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Draghi: “In certi momenti sono necessarie misure eccezionali”

“La Bce non è un istituzione politica, ma si è fatta carico delle sue responsabilità in quanto istituzione dell’Unione Europea“. Lo afferma il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi in un’intervista al quotidiano tedesco Die Zeit. “In Europa sta avendo luogo un dibattito fondamentale sul futuro dell’euro”, prosegue il presidente, “. Molti cittadini sono preoccupati sulla direzione verso la quale sta andando l’Europa. Eppure le soluzioni presentate appaiono loro insoddisfacenti. E questo perchè tali soluzioni offrono due scelte: o  tornare al passato o muoverci verso gli Stati Uniti d’Europa. La mia risposta alla domanda è: per avere un euro stabile non dobbiamo scegliere tra estremi”. Ma è vero anche che “coloro che vogliono tornare al passato hanno frainteso il valore dell’euro”.

Il dibattito che sta avendo luogo, spiega Draghi, “non è l’euro in quanto moneta” ma piuttosto “perchè l’euro non ha ancora pienamente avuto successo come ordinamento politico”. L’unione politica e l’unione economica possono andare “in parallelo”. E se sicuramente “è desiderabile una nuova architettura per la zona euro”, “l’unione politica deve procedere di pari passo con l’unione fiscale, economica e finanziaria”.

Per quanto riguarda le attese delle politiche che la Bce potrà adottare nelle prossime settimane, Draghi scrive che “la politica monetaria può richiedere misure eccezionali” e “prendere queste decisioni, quando necessarie, rientra nella nostra responsabilità come banca centrale dell’Eurozona nel suo insieme”.

Leggi per intero l’articolo di Mario Draghi (in inglese)

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