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Ecobonus e Sismabonus 2020: addio sconto in fattura

La legge di Bilancio 2020 ha abrogato una norma fiscale importante in tema di ristrutturazioni edilizie. Fino all’anno scorso, chi si avvaleva dell’ecobonus o del sismabonus poteva anticipare l’agevolazione in fattura, ottenendo così uno sconto da parte dell’azienda responsabile dei lavori (che a sua volta veniva rimborsata con un credito d’imposta). Questa opportunità è stata cancellata dal primo gennaio per gli interventi sulle singole abitazioni.

NOVITÀ ECOBONUS E SISMABONUS: GLI SVANTAGGI PER I CONTRIBUENTI…

In sostanza, i contribuenti non possono più monetizzare subito l’incentivo: per godere del beneficio fiscale devono attendere la dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono stati fatturati gli interventi edilizi. Questo cambiamento rischia di avere conseguenze depressive sul mercato delle ristrutturazioni, perché molte persone – senza la riduzione immediata dei costi – non potranno più permettersi di pagare la ditta edile e dovranno quindi rinunciare ai lavori.

…E I VANTAGGI PER LE PICCOLE IMPRESE

D’altra parte, l’abrogazione della possibilità di anticipare lo sconto in fattura restituisce competitività alle imprese più piccole, che non avevano la capienza fiscale sufficiente ad accumulare le detrazioni d’imposta dei clienti.

SCONTO IN FATTURA SOLO PER LE PARTI COMUNI

Nella manovra (articolo 1, comma 70) si legge però che “a partire dal primo gennaio 2020, unicamente per gli interventi di ristrutturazione importante di primo livello (…) per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari o superiore a 200.000 euro, il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare (…) per un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo”.

In sintesi, parlando di ecobonus e sismabonus, l’anticipo dello sconto in fattura non è più concesso per gli interventi sulle singole unità immobiliari, ma solo per le ristrutturazioni delle parti comuni dei condomìni e solo se il costo dei lavori è di almeno 200mila euro.

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