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F1, GP AUSTRALIA – Vince la Mercedes di Hamilton ma la Ferrari di Vettel è terza

Mettiamola così: se non ci fossero stati i due missili Mercedes, quello di Sebastian Vettel in Ferrari sarebbe stato un debutto indimenticabile. In realtà lo è stato comunque, perché il terzo posto conquistato dal tedesco fa tornare il sorriso a Maranello dopo due stagioni di grandi delusioni, ben sapendo come al momento la Mercedes sia inarrivabile. Il campione del mondo Lewis Hamilton, infatti, ha ricominciato da dove aveva finito, con una vittoria, davanti al suo compagno di squadra Nico Rosberg, al termine di una gara che non ha mai avuto storia.

La corsa ha perso subito alcuni protagonisti, perchè al forfait delle due Manor si sono aggiunti quelli di Kvyat (Red Bull) e Magnussen (McLaren), appiedati addirittura prima dell’inizio della gara per problemi meccanici, e di Bottas (Williams), messo ko da un problema alla schiena.
Non solo, perché al via (contatto sfiorato tra Vettel, partito non benissimo, e il compagno Raikkonen) Maldonado, tamponato dal giovane debuttante Nasr, è finito a muro costringendo all’uscita la safety car, con la Lotus che richiamava definitivamente ai box Grosjean, tanto che in pista si contavano appena 13 macchine dopo 5 giri.

Fin da subito il gran premio ha preso una piega piuttosto chiara, con due coppie ben distinte: là davanti Hamilton e Rosberg a fare corsa a sé (il tedesco è stato sempre secondo senza dare mai l’impressione di poter attaccare il compagno di squadra), Massa e Vettel a lottare per il terzo posto. Inizialmente è stato il brasiliano della Williams ad avere la meglio, ma il tedesco della Ferrari ha avuto il merito di tenerlo sempre nel mirino, approfittando nel migliore dei modi del pit stop del rivale al 21° giro andando a guadagnare quei pochi decimi di vantaggio che gli hanno permesso di uscirgli davanti dopo il suo cambio gomme un giro più tardi.    

Al contrario di Vettel, per Raikkonen i pit stop sono stati un incubo: dopo aver perso sei secondi al primo cambio gomme per un problema alla posteriore sinistra, la frittata è stata completata nel secondo cambio, quando gli uomini in rosso lo hanno fatto ripartire senza che la gomma (ancora la posteriore sinistra) fosse fissata, cosa che ha costretto il finlandese a parcheggiare la sua Ferrari poche curve dopo essere rientrato in pista. Un vero peccato, perché senza quegli errori, la scuderia di Maranello avrebbe potuto lottare per l’accoppiata terzo-quarto posto.

Fino ad allora, però, entrambe le Rosse avevano fatto molto bene tenendo a tratti (soprattutto con Vettel) lo stesso passo gara delle fenomenali Mercedes. Da sottolineare anche l’ottimo risultato del debuttante Nasr, che ha chiuso quinto con la Sauber motorizzata Ferrari.

I tifosi della Rossa possono sorridere, e non solo per il team radio che si è ascoltato subito dopo la bandiera a scacchi, quando Sebastian Vettel in perfetto italiano ha voluto ringraziare così il team al box: “Ragazzi, forza Ferrari!”. Parole da leader che ricordano molto il primo Schumacher, nella speranza che i risultati siano gli stessi: “Sono al settimo cielo, è stato un week end fantastico – ha detto Vettel al termine della gara -. Forse prima non me ne rendevo conto che la Ferrari avesse un sostegno così dal primo all’ultimo giro, ora sì. È stato bellissimo esordire in questo modo, per me è un onore correre con questa macchina rossa. Ho spinto sempre, è stato bellissimo vedere la bandiera a scacchi, un bel premio per il lavoro fatto dai ragazzi della scuderia. La macchina è migliore rispetto al 2014, è un bel punto di partenza, in gara però penso che siamo più vicini alle Mercedes rispetto alle qualifiche. Sono fiero di come il team affronta i GP, tutti sanno bene dove dobbiamo arrivare e l’obiettivo è rendere la vita più difficile a Lewis e Nico”.

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