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Elezioni Midterm Georgia: ecco perché la vittoria di Warnock è fondamentale per i democratici

Imagoeconomica

Con i risultati del ballottaggio in Georgia possiamo considerare concluso il capitolo sulle Elezioni di Midterm statunitensi. L’ultimo seggio del Senato rimasto vacante dopo il voto dell’8 novembre è andato al candidato democratico Raphael Warnock che, con il 51% dei voti, ha vinto al secondo turno contro il repubblicano Herschel Walker. Al primo turno delle elezioni di midterm in Georgia nessuno dei due candidati era riuscito a raggiungere la soglia del 50%: Warnock si era fermato al 49,4%, Walker al 48,5%, con una distanza di poco più di 35.000 voti su quasi 4 milioni totali. 

Gli equilibri alla Camera e al Senato

Grazie alla vittoria alle elezioni di Midterm in Georgia, al Senato il Partito Democratico potrà contare su 51 seggi a fronte dei 49 in mano ai repubblicani. Alla fine dei giochi dunque, i democratici sono riusciti a guadagnare un seggio in più rispetto alle elezioni del 2020 (ne avevano 50 e la maggioranza era garantita dal voto della vicepresidente, Kamala Harris), garantendosi un voto in più molto pesante che renderà molto più semplice l’approvazione di alcune misure fondamentali portate avanti dal presidente Joe Biden. 

Alla Camera invece il Partito Repubblicano è riuscito a riconquistare la maggioranza ottenendo 222 seggi contro i 213 dei democratici. Una vittoria che però è stata accolta con un mezzo sorriso dato che, alla vigilia delle elezioni, ci si aspettava un’onda rossa che però alla fine si è rivelata solo una piccola “increspatura”.

Ecco perché la vittoria dei democratici in Georgia è importante

Il seggio in più conquistato dai democratici in Georgia è importante per diversi aspetti. Il primo è strettamente politico. Walker era un candidato scelto personalmente da Donald Trump, un uomo di cui lui si fidava e su cui contava molto. La sua sconfitta rappresenta dunque l’ennesima batosta per l’ex presidente a cui molti repubblicani avevano già addossato la mancata maggioranza al Senato e la vittoria molto meno ampia del previsto alla Camera. L’ennesimo risultato negativo potrebbe dunque convincere gli indecisi del Gop ad abbandonare al suo destino l’ex presidente –  che ha già annunciato la sua ricandidatura alle elezioni del 2024 – chiudendo definitivamente “l’era Trump”.

La sconfitta dei repubblicani e la condanna a Trump per frode fiscale

La sconfitta, tra l’altro, è arrivata in un giorno nero per Trump che nelle stesse ore assisteva da lontano alla condanna per frode finanziaria e fiscale inflitta alla Trump Organization dal Tribunale di New York. Il tycoon non era direttamente coinvolto, ma nel corso del processo i procuratori di Manhattan hanno presentato prove che l’ex presidente aveva firmato bonus e documenti che aiutavano i top manager ad evitare di dichiarare tutti i loro redditi. Ora si attende la definizione della pena, probabilmente una multa da 1,6 milioni di dollari che non porterà alla rovina Trump ma che uscirà dalla vicenda con una reputazione sempre più compromessa.

Elezioni Midterm Georgia: ora i democratici possono nominare nuovi giudici federali

Tornando alle elezioni in Georgia, grazie al seggio in più conquistato al Senato, i democratici non avranno più bisogno del voto della vicepresidente Kamala Harris per assicurarsi la maggioranza, né di dover trattare con gli esponenti più moderati del partito repubblicano per far passare le leggi più importanti. La vittoria influisce inoltre sulla nomina dei nuovi giudici federali che vengono scelti dal presidente e la cui nomina deve essere ratificata dal Senato. Si tratta di figure importantissime nelle istituzioni statunitensi che possono influire sull’assetto costituzionale degli Usa. Non a caso Trump, durante i suoi 4 anni alla Casa Bianca, ne nominò 234, dando una chiara impronta conservatrice ai tribunali. Uno degli obiettivi di Joe Biden sin dall’inizio del suo mandato è dunque quello di riportare equilibrio nelle corti federali. Negli ultimi due anni il presidente ha nominato 85 giudici, ma con la maggioranza rafforzata in Senato avrà le mani libere per procedere a ulteriori nomine senza difficoltà. Attualmente sono 84 i posti vacanti tra primo grado e appello, ma il numero è destinato ad aumentare.  

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