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EUROPA LEAGUE – La Juve delude e non va oltre il pari: in finale andrà il Benfica

L’Europa resta maledetta. La Juventus non va oltre allo 0-0 interno contro il Benfica e dice addio alla finale “casalinga” del 14 maggio. Quella sera, allo Stadium, saranno i portoghesi a contendere la coppa al Siviglia, qualificatosi al fotofinish pur perdendo 3-1 in quel di Valencia. La delusione è enorme e forse nemmeno lo scudetto in arrivo potrà cancellarla del tutto. Il popolo bianconero sognava finalmente un successo in campo europeo, invece ancora una volta deve ingoiare un boccone acido e amaro. 

“Abbiamo dato tutto, purtroppo ci è mancato l’episodio favorevole – ha spiegato Antonio Conte in conferenza stampa –. Il Benfica ha fatto molta ostruzione, con tutte le perdite di tempo che ci sono state non si è andati oltre i 40 minuti di gioco effettivo, e poi dare solo 6 minuti di recupero è stata una presa in giro. Passano loro con due tiri in porta in due partite, nel doppio confronto meritavamo noi”. 

Tanta amarezza, anche in virtù di alcune decisioni arbitrali quantomeno discutibili. Alla Juventus manca un calcio di rigore netto per un tocco di braccio di Markovic, e in più in generale la gestione dell’inglese Clattenburg ha lasciato più di una perplessità. Il Benfica ha potuto così giocarla a modo suo, con tanta esperienza e furbizia, che ha finito per addormentare la furia bianconera. Certo, l’eliminazione dall’Europa League non si spiega solo con gli episodi. 

Ancora una volta la dimensione internazionale si è rivelata indigesta alla Signora, lontana da quella famelica e spietata di casa nostra. Questione di testa più che di gambe, visto che gli uomini di Conte hanno premuto sull’acceleratore fino alla fine. E’ mancata però la lucidità, proprio come nelle sfide di Champions contro Copenaghen e Galatasaray, guarda caso le più deludenti della stagione.

Schierati con la miglior formazione possibile, compreso il rientrante Vidal, i bianconeri hanno cercato di mettere pressione al Benfica sin dall’inizio, alla ricerca di quel gol che avrebbe cambiato tutto. Il possesso palla a favore e il maggior numero di conclusioni verso la porta di Oplak farebbero pensare a una serata storta, in realtà però i portoghesi hanno gestito abbastanza bene la situazione, finendo per soffrire solo in poche occasioni. 

Su tutte il colpo di testa di Vidal allo scadere del primo tempo, salvato da Luisao proprio sulla riga di porta. E poi l’erroraccio di Lichtsteiner, goffo al limite dell’inverosimile nello sbagliare uno stop che lo avrebbe portato a tu per tu col portiere. Il finale, in un clima di garra pazzesca (espulsi Perez e Markovic per il Benfica, Vucinic per la Juve) ha prodotto solo un colpo di testa di Caceres e un gol annullato giustamente a Osvaldo per fuorigioco. 

Troppo poco per andare in finale e cancellare definitivamente la maledizione europea. Che a questo punto, scudetto o no, comincia a diventare davvero un problema.

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