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Dow Jones Sustainability Indices, le aziende italiane nell’indice europeo e mondiale

Pixabay

Per l’undicesimo anno consecutivo Intesa Sanpaolo è stata inclusa – unica banca italiana – negli indici finanziari Dow Jones Sustainability World Index e Dow Jones Sustainability Europe Index, tra i più importanti indici borsistici di sostenibilità mondiali ed europei.

Stessa sorte per Leonardo, nel settore difesa, aerospazio e sicurezza. Anche TIM si conferma, sia nell’indice europeo, sia in quello mondiale, per il diciottesimo anno consecutivo.

Confermata negli indici mondiali della sostenibilità anche Generali che si colloca così tra le cinque maggiori compagnie assicurative in tema di sostenibilità.

Fa il bis, come riconoscimento di migliore multiutility al mondo nelle dimensioni Environmental, Social e Governance (ESG), il Gruppo Hera, che si trovava in questi indici, già nel 2020.

Non sono da meno il Gruppo Poste Italiane, guidato dall’AD Matteo Del Fante, Pirelli, nel settore Automobiles & Components, Terna, una delle sole sette utility elettriche quotate al mondo presenti nel prestigioso indice finanziario, Snam, che si è impegnata a diventare un’azienda net zero entro il 2040, quindi Enel, Prysmian e Italgas.

Standard and Poor’s Global seleziona ogni anno le aziende da includere negli indici Dow Jones Sustainability. Si tratta di un riconoscimento, per le aziende che vengono inserite in questi indici, dell’attenzione sui temi ESG (Environment, Social, Governance) per lo sviluppo sostenibile e a supporto degli SDGs (Sustainable Development Goals). Le nuove classifiche saranno effettive dal 22 novembre 2021.

A Intesa Sanpaolo è stato assegnato un punteggio complessivo pari a 83 su 100, rispetto a una media di settore di 38. Per quanto riguarda Leonardo, l’inclusione nei DJSI di S&P Global si aggiunge a quanto la Società ha ottenuto negli ultimi due anni: il posizionamento nella fascia A del Defence Companies Index on Anti-Corruption and Corporate Transparency (DCI) elaborato da Transparency International, l’inclusione nel Gender Equality Index di Bloomberg, la riconferma del ruolo di Global Compact LEAD delle Nazioni Unite, l’inserimento nella Climate A List 2020 di CDP (ex Carbon Disclosure Project) per le misure contro il cambiamento climatico, nonché un migliore posizionamento nei principali rating ESG.

TIM ribadisce l’impegno del Gruppo nell’integrazione della sostenibilità all’interno della strategia aziendale. L’attenzione di TIM verso i principi ESG trova conferma, infatti, nel Piano Strategico 2021-2023: dallo scorso gennaio il Gruppo ha allineato le proprie fonti di finanziamento, fissando obiettivi pluriennali e misurabili al centro della propria strategia di sviluppo. TIM è inclusa nei più importanti indici mondiali. Oltre al Dow Jones Sustainability Index, di recente è stata confermata nell’indice di sostenibilità Euronext Vigeo-Eiris e inclusa nel nuovo indice MIB®️ ESG lanciato da Euronext e Borsa Italiana.

La multiutility Hera ha alzato ulteriormente il benchmark di settore raggiungendo un punteggio complessivo di 90/100 (in miglioramento rispetto ai 87/100 del 2020), contro una media del settore di 39/100. Le valutazioni ottenute sono state di 92/100 in ambito Environment, 90/100 in Economic & Governance e di 88/100 nel Social, con una posizione di leadership in tutte e tre le aree oggetto di valutazione.

Poste Italiane rafforza ulteriormente la propria leadership nella sostenibilità, “l’inclusione nel Dow Jones Sustainability Index per il terzo anno consecutivo – per dirla con le parole dell’AD Del Fante – è in linea con gli ambiziosi obiettivi previsti all’interno del nuovo Piano Industriale 2024 Sustain & Innovate”. Il punteggio ottenuto – ha affermato Giuseppe Lasco, Condirettore Generale di Poste Italiane – mette in luce la bontà del percorso intrapreso dall’Azienda verso l’integrazione dei rischi ESG nel business e premia il suo continuo impegno nei confronti dei cittadini e del Paese nel contesto mutevole dettato dall’emergenza sanitaria.”

Per Pirelli, invece, è stato Marco Tronchetti Provera, Vice Presidente Esecutivo e Amministratore Delegato, a commentare il bel risultato comune alle altre aziende italiane nell’indice: “La sostenibilità è un
modello di business per Pirelli, una strategia di crescita e soprattutto, una sfida al miglioramento continuo nella
creazione di valore per tutti gli Stakeholder.”

Terna, dal canto suo, vede l’inserimento nell’indice come premio per il suo programma di investimenti: il 95% dei circa 9 miliardi di euro previsti nel Piano Industriale 2021-2025 “Driving Energy” è per sua natura sostenibile, in base ai criteri della Tassonomia Europea. Tali investimenti sono finalizzati all’integrazione delle fonti rinnovabili non programmabili e all’incremento della sicurezza e della resilienza del sistema elettrico.

Snam è stata inclusa per la dodicesima volta nei DJSI Index di S&P e punta a rimanerci incrementando il suo punteggio (86/110). Nell’anno in corso ha infatti introdotto delle modifiche allo statuto sociale volte a riflettere il proprio crescente impegno nella transizione energetica e nell’equilibrio di genere.

Enel è invece al suo diciassettesimo anno con un punteggio – nel suo settore – superiore a 90/100. Prysmian Group è l’unica Società produttrice di cavi inclusa nell’indice di sostenibilità più riconosciuto a livello globale, che copre oltre 5.300 aziende. Prima volta per Italgas nel Dow Jones Sustainability Index Europe, mentre si conferma, per il terzo anno consecutivo nel DJSI mondiale.

Lanciati nel 1999, gli indici di sostenibilità Dow Jones di S&P Global sono tra i più rilevanti indici borsistici in tema di sostenibilità a livello mondiale. L’analisi annuale copre più di 10.000 aziende.

Standard & Poor’s Global confronta le aziende di 61 settori attraverso questionari che valutano le performance di sostenibilità delle aziende in maniera complessiva. Il Dow Jones Sustainability World Index traccia la performance del top 10% delle 2.500 maggiori aziende quotate all’interno del S&P Global Broad Market Index, mentre Il Dow Jones Sustainability Europe Index traccia la performance del top 20% delle 600 maggiori del continente europeo.

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Categories: Economia e Imprese