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Euro sotto pressione nel D-Day di Atene

Finale d’anno ad altissima tensione per i mercati europei. Oggi, infatti, si tiene al Parlamento greco la terza ed ultima votazione per eleggere il nuovo presidente. Se il candidato del governo, l’ex commissario Ue Stavros Dimas, non raggiungerà i 180 voti necessari, sarà inevitabile il ricorso alle elezioni anticipate, in cui parte favorita la sinistra di Alexis Tsipras, decisa a denunciare gli accordi raggiunti con la Troika. Le conseguenze per i fragili equilibri dell’eurozona potrebbero essere assai rilevanti: la richiesta di rivedere i termini dei prestiti Ue, ad esempio, potrebbe complicare la strada verso il QE. Di qui la pressione sull’euro, trattato stamane a 1,2173 dollari, ai minimi dall’agosto 2012. 

L’EUROPA SCOMMETTE SUL QE. WEIDMANN DICE NEIN

I mercati obbligazionari si sono però avvicinati all’ora X con grande ottimismo, dando ormai per molto probabile, se non scontato, l’avvio del Quantitative Easing europeo il prossimo 22 gennaio. Non la pensa così Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, che in un’intervista della domenica alla Frankfurter Allgemeine ha detto che il QE è inutile, se non dannoso: “L’economia europea – ha aggiunto – è in condizioni migliori di quel che comunemente non si creda”.  

Il Btp è stato scambiato alla vigilia della pausa di Natale a un rendimento dell’1,93%, ma in mattinata ha toccato un nuovo minimo storico a 1,88%. Il rendimento del Bund tedesco è allo 0,58%, spread a 129 punti. In questa cornice stamane il Tesoro lancerà la prima asta del 2015: in offerta 7 miliardi di Bot a 6 mesi (contro 8,25 in scadenza) e da 2 a 2,5 miliardi di Ctz. Martedì verrà effettuata un’offerta tra 5,5 e 7,5 miliardi di Btp a 5 e 10 anni e Ccteu. 

BORSE RECORD, DA WALL STREET A SHANGHAI

Grande effervescenza sui listini azionari. Venerdì Shanghai ha messo a segno un rialzo del 2,8% (+ 50% dal taglio del tasso di sconto di inizio novembre) nell’attesa di nuovi stimoli per rilanciare la congiuntura, fiacca, dell’economia del Drago. Anche Tokyo (+0,4%) ha reagito in maniera positiva alle misure espansive approvate da Shinzo Abe all’avvio del suo secondo mandato. 

La seduta di Santo Stefano, a Wall Street, ha consentito al Toro di rafforzare il rialzo di questa stagione di record: l’indice S&P è salito dello 0,3% al nuovo massimo di 2.088 punti. Più tonico il Nasdaq, +0,7%, a 4.086. Il Dow Jones è salito dello 0,2% a 18.053 punti. 

LA GUERRA IN LIBIA INFIAMMA IL GREGGIO

Tra le note rilevanti, la nuova frenata del rublo, ripiombato a 54,33 dollari. In ripresa invece il petrolio: il Brent ha superato i 60 dollari e il Wti sfiora i 56 dollari sotto la pressione delle notizie in arrivo dalla Libia, in piena guerra civile. Le immagini tv hanno mostrato il terminale di El-Sidr, il più importante del Paese (400 mila barili al giorno l’export) devastato dalle fiamme: nell’incendio sono andati persi due giorni di produzione. 

PIAZZA AFFARI ARCHIVIA ILO 2014 IN TERRENO POSITIVO

A due giorni dal giro di boa prende corpo il distacco tra i mercati Usa, in piena corsa, e le Borse dell’area euro, frenate dalla deflazione. A Wall Street il Dow Jones avanza dell’8,91% rispetto ad inizio anno, l’indice S&P del 13%. Guida la corsa il Nasdaq, con un +17%.

Piazza Affari si avvia a chiudere, salvo sorprese, l’anno in terreno positivo per la terza volta consecutiva. Il listino, alla vigilia delle ultime due sedute dell’anno, registra infatti un guadagno del 2,03%, inferiore alla performance del 2013 (+ 16,56%) e del 2012 (7,8%) ma ben al di sopra del tonfo del 2011 (-25%) e del 2010(-12,8%). 

In linea l’andamento delle altre Borse europee: Madrid (+5,70%) è stata la più brillante, seguita da Francoforte (+3,87%). Londra -2,06%, condizionata dall’andamento dei titoli delle commodities. Parigi invariata. 

A MILANO BRILLANO I TITOLI LEGATI ALL’AREA USA

Chiusura positiva per le Borse europee nell’ultima seduta prima della lunga chiusura per le feste di Natale. A Milano l’indice FtseMib ha guadagnato l’1,4%, Londra +0,1%, Parigi +1,3%, Francoforte +0,4%. L’indice complessivo europeo Stoxx600 è salito per il sesto giorno consecutivo (+0,4%). Sotto i riflettori i titoli più legati all’area dollaro: World Duty Free +4,3% e Autogrill +3,7%. In evidenza anche Buzzi +2,9%, Fiat Chrysler +2,9% e Ferragamo +2,7%.

SAIPEM, NESSUN AUMENTO IN VISTA

Nel comparto del petrolio e dell’energia, rimbalzano Eni +1,6%, e Tenaris +0,8%. Tra i titoli sotto la lenta della speculazione Saipem (+1,1%), uno dei valori più bersagliati del 2014. Giova alla società la decisione della casa madre di rinviare la vendita, causa l’assenza di una domanda adeguata, circostanza che fa decadere il rischio di un aumento di capitale. Finale d’anno in recupero anche per le utilities:Enel + 2,2%, A2A +2,3%.

MPS, SI CHIUDE UN ALTRO ANNUS HORRIBILIS

Nel settore finanziario, da segnalare il tentativo di rimbalzo di Monte Paschi (+1,3%) dopo la caduta in inizio settimana (-6,8%). 

PRELIOS, FINALE SPRINT 

Fuochi d’artificio in anticipo in casa Prelios. La società ha raggiunto un accordo con il gruppo Coppola per l’acquisto di Porta Vittoria, operazione del valore di 400 milioni per un complesso di 140 mila metri quadri in gran parte residenziali (più di 300 appartamenti). Anche la partita Uccmb sembra finalmente arrivata al traguardo: a gennaio la controllata di Unicredit dovrebbe passare al tandem Prelios-Fortress. 

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