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Energia: Cina e India non rinunciano al carbone. “Il pianeta ? Lo salveremo dal 2026. Forse”

FIRSTonline

Si deve consumare meno carbone nel mondo per salvare il pianeta. Ma il percorso tracciato da Cop28 ha un primo contrappasso nell’ultimo Report dell’IEA, l’Agenzia internazionale per l’Energia. Il Coal Report 2023 di due giorni fa attesta un aumento della domanda globale di carbone dell1,4%.

India e Cina restano i paesi che ne consumano di più. La Cina continua anche a costruire nuove centrali, secondo un programma che non è messo in discussione da nessuno. Questo per dire che i leader dei due paesi non sono attratti, nel medio periodo, dalle fonti non inquinanti. Andranno avanti per la loro strada nonostante il consenso ai documenti dei summit.

Secondo l’Agency soltanto nel 2026 la domanda di carbone scenderà, ma meno del 3%. Nel frattempo le due economie avranno goduto di un forte propellente che misura il business ma non i danni ambientali. 

Una brutta corsa ad ostacoli

India e Cina, insomma, confermano di essere responsabili di un terzo dell’inquinamento del pianeta. Sembra una corsa ad ostacoli tra i due paesi, con l’ India che ha  contribuito quest’anno al consumo record mondiale di 8 miliardi di tonnellate di carbone. Le grandi città asiatiche vivono perennemente sotto una cappa di smog, ma delle patologie correlate e degli effetti climatici sembra angosciare sono una minoranza di persone.

Entrambi i paesi riconoscono l’importanza di “saltare il fosso” verso le rinnovabili, ma con una tempistica progressiva che dà ragione a chi vede la lotta ai cambiamenti climatici meno stringente di quanto si pensi.

Un’altro dato IEA che conferma lo status quo dell’uso di carbone a vantaggio- in questo caso dai leader cinesi- è che il 60% di tutta l’elettricità del paese è generata dal carbone.

Per i media di tutto il mondo il rapporto è stato commentato da Keisuke Sadamori, responsabile dei mercati energetici dell’IEA. “ Il ritmo con cui le rinnovabili si espanderanno nelle principali economie asiatiche determinerà cosa accadrà dopo, e sono necessari sforzi molto maggiori per raggiungere gli obiettivi climatici internazionali”. Si parlerà di tutto solo dopo il 2026.

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Categories: Economia e Imprese