga che non basterebbe una pagina intera…) che un tempo lo nobilitavano di fronte al mondo intero. 

ROMA FROSINONE

 Decisamente meno glamour la sfida laziale (nel senso di regione) tra Roma e Frosinone, anticipo serale di questa 22° giornata (ore 20.45). Qui non ci sono ricorsi storici particolari ma solo punti pesanti, enormemente pesanti. I giallorossi devono tornare alla vittoria a tutti i costi, altrimenti la luna di miele con Spalletti (a dire il vero già messa a dura prova dal pareggio col Verona e dalla sconfitta con la Juve) finirebbe con largo anticipo.

“Per noi è come una finale – ha ammesso il tecnico di Certaldo. – Mi aspetto che i giocatori la interpretino proprio così, ci serviranno corsa, forza e sacrificio fin dall’inizio”. La Roma scenderà in campo con un Gervinho in meno e un El Shaarawy in più anche se Spalletti, per sua stessa ammissione, avrebbe preferito inserirlo a partita in corso. L’ultima rifinitura di Trigoria invece lo costringerà a rivedere i suoi piani anche a livello tattico: l’idea era quella di tornare al 4-2-3-1 ma gli infortuni di Torosidis e Digne (problemi muscolari per entrambi) e la precarietà di Zukanovic (arrivato ieri e convocato solo per l’emergenza) riducono all’osso le scelte in difesa.

La formazione è praticamente obbligata: Szczesny in porta, difesa a 3 Manolas-De Rossi-Rudiger, Maicon, Keita, Pjanic ed El Shaarawy a centrocampo, Nainggolan e Salah trequartisti alle spalle dell’unica punta Dzeko, sempre alla ricerca del gol perduto. Di fronte ci sarà un Frosinone quasi disperato dalla classifica attuale: i punti da Genoa e Sampdoria (le ultime prima della zona retrocessione) sono 7, tanti ma ancora troppi per gettare la spugna. Stellone se la giocherà con il solito 4-3-3: Leali in porta, Rosi, Ajeti, Blanchard e Pavlovic in difesa, Chisbah, Sammarco e Gucher a centrocampo, Paganini, Dionisi e Ciofani in attacco

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